Concordo pienamente, anche io ho fatto l'ITIS; e grazie ad una buona professoressa non sono del tutto vuoto in materie umanistiche, anzi La Divina Commedia è il mio testo preferito.
Credo che una formazione umanistica sia una cosa essenziale per un tecnico; di fatti aiuta crea e stimola in maniera incredibile la creatività e la possibilità di relazionarsi con gli altri.
Fare un circuito, trovare la migliore soluzione per delle piste di rame, e perché no creare o meglio inventare un nuovo apparecchio cosa sono se non arte?
ATTENZIONE CON IL FAI DA TE!
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C. America: Sei grosso con l'armatura; senza quella cosa sei?
Tony Stark: Un genio, miliardario playboy filantropo
Sfodera un autocompiacimento da manuale... Concordo
Se i miei calcoli non sono errati, e non lo sono mai, 3 Giga Joule al secondo
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TONYSTARK ha scritto:Credo che una formazione umanistica sia una cosa essenziale per un tecnico; di fatti aiuta crea e stimola in maniera incredibile la creatività e la possibilità di relazionarsi con gli altri.
Comunque anche la formazione scientifica sviluppa le possibilità di relazione, al liceo avevo una compagna bona che era bravissima in matematica
TONYSTARK ha scritto:Fare un circuito, trovare la migliore soluzione per delle piste di rame, e perché no creare o meglio inventare un nuovo apparecchio cosa sono se non arte?
Secondo me, queste sono qualità trasversali (a metà umanistiche e scientifiche), piuttosto riguardano la sfera interiore, la passione ed anche l'ossessione per l'elettronica, in questo caso.
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Per carità, non è che se uno studia Dante e Omero dalla mattina alla sera diventa un genio dell'elettronica; ma secondo me se uno studia SOLAMENTE elettronica non sarà un buon elettronico.
Giustamente come dicevi tu sono qualità trasversali.
Per quello che riguarda il fatto delle qualità personali ed interiori, tutti ne abbiamo, e proprio degli studi ad ampio spettro danno la possibilità di stimolarne il maggior numero nel maggior numero di persone
Giustamente come dicevi tu sono qualità trasversali.
Per quello che riguarda il fatto delle qualità personali ed interiori, tutti ne abbiamo, e proprio degli studi ad ampio spettro danno la possibilità di stimolarne il maggior numero nel maggior numero di persone
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Alura,
se un tizio decide di intraprendere uno studio tecnico deve avere la possibilità di farlo punto e basta senza che nessuno si permetta di sottrarre preziose ore a questo studio.
Ci sono diversi corsi di studio pseudo tecnici o comunque con una componente umanistica più forte ma non si può imporre uno studio dell' italiano che vada oltre qualche nozione di letteratura comprendendo comunque la padronanza della lingua Italiana (che prescinde dalla conoscenza della letteratura).
Non ho studiato nel neolitico ma ricordo che in quinta superiore c'erano due ore di italiano, due di storia, una di diritto e tutto il resto era elettronica in diverse forme e macchine.
La matematica l' abbiamo conclusa in quarta e comprendeva integrali e serie, in quinta si usavano si usavano le trasformate per lo studio dell' elettronica industriale ma non c'era l' ora di matematica.
Secondo me era il giusto equilibrio dovuto a chi decideva di avere una formazione prettamente tecnica.
E poi parliamoci chiaro: un romanzo me lo posso leggere ed apprezzare senza bisogno di un insegnante, l' elettronica senza insegnante è 10 volte più difficile.
Se poi penso che sia necessaria più formazione umanistica o me la faccio da solo o scelgo un altro tipo di corso.
se un tizio decide di intraprendere uno studio tecnico deve avere la possibilità di farlo punto e basta senza che nessuno si permetta di sottrarre preziose ore a questo studio.
Ci sono diversi corsi di studio pseudo tecnici o comunque con una componente umanistica più forte ma non si può imporre uno studio dell' italiano che vada oltre qualche nozione di letteratura comprendendo comunque la padronanza della lingua Italiana (che prescinde dalla conoscenza della letteratura).
Non ho studiato nel neolitico ma ricordo che in quinta superiore c'erano due ore di italiano, due di storia, una di diritto e tutto il resto era elettronica in diverse forme e macchine.
La matematica l' abbiamo conclusa in quarta e comprendeva integrali e serie, in quinta si usavano si usavano le trasformate per lo studio dell' elettronica industriale ma non c'era l' ora di matematica.
Secondo me era il giusto equilibrio dovuto a chi decideva di avere una formazione prettamente tecnica.
E poi parliamoci chiaro: un romanzo me lo posso leggere ed apprezzare senza bisogno di un insegnante, l' elettronica senza insegnante è 10 volte più difficile.
Se poi penso che sia necessaria più formazione umanistica o me la faccio da solo o scelgo un altro tipo di corso.
"La follia sta nel fare sempre la stessa cosa aspettandosi risultati diversi".
"Parla soltanto quando sei sicuro che quello che dirai è più bello del silenzio".
Rispondere è cortesia, ma lasciare l'ultima parola ai cretini è arte.
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TardoFreak
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Infatti io ho parlato di infarinatura, che secondo me è importante.
Di più, nella fattispecie diritto è una materia importante anche per chi fa delle materie tecniche una professione. Mi sono capitate in mano delle Dichiarazioni di conformità che come norma (CEI) di riferimento mettevano Legge 37-08!
Sono d'accordo ovviamente che per leggersi per diletto un buon libro non lo si deve fare per forza a scuola.
Di più, nella fattispecie diritto è una materia importante anche per chi fa delle materie tecniche una professione. Mi sono capitate in mano delle Dichiarazioni di conformità che come norma (CEI) di riferimento mettevano Legge 37-08!
Sono d'accordo ovviamente che per leggersi per diletto un buon libro non lo si deve fare per forza a scuola.
Igor
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elettrodomus
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TardoFreak ha scritto:Secondo me era il giusto equilibrio dovuto a chi decideva di avere una formazione prettamente tecnica.
Questo era l'orario dei miei ultimi due anni.
...Ho conservato il libretto di presentazione del mio Istituto perché ci sono anch'io su:
Quanti pochi capelli bianchi
Igor
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elettrodomus
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Il mio orario differiva di poco; ovviamente le ore di italiano non devono e grazie a Dio se l'insegnate è sveglio, non sono lettura di libri, ma più tosto uno sforzo; spesso titanico visto il nullo impegno da parte degli studenti, a cercare di ragionare, di capire come porsi in modo critico difronte ad un testo; perché no anche scientifico.
Io adoro parlare e potermi relazionare con gli altri anche su argomenti non di mia competenza, ma comunque poterne analizzare gli aspetti.
Credo che in questo molto mi abbiano aiutato le mie esperienze scolastiche; ma è comunque un opinione.
In fin dei conti anche il microcontrollore (famiglia ST-62) che ho studiato oggi non si usa più; ma sono le basi che mi hanno dato che contano, e soprattutto il modo di affrontare l'apprendimento di un nuovo micro.
Allo stesso modo le poche ore di italiano se usate bene danno le basi per comprendere testi di molti generi e di affrontare almeno in parte la vita.
E poi come dicevo in un precedente post; progettare cosa altro è se non un arte?
Io adoro parlare e potermi relazionare con gli altri anche su argomenti non di mia competenza, ma comunque poterne analizzare gli aspetti.
Credo che in questo molto mi abbiano aiutato le mie esperienze scolastiche; ma è comunque un opinione.
In fin dei conti anche il microcontrollore (famiglia ST-62) che ho studiato oggi non si usa più; ma sono le basi che mi hanno dato che contano, e soprattutto il modo di affrontare l'apprendimento di un nuovo micro.
Allo stesso modo le poche ore di italiano se usate bene danno le basi per comprendere testi di molti generi e di affrontare almeno in parte la vita.
E poi come dicevo in un precedente post; progettare cosa altro è se non un arte?
C. America: Sei grosso con l'armatura; senza quella cosa sei?
Tony Stark: Un genio, miliardario playboy filantropo
Sfodera un autocompiacimento da manuale... Concordo
Se i miei calcoli non sono errati, e non lo sono mai, 3 Giga Joule al secondo
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Sfodera un autocompiacimento da manuale... Concordo
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Ho seguito la parte finale della discussione e se non erro il nocciolo della discussione sia la formazione scolastica di un Diploma con Indirizzo Tecnico.
Bene, per mia esperienza posso affermare che la Teoria e la Pratica camminano a braccetto nel quotidiano lavorativo di un Tecnico Specializzato,e per Teoria (con la T maiuscola) intendo quella fornita dalla Scuola come Insegnamento si di Teorie e Concetti Tecnici ma anche Umanistici , i primi necessari per l'Indirizzo scelto i secondi indispensabili per capire/affrontare meglio o con una marcia in più le esperienze che la vita ci riserva, direi che un Buon Tecnico ha senz'altro delle ottime conoscenze della Teoria tecnica forgiata da una buona esperienza sul campo, ma al contempo possiede anche una buona Cultura che gli permetterà senza dubbio di affrontare le diverse problematiche tecnico/lavorative, come può essere asd esempio una capacità di aggiornamento continuo richiesto dalla tecnologia in continua evoluzione.
Sono convinto che la Scuola Pubblica ha messo e mette a disposizione degli Ottimi Insegnati e Strumenti sta poi al singolo saperne approfittare.
Ed oggi, nonostante le forti restrizioni,tagli,accorpamenti la Scuola Pubblica mantiene ancora dei buoni livelli, questo perlomeno è stata la mia esperienza.
Bene, per mia esperienza posso affermare che la Teoria e la Pratica camminano a braccetto nel quotidiano lavorativo di un Tecnico Specializzato,e per Teoria (con la T maiuscola) intendo quella fornita dalla Scuola come Insegnamento si di Teorie e Concetti Tecnici ma anche Umanistici , i primi necessari per l'Indirizzo scelto i secondi indispensabili per capire/affrontare meglio o con una marcia in più le esperienze che la vita ci riserva, direi che un Buon Tecnico ha senz'altro delle ottime conoscenze della Teoria tecnica forgiata da una buona esperienza sul campo, ma al contempo possiede anche una buona Cultura che gli permetterà senza dubbio di affrontare le diverse problematiche tecnico/lavorative, come può essere asd esempio una capacità di aggiornamento continuo richiesto dalla tecnologia in continua evoluzione.
Sono convinto che la Scuola Pubblica ha messo e mette a disposizione degli Ottimi Insegnati e Strumenti sta poi al singolo saperne approfittare.
Ed oggi, nonostante le forti restrizioni,tagli,accorpamenti la Scuola Pubblica mantiene ancora dei buoni livelli, questo perlomeno è stata la mia esperienza.
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elettrodomus
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Andrò un po' OT, però credo di dover qualche giustificazione alla mia affermazione forte "togliamo le materie umanistiche dal trienni degli itis".
Adesso mi lincerete e magari pure il mod mi banna causa OT... chiedo scusa in anticipo a tutti!
Sottolineo quanto detto e concordo con Tardofreak su tutta la linea.
Da questo punto di vista, ritengo che 10 anni di formazione obbligatoria di base (prima del triennio di specializzazione) bastino e abbondino per la cultura umanistica e generale.
A un certo punto nella vita bisogna decidere cosa fare.
Se poi a qualcuno piace la cultura umanistica, faccia il liceo classico, nessuno glielo impedisce (gli si spieghi però che con le materie umanistiche si rischia di fare la fame). Adoperare scuole tecniche per piazzare persone (bravissime eh!) che sono andate a studiare lettere all' università e non trovano lavoro... purtroppo, non si può nascondere che anche questo sia successo.
Premetto che non sono mai stato rimandato ne bocciato, ma sono dovuto impazzire parecchio (sono certo di non essere certo l' unico) per le bizze di qualche insegnante di lettere... All' epoca facevo 5 ore di italiano, 2 di storia, 3 o 4 (!) di matematica (parlo di 4 e 5 superiore, progetto ambra, corso di elettronica e telecomunicazioni a.s. 1994-95 e 1995-96). La mole di materiale da studiare per italiano non era lontanamente confrontabile col resto delle materie. Continuo ad essere dell' opinione che un tecnico debba essere valutato per come sa fare una relazione comprensibile in lingua italiana, non per come racconta la storia di Renzo e Lucia o di Garibaldi.
Senza essere preso per pazzo, togliendo le materie umanistiche si possono benissimo, nel triennio itis, fare la parte fondamentale dell' algebra delle matrici e spiegare più approfonditamente le basi dell' analisi matematica, che sono assolutamente necessarie a uno studio basilare dei fondamenti di elettrotecnica, segnali e controlli automatici.
Oltretutto, la cosa andrebbe anche pensata in funzione di coloro che poi proseguiranno a ingegneria, magari facendo dei corsi supplementari che permettano di iscriversi a dei preappelli di analisi, fisica e geometria. Ne trarrebbero vantaggio in molti, soprattutto le famiglie (di fatto sarebbe un anno o quasi di università risparmiato) che non vedrebbero i propri figli impazzire nel salto superiori-università, dove con le materie scientifiche si va al sodo.
Per inciso, leggere un libro di matematica, con tutta la logica di cui è intriso, è un ottimo esercizio anche dal punto di vista della lingua italiana (tanto per cominciare obbliga a imparare a mettere correttamente la punteggiatura, non virgole a casaccio come va di moda).
Invece, si preferisce dire che un operazionale funziona col principio (!) della massa virtuale, parlare di PIC e arduino e fare in laboratorio qualche progetto preso da riviste da hobbysti... ma la commedia... no, quella no, Dante è sacro! Libro, fascicolo supplementare per la comprensione, fotocopie del prof... e chi più ne ha più ne metta.
Due ore di sicurezza elettrica in terza itis? Neanche a parlarne.
A mio parere, i principali testi per le scuole del settore IT dovrebbero essere approvati dal CEI e adottati in tutti gli istituti d' Italia: si eviterebbero parecchie diatribe, ci sarebbero dei testi seri e con pochi fronzoli, e in caso di bocciature le famiglie non sarebbero costrette a ulteriori salassi da eventuali cambi docente (i libri per un anno di scuola non penso costino meno di 300 euro, 2 figli a famiglia... e chi mangia?). Da dire che poi nel mondo del lavoro, per tutte le varie normative per il settore elettrico, si passa comunque dal CEI, quindi tanto vale farlo fin da subito (peraltro cominciando a imparare un linguaggio tecnico e preciso).
Mi spingo più in là: togliamo anche educazione fisica e religione (lo dico da credente). Visti i consistenti tagli in qualunque settore, per molte famiglie sarà un lusso mandare i figli all' università. A quel punto, almeno una scuola superiore molto solida che formi tecnici validi.
Io sono per la scuola che forma seriamente, e quando uno sceglie un indirizzo deve poter studiare quello su cui dovrà lavorare.
Magari qualcuno mi vedrà come un ossesso dell' elettronica: no, ho altre passioni, prima fra tutte quella per la musica (polifonia corale e organo su tutte). Voglio dire: se c'è l' interesse verso discipline umanistiche, nulla impedisce di coltivarlo, però al di fuori della propria specializzazione.
Adesso mi lincerete e magari pure il mod mi banna causa OT... chiedo scusa in anticipo a tutti!
Sottolineo quanto detto e concordo con Tardofreak su tutta la linea.
Da questo punto di vista, ritengo che 10 anni di formazione obbligatoria di base (prima del triennio di specializzazione) bastino e abbondino per la cultura umanistica e generale.
A un certo punto nella vita bisogna decidere cosa fare.
Se poi a qualcuno piace la cultura umanistica, faccia il liceo classico, nessuno glielo impedisce (gli si spieghi però che con le materie umanistiche si rischia di fare la fame). Adoperare scuole tecniche per piazzare persone (bravissime eh!) che sono andate a studiare lettere all' università e non trovano lavoro... purtroppo, non si può nascondere che anche questo sia successo.
Premetto che non sono mai stato rimandato ne bocciato, ma sono dovuto impazzire parecchio (sono certo di non essere certo l' unico) per le bizze di qualche insegnante di lettere... All' epoca facevo 5 ore di italiano, 2 di storia, 3 o 4 (!) di matematica (parlo di 4 e 5 superiore, progetto ambra, corso di elettronica e telecomunicazioni a.s. 1994-95 e 1995-96). La mole di materiale da studiare per italiano non era lontanamente confrontabile col resto delle materie. Continuo ad essere dell' opinione che un tecnico debba essere valutato per come sa fare una relazione comprensibile in lingua italiana, non per come racconta la storia di Renzo e Lucia o di Garibaldi.
Senza essere preso per pazzo, togliendo le materie umanistiche si possono benissimo, nel triennio itis, fare la parte fondamentale dell' algebra delle matrici e spiegare più approfonditamente le basi dell' analisi matematica, che sono assolutamente necessarie a uno studio basilare dei fondamenti di elettrotecnica, segnali e controlli automatici.
Oltretutto, la cosa andrebbe anche pensata in funzione di coloro che poi proseguiranno a ingegneria, magari facendo dei corsi supplementari che permettano di iscriversi a dei preappelli di analisi, fisica e geometria. Ne trarrebbero vantaggio in molti, soprattutto le famiglie (di fatto sarebbe un anno o quasi di università risparmiato) che non vedrebbero i propri figli impazzire nel salto superiori-università, dove con le materie scientifiche si va al sodo.
Per inciso, leggere un libro di matematica, con tutta la logica di cui è intriso, è un ottimo esercizio anche dal punto di vista della lingua italiana (tanto per cominciare obbliga a imparare a mettere correttamente la punteggiatura, non virgole a casaccio come va di moda).
Invece, si preferisce dire che un operazionale funziona col principio (!) della massa virtuale, parlare di PIC e arduino e fare in laboratorio qualche progetto preso da riviste da hobbysti... ma la commedia... no, quella no, Dante è sacro! Libro, fascicolo supplementare per la comprensione, fotocopie del prof... e chi più ne ha più ne metta.
Due ore di sicurezza elettrica in terza itis? Neanche a parlarne.
A mio parere, i principali testi per le scuole del settore IT dovrebbero essere approvati dal CEI e adottati in tutti gli istituti d' Italia: si eviterebbero parecchie diatribe, ci sarebbero dei testi seri e con pochi fronzoli, e in caso di bocciature le famiglie non sarebbero costrette a ulteriori salassi da eventuali cambi docente (i libri per un anno di scuola non penso costino meno di 300 euro, 2 figli a famiglia... e chi mangia?). Da dire che poi nel mondo del lavoro, per tutte le varie normative per il settore elettrico, si passa comunque dal CEI, quindi tanto vale farlo fin da subito (peraltro cominciando a imparare un linguaggio tecnico e preciso).
Mi spingo più in là: togliamo anche educazione fisica e religione (lo dico da credente). Visti i consistenti tagli in qualunque settore, per molte famiglie sarà un lusso mandare i figli all' università. A quel punto, almeno una scuola superiore molto solida che formi tecnici validi.
Io sono per la scuola che forma seriamente, e quando uno sceglie un indirizzo deve poter studiare quello su cui dovrà lavorare.
Magari qualcuno mi vedrà come un ossesso dell' elettronica: no, ho altre passioni, prima fra tutte quella per la musica (polifonia corale e organo su tutte). Voglio dire: se c'è l' interesse verso discipline umanistiche, nulla impedisce di coltivarlo, però al di fuori della propria specializzazione.
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