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clavicordo » 18 gen 2012, 13:21
Vorrei suggerire un altro metodo di conservazione dei dati.
Il metodo, estremo, consiste nel non possederne. Come diceva il vecchio Ford: "ciò che non c'è, non si rompe".
Il problema della conservazione dei dati, o più in generale della conservazione di qualsiasi cosa, ha vari aspetti, o meglio sotto-problemi.
Il primo è decidere cosa vale veramente la pena di conservare e cosa no. Talvolta si tratta di un indecidibile: magari non conserviamo qualcosa che per gli storici del futuro risuterebbe di grande importanza, e viceversa.
La Storia è qualcosa di molto importante per gli esseri umani. Oggi però si assiste alla tendenza a conservare tutto, con costi e disagi spesso non giustificabili.
Tornando a noi poveri mortali, mi piacerebbe sapere che senso ha conservare in casa propria centinaia di film e migliaia di brani musicali e di foto. Non sarebbe meglio farne una scelta che sia davvero significativa e di valore per la persona o la famiglia?
La disponibilità di informazioni (film compresi) in rete, ormai a costi contenuti, dovrebbe indurre a servirsene, scaricandosi da oneri e ansie di perdita.
Poi. è chiaro che ognuno, persona o organizzazione, ha dei dati importanti da conservare e i metodi da voi indicati sono validi: sostanzialmente ridondanza di oggetti-contenitori e di loro luoghi di residenza.
"Ogni cosa va resa il più possibile semplice, ma non ANCORA più semplice" (A. Einstein)