Ciao
L’azione proporzionale fornisce un'uscita analogica proporzionale all'errore di posizione dell'asse rispetto alla posizione teorica calcolata e al valore di gain impostato; quindi: Azione proporzionale = (profilo teorico - profilo reale) x K proporzionale. K proporzionale = valore proporzionale al gain (guadagno). L'azione proporzionale agisce in presenza di errore, ma da sola non riesce ad annullarlo completamente, a causa di attriti, carichi ...
Possiamo dire quindi che rimane sempre un offset di posizione
tra la posizione teorica calcolata dallo strumento
e quella reale. Più alto è il guadagno e più il sistema diventa pronto alle
variazioni di moto, ma se il guadagno introdotto è troppo
alto il sistema diventa instabile tendendo ad oscillare.
L’azione integrale dello strumento integra l’offset di posizione del sistema (errore) nel tempo impostato, incrementando
o decrementando l'uscita fino a che l'errore non viene annullato.
Più basso è il tempo di integrazione dell’errore, più veloce è il sistema nel recupero dell’errore stesso, ma il sistema
può diventare instabile tendendo ad oscillare; tali pendolazioni possono verificarsi anche impostando tempi troppo
alti, presentando però un periodo di oscillazione maggiore.
Per ridurre questi overshoot viene utilizzata l’azione derivativa.
L'azieone derivativa anticipa la variazione di moto del sistema, tendendo ad eliminare gli overshoot del posizionamento.
L’azione derivativa viene usata solitamente in sistemi aventi una risposta relativamente lenta; con sistemi molto veloci
il range dell’azione derivativa risulta molto ridotto.
Più alto è il tempo di derivazione dell’errore e più veloce
è il sistema nel recupero dell’errore nei transitori ma se il
tempo derivativo viene inserito troppo alto, il sistema diventa
instabile e quindi tende ad oscillare.
Tratto da un vecchio manuale che avevo fatto anni fa ...
Spero ti possa essere utile.
Ciao