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butty » 25 giu 2011, 14:54
Non prendo neanche in considerazione un Condominio/villetta/appartamento con DIA risalente dopo febbraio 2011 dove la DICO verrà rilasciata dopo il 1 settembre 2011.
Secondo me è palese che bisogna essere conformi alla V3.
Mi soffermerei piuttosto a ragionare su un condominio/villetta/appartamento in fase di ultimazione con impianto elettrico quasi finito e con DIA risalente prima di febbraio 2011 dove la DICO verrà rilasciata dopo il 1 settembre 2011.
Penso che il ragionamento da fare sia questo:
. OPZIONE 1Contatto il mio committente e gli spiego la situazione: "hai speso 100.000 euro per fare l'impianto elettrico..bene, te ne servono altri 50.000 per essere conforme alla V3. Oppure... puoi scrivermi su un "pezzo di carta" che rinunci alle prestazioni della Regola dell'Arte (patto in deroga) e non serve apportare nessuna modifica."
..Io ho come la netta sensazione che il giorno dopo vi troviate sulla scrivania il "pezzo di carta".
.OPZIONE 2Ragiono sul mio impianto: è protetto contro i contatti diretti, indiretti, sovraccarico e cortocircuito? (la risposta si spera che sia affermativa)
Dopo aver risposto a questa domanda mi chiedo: "il mio cliente può riuscire a vivere senza due punti presa vicino alla televisione? Riuscirà a riarmare un MTD al buio in un ente di 75m^2? ecc."
-Se le risposte sono affermative: spiegherei nella Relazione Tecnica che non ho ritenuto apportare le modifiche all'impianto elettrico in quanto i 50.000 non avrebbero portato ad un incremento in termini di sicurezza ma solo in termini di confort ovvero in una maggiore fruibilità dell'impianto.
-Se anche solo UNA risposta è negativa: apportate le modifiche all'impianto.
Dobbiamo ricordarci che il primo quesito che ci pone il giudice è: "Era evitabile l'incidente elettrico? Se si fossero apportate le modifiche il cliente sarebbe ancora vivo?"
A proposito di sicurezza..date un'occhiata a questo
http://www.electroyou.it/elettrodomus/wiki/antologia-di-filmati-di-you-tube-sugli-incidenti-elettrici