Salve;
mi trovo a dover effettuare una scelta, e non avendo mai affrontato questa tipologia di problema, sono a voi a chiedere consiglio:
- ho smantellato, da un vecchio quadro di controllo di un sistema di gestione di pompe e valvole, una serie di componenti, che oggi ho potuto sostituire con un semplice regolatore di processo ed qualche convertitore I/P. Ora chiedo: il quadretto che andrò a realizzare conterrà esclusivamente i componenti indicati che possono essere alimentati a 24Vdc - 230Vac.
Ora se utilizzo la soluzione 24Vdc, a monte e a valle dello stesso metterò le opportune protezioni e ok, ma se volessi alimentare il tutto a 230Vac, sapendo che al più l'assorbimento è di 5,5VA come proteggo il tutto?
La soluzione tecnicamente corretta è:
La soluzione più economica è:
La pratica e l'eseprienza insegnano che:
Grazie
24Vdc - 230Vac Protezione
Moderatori:
dimaios,
carlomariamanenti
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La domanda tecnicamente corretta è: Non è presente nel testo che hai scritto, nel senso che non si capisce molto delle tue esigenze, anzi diciamo solo che sono per ora io a non capire.
La soluzione tecnicamente corretta è:La valuterò quando mi si saranno chiarite le idee.
La soluzione più economica è:A naso quella con componenti a 24VDC più comuni, meglio reperibili e meno costosi.
La pratica e l'eseprienza insegnano che:Nei sistemi di controllo si privilegia sempre nel limite del possibile la soluzione FELV o al massimo SELV.
Nel mio settore di lavoro, solo pochi ed isolati casi impongono componenti diversi.
La soluzione tecnicamente corretta è:La valuterò quando mi si saranno chiarite le idee.
La soluzione più economica è:A naso quella con componenti a 24VDC più comuni, meglio reperibili e meno costosi.
La pratica e l'eseprienza insegnano che:Nei sistemi di controllo si privilegia sempre nel limite del possibile la soluzione FELV o al massimo SELV.
Nel mio settore di lavoro, solo pochi ed isolati casi impongono componenti diversi.
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Ivan_Iamoni
5.336 6 10 12 - Utente disattivato per decisione dell'amministrazione proprietaria del sito
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- Iscritto il: 22 ott 2006, 18:45
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Rileggendomi, ecco che noto lo schifo di italiano.
Cerco di precisare:
devo rifare un quadretto e in questo ci saranno un regolatore di processo e alcuni convertitori I/P.
Questi componenti, già scelti, possono essere alimentati sia a 24Vdc, sia a 230Vac.
Soluzione 1: alimento a 24Vdc allora inserisco sezionatore - fusibile (taglia opportuna) a monte dell'alimentatore - fusibile a valle dell'alimentatore (taglia opportuna) - termoregolatore
Soluzione 2: alimento a 230Vac allora inserisco sezionatore - ??? - termoregolatore.
La domanda è cosa metto al posto dei ???, saendo che al più assorbo 5,5VA?
E' una valida alternativa? sicura? anche in visione di una possibile evoluzione del quadretto, visto che tanto poi un alimentatore a 24 V lo posso sempre inserire.
Grazie
Cerco di precisare:
devo rifare un quadretto e in questo ci saranno un regolatore di processo e alcuni convertitori I/P.
Questi componenti, già scelti, possono essere alimentati sia a 24Vdc, sia a 230Vac.
Soluzione 1: alimento a 24Vdc allora inserisco sezionatore - fusibile (taglia opportuna) a monte dell'alimentatore - fusibile a valle dell'alimentatore (taglia opportuna) - termoregolatore
Soluzione 2: alimento a 230Vac allora inserisco sezionatore - ??? - termoregolatore.
La domanda è cosa metto al posto dei ???, saendo che al più assorbo 5,5VA?
E' una valida alternativa? sicura? anche in visione di una possibile evoluzione del quadretto, visto che tanto poi un alimentatore a 24 V lo posso sempre inserire.
Grazie
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Mah, neanche io a dire il vero ho capito bene, ma non per un problema di italiano.
Se la 24 Vdc serve solo ad alimentare i dispositivi interni al quadretto (relè, termoregolatore, ecc..) e non viene portata al di fuori per eventuali circuiti di comando o verso componentistica che richiede questo tipo di alimentazione (sensori, proximity, ecc..) e nello stesso quadro hai contemporaneamente (o sei obbligato ad avercela) la presenza della tensione di rete, allora ti direi di utilizzare esclusivamente quest' ultima anche per l'alimentazione dei dispositivi multitensione che accettano i 230 Vac.
Saluti
Se la 24 Vdc serve solo ad alimentare i dispositivi interni al quadretto (relè, termoregolatore, ecc..) e non viene portata al di fuori per eventuali circuiti di comando o verso componentistica che richiede questo tipo di alimentazione (sensori, proximity, ecc..) e nello stesso quadro hai contemporaneamente (o sei obbligato ad avercela) la presenza della tensione di rete, allora ti direi di utilizzare esclusivamente quest' ultima anche per l'alimentazione dei dispositivi multitensione che accettano i 230 Vac.
Saluti
Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera
Salvatore Quasimodo
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera
Salvatore Quasimodo
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La scelta della tensione di lavoro, in parte è dettata dalle regole che ha già imbastito
Ivan_Iamoni, e per altri versi è dettata da una valutazione dei rischi più approfondita, che non è possibile fare tramite un forum.
Il tuo problema è l'ultimo degli ultimi: perché le idee ti sono chiare usando un alimentatore che eroghi 24 V c.c. mentre non ti sono più chiare utilizzando direttamente la 230 V a.c.? Forse perché non sai come si dimensiona un circuito elettrico, anche se ne sei convinto.
Innanzi tutto, i circuiti elettrici si proteggono in funzione della corrente del carico e delle condutture impiegate. Se, ipotizzando l'uso della 230 V a.c., la potenza complessiva del sistema fosse 20 VA, ne verrebbe fuori una corrente nominale di circa 100 mA o meno, ne desumi che utilizaerai conduttori di sezione minima unificata a 1,5 mm², e quindi adotterai una protezione contro le sovracorrenti che non superi circa 16 A, o meno se ci sono fattori che riducono la portata dei conduttori. Questa è la regola generale.
Ecco che: l'utilizzatore è alimentato da un circuito adatto a fornirgli la corrente richiesta, senza esagerare in sprechi, (sarebbe sprecato usar econduttori di sezione 185 mm²), la conduttura è adeguatamente protetta dalle sovracorrenti, ed hai avanzato un alimentatore.
Per tutto quel che riguarda contatti indiretti ecc, resta uguale al caso dell'uso del 24 V c.c., visto che appunto i circuiti solitamente in essere sono unicamente di tipo FELV.
Invece, dal punto di vista dela compatibilità con l'ambiente industriale, l'uso ella tensione di 230 V a.c. per il comando e controllo è praticamente fuori standard, ormai affermatosi invece alla tensione di 24 V c.c.
Quindi, la risposta al problema non può che venire da te, che conosci, od almeno dovresti, le problematiche in essere che si devono affrontare.
Il tuo problema è l'ultimo degli ultimi: perché le idee ti sono chiare usando un alimentatore che eroghi 24 V c.c. mentre non ti sono più chiare utilizzando direttamente la 230 V a.c.? Forse perché non sai come si dimensiona un circuito elettrico, anche se ne sei convinto.
Innanzi tutto, i circuiti elettrici si proteggono in funzione della corrente del carico e delle condutture impiegate. Se, ipotizzando l'uso della 230 V a.c., la potenza complessiva del sistema fosse 20 VA, ne verrebbe fuori una corrente nominale di circa 100 mA o meno, ne desumi che utilizaerai conduttori di sezione minima unificata a 1,5 mm², e quindi adotterai una protezione contro le sovracorrenti che non superi circa 16 A, o meno se ci sono fattori che riducono la portata dei conduttori. Questa è la regola generale.
Ecco che: l'utilizzatore è alimentato da un circuito adatto a fornirgli la corrente richiesta, senza esagerare in sprechi, (sarebbe sprecato usar econduttori di sezione 185 mm²), la conduttura è adeguatamente protetta dalle sovracorrenti, ed hai avanzato un alimentatore.
Per tutto quel che riguarda contatti indiretti ecc, resta uguale al caso dell'uso del 24 V c.c., visto che appunto i circuiti solitamente in essere sono unicamente di tipo FELV.
Invece, dal punto di vista dela compatibilità con l'ambiente industriale, l'uso ella tensione di 230 V a.c. per il comando e controllo è praticamente fuori standard, ormai affermatosi invece alla tensione di 24 V c.c.
Quindi, la risposta al problema non può che venire da te, che conosci, od almeno dovresti, le problematiche in essere che si devono affrontare.
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Candy
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