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il DOPO nucleare

Fonti energetiche e produzione e fornitura dell'energia elettrica.

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[121] Re: il DOPO nucleare

Messaggioda Foto UtentePiercarlo » 22 lug 2011, 0:58

TONYSTARK ha scritto: Magari da questi studi dopo un paio di generazioni esce un coso che smaltisce tutte le scorie nucleari, utopia? probabilmente ma non possiamo saperlo se non facciamo ricerca :ok:


Certamente. Il punto chiave sta proprio nell'arrivare a far giungere a una VERA maturazione il nucleare in modo che stia DAVVERO in piedi da solo con tutte le sue attuali magagne pienamente e compiutamente risolte. Il che significa toglierlo dalle grinfie di chi pretende di ricavarci troppo prematuramente dei profitti. Piaccia o no, esso dovrà essere trattatoESPLICITAMENTE e per un periodo ancora abbastanza lungo (almeno per tutto questo secolo... ed è una stima cauta) ne più ne meno come vengono trattati i lanci umani nello spazio: un qualcosa che per quanto avanzato sia (e lo è molto meno di quanto si racconta in giro) è da considerarsi tuttora un campo sperimentale con tutte le conseguenze del caso. Non fosse che per farlo evolvere fino al punto di essere un settore completamente civile, in grado di sostentarsi sul mercato come tale e non "dopato" da un nucleare militare che, per quanto oggi sia un po' più ridimensionato, continua comunque ad essere il vero "giustificativo" di tutto cio che ruota attorno al nucleare. Tutto il resto (reattori di generazioni varie ecc.) sono, se non proprio panzane propagandistiche, poco più che esecizi di stile (perlopiù cartacei...) che lasciano il tempo che trovano - Al più buoni per le chiacchierate davanti alla macchina del caffè...

Ciao
Piercarlo

PS - La iattura più grande posta sul nucleare è proprio il fatto che la ricerca venga fatta da chi si aspetta un rientro economico in tempi "ragionevoli. Se non vi sono alternative a questo andazzo (cioè se la logica con cui è promosso è esclusivamente quella della ricerca del profitto) allora il nucleare è meglio lasciarlo perdere una volta per tutte. Altrimenti è uno sviluppo che prima o poi finirebbe per costare, a causa di incidenti INEVITABILI, alla collettività molto più caro di quanto potrà mai rendere durante il suo normale esercizio. E se ci stanno ripensando persino i Giapponesi è proprio perché in questo momento stanno toccando con mano QUANTO possa essere consistente questo "molto più caro". E non devono proprio essere spiccioli, anzi!
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[122] Re: il DOPO nucleare

Messaggioda Foto Utente6367 » 22 lug 2011, 1:14

La iattura più grande posta sul nucleare è proprio il fatto che la ricerca venga fatta da chi si aspetta un rientro economico in tempi "ragionevoli.


Chi oggi fa ricerca in ingegneria nucleare (es reattori burner, reattori al torio o, addirittura, fusione) sa benissimo che il rientro economico sarà a lungo termine (si parla di decenni) se mai ci sarà. Tuttavia quando alcuni governi e buona parte dell'opinine pubblica, auspica o festeggia l'abbandono definitivo del nucleare, non una moratoria o un rinvio, diventa difficile sperare in un ritorno economico, sia pure lontano.


Non fosse che per farlo evolvere fino al punto di essere un settore completamente civile, in grado di sostentarsi sul mercato come tale e non "dopato" da un nucleare militare che, per quanto oggi sia un po' più ridimensionato, continua comunque ad essere il vero "giustificativo" di tutto cio che ruota attorno al nucleare.


Be', oggi c'è un doping al contrario: chi smantella armi, per fortuna rimaste inutilizzate, che cerca riciclare il plutonio, vuoi per disfarsene vuoi per guadagnarci qualcosa.


Tutto il resto (reattori di generazioni varie ecc.) sono, se non proprio panzane propagandistiche, poco più che esecizi di stile (perlopiù cartacei...) che lasciano il tempo che trovano -


L'energia da fonte nucleare si fa con i reattori. Ed è consuetudine classificarli per generazione, giusto per capire se sono quelli che si costruiscono oggi, quelli che si faranno forse fra un po' di anni e che oggi sono in fase di sviluppo, se sono quelli del passato ma ancora in uso, o se sono i del tutto obsoleti. Ovviamente i più esperti potranno andare nel dettaglio di classificazioni più precise.
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[123] Re: il DOPO nucleare

Messaggioda Foto Utentemir » 22 lug 2011, 8:27

6367 ha scritto:Restano almeno tre grandi paesi ancora molto orientati al nucleare (Francia, Russia, Cina).

certo, la prima pullula di centrali nucleari,la seconda ha armamenti (da smantellare) tali da alimentare chissà quante centrali e a proposito di armamenti.., la terza è in crescita economica sta divorando energia senza farsi molti problemi.
6367 ha scritto:Certo che di questi tempi qualcuno si chiederà se vale ancora la pena investire nel nucleare.

se si parla del sempre del solito nucleare direi che è corretto.
6367 ha scritto:Vale la pena sviluppare reattori burner di IV generazione se poi nessuno li comprerà?

nel mio piccolo direi direi di no.
6367 ha scritto:se qualche referendum li bloccherà?

un motivo ci sarà !
6367 ha scritto:Be', oggi c'è un doping al contrario: chi smantella armi, per fortuna rimaste inutilizzate, che cerca riciclare il plutonio, vuoi per disfarsene vuoi per guadagnarci qualcosa.

intanto si potrebbe piantarla di utilizzare plutonio anche nella costruzione di armamenti, ma questo è un altro discorso.
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[124] Re: il DOPO nucleare

Messaggioda Foto Utente6367 » 22 lug 2011, 9:50

se si parla del sempre del solito nucleare direi che è corretto.


Difficile capire (e far capire) la differenza fra "solito" nucleare e qualcosa d'altro. Del resto tu stesso affermi che non vale la pena sviluppare le cnetrli nucelari di IV generazione, capaci di "bruciare" le scorie.

Difficile ipotizzare quelle di V o VI generazione (fra cento anni?) se anche quelle di IV non valgono la pena.
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[125] Re: il DOPO nucleare

Messaggioda Foto UtenteTONYSTARK » 22 lug 2011, 10:22

mir ha scritto:
6367 ha scritto:se qualche referendum li bloccherà?

un motivo ci sarà !


Bellissima la rima comunque!

Al di fuori di questo vorrei mettere l'accento su un paio di punti;
In primis le centrali nucleari non sono mai private, tranne in rari casi disastrosi, a gran partecipazione pubblica. Per cui spero che la ricerca non sia solamente in mano alle industrie poverine e abbandonate del settore. Per quello che riguarda i ritorni economici, è come se quelli del LHC si aspettassero di avere un ritorno dei soldi spesi, anche se le loro ricerche sono in gradi di cambiare il mondo e la tecnologia attuale e futura.

Come secondo punto; mettendo a parte la Francia, che comunque a fiducia me ne ispira molto poca;
RUSSIA E CINA :shock:
I COMUNISTI! direbbe qualcuno, uno è un paese che pasteggia con caviale e uranio a suon di sommergibili nucleari affondati e gli altri, bè gli altri li conosciamo...
in somma non mi sembrano nazioni proprio al top della lungimiranza, credo delle tre quella che mi ispiri più fiducia nella ricerca sia la Cina, ma in questo momento hanno bisogno di energia adesso e non tra dieci anni.

Per come la vedo io, toni polemici o scherzosi a parte, la ricerca deve essere una cosa internazionale e pubblica, senza finalità di rientri più o meno immediati e fatta in modo coscienzioso e non spinto da dei bisogni nazionali, come smantellare armi nucleari, ma non ci resta che stare a guardare per ora e vedere come evolvono le cose; o magari fare un bel referendum a proposito ;-)
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[126] Re: il DOPO nucleare

Messaggioda Foto Utentemir » 22 lug 2011, 10:36

6367 ha scritto:Difficile capire (e far capire) la differenza fra "solito" nucleare e qualcosa d'altro.

hai ragione, mi sono espresso male il riferimento era per le obsolete centrali nucleari da fissione,si quelle che utilizzano combustibile primario materiale che poi lascia in eredità un altro materiale altamente radioattivo e che per sua caratteristica è di difficile smaltimento, al punto che da quando è stata progettata/realizzata la prima centrale nucleare ad oggi ancora non è chiaro come smaltire questo ingombrante e radioattivo rifiuto,ed una possibile soluzione per smaltire/riciclando quanto già prodotto (ad impatto ambientale valutato e minimo o perché no zero) con le vecchie centrali ed ancora in funzione, non sarebbe una cattiva soluzione, ma ripeto correttamente valutato.
6367 ha scritto:Del resto tu stesso affermi che non vale la pena sviluppare le cnetrli nucelari di IV generazione, capaci di "bruciare" le scorie.

che io sappia queste centrali, a parte differenze costruttive sui materiali impiegati utilizzano comunque plutonio ed uranio come combustibile, o sbaglio ?
6367 ha scritto:...(fra cento anni?)

un tantinello lungo il range di tempo, è probabile che nel frattempo la fusione abbia avuto la meglio.. :mrgreen:
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[127] Re: il DOPO nucleare

Messaggioda Foto UtentePiercarlo » 22 lug 2011, 19:29

6367 ha scritto: Chi oggi fa ricerca in ingegneria nucleare (es reattori burner, reattori al torio o, addirittura, fusione) sa benissimo che il rientro economico sarà a lungo termine (si parla di decenni) se mai ci sarà. Tuttavia quando alcuni governi e buona parte dell'opinine pubblica, auspica o festeggia l'abbandono definitivo del nucleare, non una moratoria o un rinvio, diventa difficile sperare in un ritorno economico, sia pure lontano.


Il che mi pare abbastanza scontato, visto la situazione attuale in cui si è cercato di consideare a forza il nucleare come una tecnologia "matura" quando essa lo è, grosso modo, quanto lo era la produzione di nitroglicerina prima che si trovasse il modo di produrla sotto forma di dinamite. Una tecnilogia veramente matura per una socità che non sia proprio all'ultima spiaggia (e ce ne manca prima di arrivarci... Forse è più vicina l'ultima spiaggia del consumismo irresponsabile e imprevidente ma questo onestamente non è un qualcosa che mi commuova più di tanto) dev'essere una tecnologia in grado non solo di pagare quando tutto va bene ma anche di limitare al massimo le conseguenze quando qualcosa va storto - come, ripeto, é INEVITABILE che prima o poi succeda.
E il fatto che nel nucleare le cose vadano storte ogni tot decenni piuttosto che ogni tot mesi o anni, nulla toglie al suo punto debole fondamentale: di divenire rapidamente e costosissimamente ingestibile qando le cose non vanno per il verso giusto. Che lo rende né più né meno una roulette russa in cui i colpi fatali arrivano dispersi su lunghi periodi... ma che quando arrivano fanno semplicemente fuori tutto quel che trovano intorno. Ed è questo che impedisce al nucleare di diventare una fonte di energia "normale", non altre cose,.
Ed è su questo che i governi ci stanno ripensando: cioè non come rappresentanti di una "opinione pubblica" (che comunque ha il suo peso, piaccia o no ai nuclearisti) ma semplicemente come rappresentati di SISTEMI ECONOMICI che, allo stato attuale delle cose, non sono semplicemente in grado di reggere i disastri che possono essere causati dal nucleare. E, ripeto, il fatto che tali disastri siano rari, non li rende per questo meno disastri di altri che avvengono per maggior frequenza: li rendono solo diversi.

Ciao
Piercarlo



Non fosse che per farlo evolvere fino al punto di essere un settore completamente civile, in grado di sostentarsi sul mercato come tale e non "dopato" da un nucleare militare che, per quanto oggi sia un po' più ridimensionato, continua comunque ad essere il vero "giustificativo" di tutto cio che ruota attorno al nucleare.


Be', oggi c'è un doping al contrario: chi smantella armi, per fortuna rimaste inutilizzate, che cerca riciclare il plutonio, vuoi per disfarsene vuoi per guadagnarci qualcosa.


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[128] Re: il DOPO nucleare

Messaggioda Foto UtenteSpeedFreak » 27 lug 2011, 11:53

Tratto da il Protocollo di Kyoto dalla brochure di Legambiente "risparmio in valigia".
"I paesi industrializzati secondo quanto stabilito dal protocollo di Kyoto dovranno ridurre del 5% entro il 2012 le emissioni rispetto ai livelli del 1990. Nel 2008 le emissioni sono diminuite del 2.5% rispetto al 1990 ma sono aumentate del 2.3 rispetto ai livelli del 2000. A livello globale le emissioni di CO2 sono aumentate del 40% rispetto al 1990. In Italia sono aumentate del 7.1% rispetto ai livelli del 1990. Appare evidente l'urgenza di produrre energia pulita da fonti rinnovabili, le uniche di garantire energia pulita e sostenibilità ambientale, sottraendoci alla schiavitù del petrolio."

"Le tecnologie per produrre energia dal Sole, dal vento, dall'acqua, dal carbone e dalle biomasse sono già disponibili e largamente utilizzate nel resto d'Europa. Leggi ed incentivi facilitano e premiano l'installazione degli impianti in cui la Germania è leader assoluto: al primo posto per capacità eolica con quasi 24 GW (18.4 nel 2005) e con oltre 3.800 MW di impianti fotovoltaici."

Sappiamo che dopo l'incidente di Fukushima la Germania abbandonerà il nucleare entro il 2022, le prime già dal 2015. http://magazine.quotidiano.net/ecquo/ecquo/2011/06/06/e-legge-luscita-della-germania-dal-nucleare/.

Comunque per il consumo dei combustibili fossili da parte delle macchine, vorrei esprimere la mia opinione, che c***o ti servono 200 cavalli sotto il sedere se il limite è di 50 km/h in città? E' un consumo abbastanza elevato sfamare 200 cavalli quando te ne bastano meno di 100?

La mia vespa se pur ha 50 anni vedo che consuma 5 litri ogni 10giorni, inquina e consuma meno di quei scarabeo moderni.

Spero di essere stato utile non mandatemi in quel posto che sapete voi. O_/
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[129] Re: il DOPO nucleare

Messaggioda Foto UtenteTONYSTARK » 27 lug 2011, 12:23

Una macchina da 1001 Cavalli per portare una persona...
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Con due invece ne porti tranquillamente...
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Traete voi le conclusioni
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[130] Re: il DOPO nucleare

Messaggioda Foto UtenteSpeedFreak » 27 lug 2011, 12:26

Quoto tony :D okts
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