Questo disegno aiuta a capire come funziona il Levitron. Una trottola magnetica in rotazione resta sospesa, levitando, sostenuta dalla forza di repulsione di un magnete a ciambella.
La rapida rotazione della trottola impedisce, per effetto giroscopico, che l'asse della trottola cambi direzione, e quindi impedisce che la trottola si capovolga e cada, attratta dal magnete sottostante.
La linea rossa in figura rappresenta la sezione della superficie equipotenziale del campo magnetico (che è perpendicolare in ogni punto alle "linee di forza") del magnete a ciambella grande in cui la forza repulsiva esercitata sulla trottola è uguale e opposta alla forza di gravità. Quindi la trottola levita in prossimità di questa superficie. La superficie equipotenziale presenta un avvallamento a scodella perché il magnete grande ha un foro al centro.
In caso di piccole perturbazioni che fanno spostare lateralmente la trottola, questa si solleva leggermente seguendo la superficie equipotenziale. Subito dopo spontaneamente ritorna sull'asse del magnete, spostandosi come indicato dalla freccia, perché in quel punto può avere il minimo locale di energia potenziale gravitazionale (cioè, è il punto dove la trottola può abbassarsi di più, e quindi "ricade" lì).
Questo avvallamento a scodella della superficie equipotenziale serve a stabilizzare la posizione di funzionamento della trottola a levitazione.
spud ha scritto:L'unica cosa che non ho capito bene è perché, nel caso del magnete a ciambella, c'è bisogno di stabilizzare il globo.
Anche a me intuitivamente non è chiaro. Se appoggiamo sulla "scodella" della superficie equipotenziale generata da un magnete a ciambella, un altro magnete più piccolo a disco o magari a ciambella, perché mai dovrebbe capovolgersi? Se fosse un magnete a bacchetta, alto e stretto, lo capirei, ma se ha una forma schiacciata... come può essere instabile questo equilibrio?
Eppure il
teorema di Earnshaw afferma che è instabile. Diciamo che gli credo sulla parola. Per capirlo davvero bisognerebbe svolgere e capire tutti i passaggi dei calcoli.
Alla prima minima perturbazione il magnete piccolo scivolerà di lato e si capovolgerà come indicato dalle frecce, cadendo e attaccandosi al grande.
spud ha scritto:Si riscalda la spira dentro la sfera per effetto Joule?
Direi proprio di sì. Anche a me era venuta in mente per prima questa soluzione della spira orizzontale in cortocircuito dentro il globo, sostenuta dal campo magnetico a frequenza almeno ultrasonica generato da un elettromagnete con il nucleo ferromagnetico a forma di ciambella.
L'anello conduttore viene respinto per la
legge di Faraday-Neumann-Lenz, che afferma che la f.e.m. indotta è pari all'opposto della variazione del flusso magnetico del campo attraverso l'area abbracciata dalla spira.
La f.e.m. indotta è sempre tale da tendere a far scorrere una corrente in grado di generare un campo magnetico che
contrasta le variazioni del campo magnetico inducente (legge di Lenz).
Quindi mentre il flusso diminuisce la f.e.m. indotta tenderebbe a
rafforzare il campo che sta diminuendo: i due campi magnetici (inducente e indotto) avrebbero lo stesso verso e quindi durante le diminuzioni del campo inducente la spira verrebbe
attratta anzichè respinta dall'elettromagnete?
Io credo di no. La spira in cortocircuito non dovrebbe comportarsi principalmente come resistore, ma come
induttore, e quindi la corrente indotta (e il campo magnetico indotto) dovrebbero essere in ritardo di 90 gradi rispetto alla f.e.m. indotta (supponendo le varie grandezze ad andamento sinusoidale). Come risultato quindi il campo magnetico indotto dovrebbe essere sempre opposto all'inducente. Correggetemi se sbaglio.
Però non credo che la spira resterebbe stabilmente al suo posto nell'avvallamento della superficie equipotenziale predisposto. Il suo comportamento in quella posizione dovrebbe essere molto simile a quello del piccolo magnete che alla minima perturbazione tende a capovolgersi.
La spira però, al ruotare, abbraccia meno flusso magnetico, che si annulla quando la spira giace in un piano verticale. Al continuare a capovolgersi per inerzia, la situazione sarebbe comunque diversa da quella del magnete permanente, perché la spira verrebbe percorsa da una corrente indotta in senso inverso rispetto all'iniziale, e verrebbe di nuovo respinta anzichè attratta dall'elettromagnete.
Quindi penso che se abbiamo fortuna vedremo la spira piroettare varie volte al di sopra dell'elettromagnete, finché gli cadrà a fianco e il gioco terminerà.
Credo che non sia questa quindi una soluzione adottabile per far restare sospeso il nostro globo.
La linea rossa in figura rappresenta la sezione della superficie equipotenziale del campo magnetico inducente in cui la forza esercitata sulla spira è uguale e opposta alla forza di gravità. Quindi la spira dovrebbe levitare (in modo instabile) in prossimità di questa superficie. La superficie presenta un avvallamento perché l'elettromagnete ha un foro al centro del nucleo ferromagnetico.
Qual è quindi una soluzione che permetta a un magnete di star sospeso sopra a un altro senza capovolgersi e cadere? Cioè che permetta di stabilizzarlo?
Secondo me ci si potrebbe arrivare con la disposizione in figura.
Si tratta del solito magnete a ciambella, a cui è stato aggiunto un avvolgimento per sommare al suo flusso magnetico una parte variabile.
Il magnete che deve restare sospeso, fatto di materiale non conduttore, è stato dotato di alcune spire chiuse conduttrici che lo abbracciano (in figura ne sono rappresentate quattro, con vista dall'alto e laterale).
finché il magnete levita rimanendo orizzontale, nelle spire non viene indotta nessuna corrente, perché giacendo tutte in piani verticali, non concatenano linee di forza del campo magnetico.
Se il piccolo magnete levitante si inclina leggermente, subito principalmente una spira comincia ad abbracciare linee di forza del campo magnetico (in particolare di quello variabile), e questo per la
legge di Faraday-Neumann-Lenz genera una f.e.m. e quindi una corrente e un campo magnetico indotti.
Questo genera sui conduttori della spira, in particolare su quello superiore e inferiore, delle forze opposte che, essendo disassate, costituiscono una coppia con momento non nullo, che tende a riportare la spira in posizione verticale (e quindi il disco del magnete fluttuante, solidale a lei, in posizione orizzontale).
Ho trascurato l'effetto del campo fisso generato dal magnete a ciambella sulla stablizzazione perché, comunque, su semiperiodi consecutivi del campo variabile i suoi eventuali effetti hanno segno opposto e quindi si annullano a ogni periodo completo.
Secondo voi questa soluzione potrebbe funzionare? A me sembra molto più elegante e semplice di soluzioni retroazionate dalla posizione del magnete (a proposito, grazie
RenzoDF per averle segnalate al
post 8). E' anche didatticamente più valida perché deriva direttamente dalle leggi dell'elettromagnetismo e permette di vederne un'applicazione "divertente".
Naturalmente, se almeno a livello concettuale e qualitativo, come spero, questa configurazione potrebbe stare in piedi, per capire se può farlo realmente bisogna fare calcoli e simulazioni quantitative.
Forse potrebbe essere meglio, anzichè abbracciare con grandi spire il grande magnete a ciambella, inserire un piccolo elettromagnete nel buco della ciambella. Forse due spire perpendicolari sul magnete levitante sarebbero sufficienti, ma metterne di più mi sembra meglio. In principio tutte le spire sono isolate l'una dall'altra, ma non è detto che il tutto potrebbe continuare a funzionare anche se non lo fossero.
Un'altra variante potrebbe essere di non usare un magnete permanente a ciambella per il sostegno, ma usare un elettromagnete alimentato con una componente alternata sovrapposta a una continua, che serva sia per il sostegno che per la stabilizzazione. Se poi si dovesse scoprire che come componente alternata è sufficiente quella derivante dal ripple di un raddrizzatore a doppia semionda, non servirebbe nemmeno un oscillatore per generare la componente alternata.
A questo punto, se qualcuno ha la possibilità di aprire uno di questi globi fluttuanti e vedere com'è fatto... per favore lo faccia! Potrebbe confermare se questa soluzione è una di quelle giuste (sicuramente non è l'unica, c'è anche la soluzione retroazionata indicata da
RenzoDF).
E' facile che io abbia sbagliato qualcosa in tutte queste elucubrazioni

. Sono più di vent'anni che ho studiato e poi non ho più avuto occasione di vedere di nuovo sul lavoro queste belle leggi fisiche... per cui per favore correggetemi se ho sbagliato, proponete varianti e nuove idee...
Grazie a tutti.
