Argomento molto interessante.
Sarebbe ideale approfondirlo, purtroppo però non dispongo del testo citato, ma magari dagli appunti di qualche buon samaritano spuntano due righe o qualche link...
Spero almeno che il mio ragionamento sia corretto in prima approssimazione...
Ponte raddrizzatore controllato
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SandroCalligaro,
mario_maggi,
fpalone
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Se dici che c'e` potenza reattiva perche' il carico dopo il raddrizzatore e` reattivo non e` giusto.
Per usare proficuamente un simulatore, bisogna sapere molta più elettronica di lui
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Osservando l'espressione della prima armonica di corrente:

mi sembra che il ritardo della corrente sia dovuto al pilotaggio e quindi ad
ma quindi il carattere del carico non influisce minimamente sullo sfasamento?

mi sembra che il ritardo della corrente sia dovuto al pilotaggio e quindi ad

ma quindi il carattere del carico non influisce minimamente sullo sfasamento?
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Un po' di influenza il carico ce l'ha, ma lo sfasamento e` principalmente dato dall'angolo di accensione (e le armoniche anche).
Per usare proficuamente un simulatore, bisogna sapere molta più elettronica di lui
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grazie per l'appunto, ogni precisazione è oro colato 
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Credo di aver intuito grossomodo ciò che ha espresso Isidoro: sostanzialmente svincolandosi dal problema del "che tipo di carico c'è" si ha comunque una componente di potenza distorcente sulla linea e tale potenza distorcente è, come la potenza reattiva, a valor medio nullo quindi impropriamente la potrei considerare come reattiva in quanto comunque essendo a valor medio nullo sul periodo non può far parte della potenza attiva...tutto questo anche se come carico ho un resistivo direi,è corretta il mio riassunto semplificato?.
Ora quindi direi che la mia osservazione iniziale sul fatto che l'angolo di accensione sia responsabile dello sfasamento delle grandezze elettriche in ingresso al ponte sia corretta.
-Riassumendo potrei dire che l'avere un carico resistivo non è condizione sufficiente per non avere una potenza reattiva e quindi sfasamento in ingresso al ponte?.
-Se ho un carico induttivo deduco che questo richiede (necessariamente?) una componente di potenza reattiva e la potenza reattiva da quanto ne so si ha solamente in presenza di sfasamento tensione-corrente quindi direi che tensione,corrente in uscita dal ponte e quindi in ingresso al carico induttivo debbano necessariamente essere sfasate?.
Le idee che mi sono fatto fino a questo punto sono queste:
-Il fatto di avere un carico estremamente induttivo mi ha consentito di approssimare la corrente sul carico come costante,se in realtà andassi a vedere le oscillazioni presenti,pur con ripple ridottissimo,troverei che esse sarebbero sfasate rispetto alla tensione che viene imposta sul carico?
- la corrente che ho all'ingresso del ponte si ricava dalla corrente sul carico conoscendo l'angolo di innesco quindi direi che sicuramente deve avere almeno due componenti in frequenza:una alla frequenza della corrente di carico (frequenza doppia rispetto alla frequenza di alimentazione) e poi deve avere una componente in frequenza alla frequenza dell'alimentazione il cui sfasamento sia dettato dall'angolo di innesco
-quindi complessivamente posso giudicare tensione-corrente in ingresso sfasate tra loro per l'effetto dell'angolo di innesco e tensione-corrente sul carico sfasate tra loro se il carico è induttivo e quindi per l'effetto del carico: se il carico allora fosse resitivo potrei ritenere che tensione e corrente sul carico non siano sfasate (no potenza reattiva) mentre tensione-corrente in ingresso al ponte siano sempre sfasate (osservando la componente fondamentale che è alla frequenza di alimentazione) per effetto dell'angolo di innesco.
Sono corrette o sto delirando?
Ora quindi direi che la mia osservazione iniziale sul fatto che l'angolo di accensione sia responsabile dello sfasamento delle grandezze elettriche in ingresso al ponte sia corretta.
-Riassumendo potrei dire che l'avere un carico resistivo non è condizione sufficiente per non avere una potenza reattiva e quindi sfasamento in ingresso al ponte?.
-Se ho un carico induttivo deduco che questo richiede (necessariamente?) una componente di potenza reattiva e la potenza reattiva da quanto ne so si ha solamente in presenza di sfasamento tensione-corrente quindi direi che tensione,corrente in uscita dal ponte e quindi in ingresso al carico induttivo debbano necessariamente essere sfasate?.
Le idee che mi sono fatto fino a questo punto sono queste:
-Il fatto di avere un carico estremamente induttivo mi ha consentito di approssimare la corrente sul carico come costante,se in realtà andassi a vedere le oscillazioni presenti,pur con ripple ridottissimo,troverei che esse sarebbero sfasate rispetto alla tensione che viene imposta sul carico?
- la corrente che ho all'ingresso del ponte si ricava dalla corrente sul carico conoscendo l'angolo di innesco quindi direi che sicuramente deve avere almeno due componenti in frequenza:una alla frequenza della corrente di carico (frequenza doppia rispetto alla frequenza di alimentazione) e poi deve avere una componente in frequenza alla frequenza dell'alimentazione il cui sfasamento sia dettato dall'angolo di innesco
-quindi complessivamente posso giudicare tensione-corrente in ingresso sfasate tra loro per l'effetto dell'angolo di innesco e tensione-corrente sul carico sfasate tra loro se il carico è induttivo e quindi per l'effetto del carico: se il carico allora fosse resitivo potrei ritenere che tensione e corrente sul carico non siano sfasate (no potenza reattiva) mentre tensione-corrente in ingresso al ponte siano sempre sfasate (osservando la componente fondamentale che è alla frequenza di alimentazione) per effetto dell'angolo di innesco.
Sono corrette o sto delirando?
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Ingegneria
10 2 - Messaggi: 24
- Iscritto il: 17 gen 2012, 10:41
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Ingegneria ha scritto:... se non ricordo male la potenza istantanea in sinusoidale si esprime come attiva e reattiva ed in questo caso non avendo fattore di potenza unitario dovrei avere potenza reattiva no?
In un regime sinusoidale si, ma per un regime periodico non sinusoidale il discorso e' piu' complesso.
Lo sviluppo in serie di Fourier, come ben sai, permette di scrivere la potenza attiva come

e di mantenere la definizione di potenza apparente come prodotto fra i valori efficaci di tensione e corrente

e di un conseguente definire anche un fattore di potenza convenzionale

ma direi che, per un regime con alto grado di deformazione, come quello relativo alla conversione controllata, e' piu' conveniente ai fini pratici limitarsi a parlare solo di una potenza non attiva definita come

mentre ritengo che cercare una sua suddivisione in una potenza reattiva,
(anche se ancora definibile come somma dei contributi armonici)

e in una potenza deformante D,

sia inutile, in quanto spesso queste due potenze sono prive di significato fisico, come ha gia' sottolineato
"Il circuito ha sempre ragione" (Luigi Malesani)
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Edit RenzoDF NON quotare tutto!
Grazie per la risposta,purtroppo il concetto di potenza distorcente-deformante ad oggi non mi era noto però mi sembra di aver capito in linee generali questo concetto (almeno credo)...a quest'ora poi non dò più il meglio di me, avendo passato la solita giornata a fondermi sui libri temo di non essere poi così all'altezza di discorsi più approfonditi di quelli qui già fatti anche per oggettivi limiti miei in questo ambito...comunque detto questo...si studia e si impara...visto che mi interessano queste cose approfondirò man mano
Grazie per la risposta,purtroppo il concetto di potenza distorcente-deformante ad oggi non mi era noto però mi sembra di aver capito in linee generali questo concetto (almeno credo)...a quest'ora poi non dò più il meglio di me, avendo passato la solita giornata a fondermi sui libri temo di non essere poi così all'altezza di discorsi più approfonditi di quelli qui già fatti anche per oggettivi limiti miei in questo ambito...comunque detto questo...si studia e si impara...visto che mi interessano queste cose approfondirò man mano
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Ingegneria
10 2 - Messaggi: 24
- Iscritto il: 17 gen 2012, 10:41
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Sì scusami per aver quotato troppo,ringraizo anche Isidoro per la risposta chiarificatrice
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Ingegneria
10 2 - Messaggi: 24
- Iscritto il: 17 gen 2012, 10:41
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Qui ci sono delle belle slide su potenze varie, definizione di fattore di potenza in caso di distorsione, e guarda anche cosa c'e` scritto nella slide #21.
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