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Mike » 16 ott 2011, 14:28
E' la solita e unica giustificazione che tirano fuori da decenni... E' come la coperta di Linus... come il pozzetto per i picchetti... Se non c'è stai male... E' un vecchio retaggio che tiene piede solo negli enti pubblici proprio perché nessuno vuole prendersi alcuna responsabilità e pur di evitare il minimo problema farebbero di tutto, se potessero rivestirebbero di plastica anche i pali... Questa leggenda metropolitana è già stata ben valutata in sede internazionale (IEC) dal quale derivano i principi generali delle norme che, ricordo, si basano sempre su valutazioni di tipo probabilistico per l'ottenimento di un livello di sicurezza accettabile perché la sicurezza al 100% non esiste. La probabilità che un'automobile: centri un palo, questo palo sia in tensione (solo di notte), che si sbricioli la morsettiera e che sbriciolandosi non si crei un cortocircuito che farebbe intervenire le protezioni di massima corrente ma solo la fase venga a contatto in maniera costante sul palo metallico e che questo rimanga in tensione per un tempo indefinito (nessuno si accorge che c'è un palo divelto?) è pari a quella di essere colpiti da un meteorite. Allora io pretendo di essere protetto dai meteoriti!
Il doppio isolamento è un sistema di protezione valido e riconosciuto in tutto il mondo, non c'è altro da aggiungere. Sappi che chi è a capo degli uffici tecnici dove è radicata questa usanza non avrà mai il coraggio di cambiare perché si assumerebbe delle responsabilità, pertanto avremo impianti a doppio isolamento collegati a terra per molto tempo ancora... Come quello di mettere differenziali dappertutto negli impianti con proprio cabina di trasformazione invece di sfruttarne i vantaggi derivanti dal sistema TN, ho appena visto un caso del genere, uno spreco inenarrabile, però il progettista è al sicuro, si è parato il culo, ma fare il frocio con il culo degli altri è sempre facile...
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Michele Lysander Guetta
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"Non pensare mai al dolore, al pericolo o ai nemici un momento più lungo del necessario per combatterli." — Ayn Rand