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Approccio discorsivo recenti manuali di Elettrotecnica

Circuiti, campi elettromagnetici e teoria delle linee di trasmissione e distribuzione dell’energia elettrica

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[1] Approccio discorsivo recenti manuali di Elettrotecnica

Messaggioda Foto UtenteRobertoNardi » 4 nov 2011, 16:13

Salve a tutti: immagino che quest'argomento sia stato già sfiorato in altri post, però vorrei porlo in maniera un po' diversa: l'estate appena passata ho dato un'approfondita "sfogliata" ad alcuni manuali di elettrotecnica come il Desoer-Kuh, Liberatore & D'amore e li ho trovati serissimi...

Adesso all'università (studio ingegneria elettrica) corsi di elettrotecnica sono appena cominiciati e ci hanno consigliato il Dorf-Svodoba e il Rizzoni: non metto in dubbio che siano ben fatti: ma non vi pare che siano davvero troppo discorsivi?? :-|

Quale approccio pensate sia più indicato per "assorbire" meglio la materia ???

Grazie a tutti O_/
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[2] Re: Approccio discorsivo nei recenti manuali di Elettrotecni

Messaggioda Foto Utentemarioursino » 4 nov 2011, 16:22

Se per "troppo discorsivi" intendi poveri di formalità matematica allora concordo sul fatto che a livello universitario sia un grave difetto. Ci si riduce ai soliti aneddoti e formulette di risoluzione delle reti con cui non si sa neanche cosa si stia facendo nonostante per l'esame siano comode. Bisogna esporre rigorosamente un argomento in modo univoco attraverso gli strumenti dati da algebra e analisi, ovviamente introducendo e spiegando a parole l'obiettivo dell'argomento e i procedimenti. Se la seconda parte manca ci sta anche, ma se manca la prima manca lo studio vero e proprio.
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[3] Re: Approccio discorsivo nei recenti manuali di Elettrotecni

Messaggioda Foto UtenteRobertoNardi » 4 nov 2011, 16:38

Grazie per la risposta ;-)
In realtà non è che il Rizzoni, il Dorf-Svodoba o altri testi al momento "in auge" siano scevri di formalismi matematici... certo, magari non abbondano di teoremi&domostrazioni, ma mi riferivo piuttosto al fatto che lo sforzo degli autori di rendere più accessibile la trattazione, il più delle volte ha come conseguenza una diluizione che -a modestissimo parere di uno studente come me- sembra avere come rislutato principale quello di distrarre un po' dal problema affrontato

Certo, i testi più datato spesso peccano sul fronte degli esercizi, che poi bisogna andare a pescare altrove... :roll:

Poi, considerando che -almeno nel mio corso di laurea- l'elettrotecnica è una disciplina più che basilare, direi che il tutto non si riduce alla risoluzione di una montagnetta di esercizi :D
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[4] Re: Approccio discorsivo nei recenti manuali di Elettrotecni

Messaggioda Foto UtenteDarwinNE » 4 nov 2011, 17:14

RobertoNardi ha scritto:il più delle volte ha come conseguenza una diluizione che -a modestissimo parere di uno studente come me- sembra avere come rislutato principale quello di distrarre un po' dal problema affrontato


Non conosco i testi in questione, però su questo punto ho le mie riserve. Purtroppo o per fortuna, non esiste un solo modo di approcciarsi ad una materia. Su esattamente lo stesso argomento, certi studenti preferiscono presentazioni più schematiche, altri preferiscono approcci nettamente più discorsivi.
Questo può essere vero anche per lo stesso studente, che potrebbe non avere le stesse esigenze fra la prima volta che si avvicina ad una certa cosa, oppure durante un ripasso rapido in un secondo tempo.
La cosa migliore è quindi non focalizzarsi su un solo libro (o sulle sole dispense del professore), ma consultarne almeno due o tre per valutare, fra gli approcci scelti, quale sia il più consono alla propria sensibilità ed al problema da risolvere.

C'è però un altro punto. Usando il calcolatore per scrivere si tende ad una certa prolissità rispetto a quando si scrive con la penna o con la macchina da scrivere. Può darsi che questo effetto si faccia sentire anche nei manuali tecnici nati a partire dagli anni 80.
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[5] Re: Approccio discorsivo nei recenti manuali di Elettrotecni

Messaggioda Foto UtenteDirtyDeeds » 4 nov 2011, 18:44

DarwinNE ha scritto:Usando il calcolatore per scrivere si tende ad una certa prolissità rispetto a quando si scrive con la penna o con la macchina da scrivere. Può darsi che questo effetto si faccia sentire anche nei manuali tecnici nati a partire dagli anni 80.


Mah... secondo me, questo è (e dovrebbe essere) un aspetto marginale, nel senso che dietro un libro c'è un curatore (e, talvolta, uno o più revisori) che dovrebbe evitare le prolissità eccessive (spesso il numero indicativo di pagine viene fissato prima della scrittura). Certo, se fa bene il suo lavoro (e purtroppo di libri mal curati ce ne sono assai).

Penso piuttosto, come dici nella prima parte, che i diversi approcci riflettano il modo di intendere la materia da parte dei diversi autori: tale diversità è sicuramente positiva e c'è da sperare che siano le stesse case editrici ad incoraggiarla (chi vorrebbe pubblicare un libro che, come stile e argomenti, sia uguale ad altre decine di libri?).
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[6] Re: Approccio discorsivo nei recenti manuali di Elettrotecni

Messaggioda Foto UtenteDarwinNE » 4 nov 2011, 19:11

DirtyDeeds ha scritto:Certo, se fa bene il suo lavoro (e purtroppo di libri mal curati ce ne sono assai).


Hai colto nel segno. Forse la politica del pubblicare ad ogni costo può avere effetti nefasti sul controllo qualitativo che viene fatto. Ho visto libri pubblicati da case editrici famose (e pagati piuttosto cari) però scadenti dal punto di vista tipografico.
Bisogna badare al sodo, certo, ma ciò non è indice di attenzione dalla parte della casa editrice, ed alla prova dei fatti ho almeno un esempio in testa in cui ad un'impaginazione sciatta si aggiunge un contenuto secondo me pure abbastanza sciatto.

DirtyDeeds ha scritto:Penso piuttosto, come dici nella prima parte, che i diversi approcci riflettano il modo di intendere la materia da parte dei diversi autori: tale diversità è sicuramente positiva e c'è da sperare che siano le stesse case editrici ad incoraggiarla (chi vorrebbe pubblicare un libro che, come stile e argomenti, sia uguale ad altre decine di libri?).


Sono entusiasticamente d'accordo :ok:
Per controbilanciare quanto ho scritto sopra sulla prolissità, vorrei però incitare a non avere paura della parola scritta. In Italia è un fenomeno che si vede di meno (e del resto non credo sia questo quello che c'è dietro la domanda di Foto UtenteRobertoNardi), ma assicuro che molti aspiranti ingegneri francesi non sono capaci di leggere un libro di narrativa e neppure di esprimersi nella loro lingua in una forma scritta corretta.
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[7] Re: Approccio discorsivo nei recenti manuali di Elettrotecni

Messaggioda Foto UtenteRobertoNardi » 4 nov 2011, 22:01

DarwinNE ha scritto: un'impaginazione sciatta si aggiunge un contenuto secondo me pure abbastanza sciatto.


In realtà, quest'aspetto non m'è sfuggito, nel "passaggio" dalle superiori (testi patinati come un settimanale) Ad esempio vi volgio citare il testo di Luciano Guerriero di Elettromagnetismo.
Un'impaginazione davvero "minimal" in raffronto ad esempio al ben noto "Mazzoldi", però c'è da dire che non ho trovato ancora un testo più chiaro& sistematico

S tratta di capire fin dove si spinge il compromesso tra rigore espositivo e (presunta) scorrevolezza.
E soprattutto a cosa conduce una forzatura della scorrevolezza

Mi sono fatto una piccola opinione: quando si studia su un testo un po' ostico, ci si sofferma sul singolo aspetto e questo "aiuta la digestione"
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[8] Re: Approccio discorsivo nei recenti manuali di Elettrotecni

Messaggioda Foto UtenteDarwinNE » 5 nov 2011, 1:29

Per impaginazione sciatta intendo errori tipografici veri e propri, come formule spaziate male, grassetti e corsivi usati a sproposito, canaletti orrendi perché il sistema usato per comporre non sa quando andare a capo correttamente.

RobertoNardi ha scritto:Mi sono fatto una piccola opinione: quando si studia su un testo un po' ostico, ci si sofferma sul singolo aspetto e questo "aiuta la digestione"


Beh, attenzione, ci sono testi ostici che sono così perché semplicemente mal scritti :-)
Bisogna saper distinguere tra un testo chiaro e stringato ed un altro in cui bisogna fare un fine lavoro di esegesi per arrivare a capirci qualcosa. Occhio anche al fatto che le tue preferenze potrebbero non essere condivise da tutti (anzi, probabilmente non lo sono).
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[9] Re: Approccio discorsivo nei recenti manuali di Elettrotecni

Messaggioda Foto UtenteRobertoNardi » 5 nov 2011, 2:05

DarwinNE ha scritto:Beh, attenzione, ci sono testi ostici che sono così perché semplicemente mal scritti :-)

Si, non metto in dubbio: anche se fortunatamente ho sempre beccato delle pubblicazioni piuttosto chiare... aggiungo che anche il Desoer-Kuh è disseminato di piccoli refusi tipografici, però -per me- resta un testo interessantissimo :-)

DarwinNE ha scritto:Occhio anche al fatto che le tue preferenze potrebbero non essere condivise da tutti (anzi, probabilmente non lo sono).


Evidentemente ogni "non-condivisione" altrui verso il mio personale punto di vista costituisce per me un'occasione per imparare qualcosa... ;-)

Grazie per le risposte
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[10] Re: Approccio discorsivo recenti manuali di Elettrotecnica

Messaggioda Foto UtentePiercarlo » 5 nov 2011, 3:08

RobertoNardi ha scritto: Quale approccio pensate sia più indicato per "assorbire" meglio la materia ???


La tua domanda secondo me equivale a un'altra un po' diversa: qual è la testa migliore o più adatta a studiare ingegneria (o fisica - escluso matematica perché naturalmente, in questo caso, può andarci dentro un solo tipo di testa anche se certamente non una sola gradazione di testa!).

Per come la vedo io penso che l'offerta di testi per studiare ingegneria debba essere il più possibile varia negli approcci non solo perché non tutte le ciambelle vengono col buco ma soprattutto perché nessuna ciambella viene fuori con lo stesso buco di un'altra. Ogni ciambella-ingegnere è un caso per conto suo che alla fine sarà più adatto a trovare alcune collocazioni lavorative al posto di altre. Del resto l'industria non ha bisogno di ingegneri tutti uguali e tutti dello stesso livello ma ha bisogno di ingegneri con personalità e attitudini diverse da destinare a mansioni diverse. E proprio perché sono diversi sono anche diversi i loro modi di apprendere le cose. Alcuni apprendono bene le cose in forma discorsiva altri in forma più rigorosa. Ognuno di cervello ha il suo e, sebbene alla fine, per esercitare un certo mestiere, dovranno gestire più o meno lo stesso volume di conoscenze e informazioni, non serve a niente "violentarli " e imporre che essi assorbano quest'ultime con un unico metodo di sommistrazione. Otterresti, nella migliore delle ipotesi, solo un esercito di ingegneri a metà, che non è detto che, pur sapendo fare una parte delle cose, capiscano poi cosa realmente stanno facendo.

Tutto imho naturalmente... anche perché io NON sono ingegnere e, anche se da giovane avrei voluto diventarlo, non sono tanto sicuro che se vi fossi riuscito sarei stato della classe dei "duri e puri". Anzi sono più sicuro del contrario.

Ciao
Piercarlo
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