MASSIMO-G ha scritto:sono convintissimo pure io che il titolo accademico sia un requisito fondamentale per poter esercitare una certa professione. Però è appunto un requisito propedeutico sul quale costruire la futura professione, dopo a mio avviso occorre fare un percorso di tirocinio che integra la conoscenze scolastiche (che sono fondamentali).
Allora siamo d'accordissimo
E aggiungo anche che su molti tirocini bisognerebbe guardarci da vicino: non raramente si tratta di puro sfruttamento e di trasmissione nulla di conoscenze (conosco più di un neolaureato che per quattro soldi fa il semplice disegnatore, con sopra la spada di Damocle del "se non ti va ce n'è un sacco pronti a prendere il tuo posto"). Io ho avuto la fortuna di conoscere un ottimo professionista (che è anche mio carissimo amico) che il mio primo progetto me lo ha fatto fare seguendomi passo passo. Mettendo insieme le conoscenze universitarie e i suoi preziosi consigli credo di aver imparato a progettare dignitosamente. E questa dovrebbe essere la strada maestra per tutti.
MASSIMO-G ha scritto:Per il fatto dei muratori e il cemento armato ...[cut]... il vicino ha fatto causa all’architetto/ingegnere e vinse la causa. Il colpo d’occhio di mio padre che aveva partecipato alla costruzione di tanti palazzi aveva visto giusto da subito
Non lo metto in dubbio, ma il problema è che tuo padre, pur eccellente professionista, non avrebbe probabilmente saputo progettare qualunque struttura, il che è diverso. E in questa istruttiva storia manca il finale che mi sarebbe piaciuto di più: l'ingegnere e l'architetto mandati a vendere frigoriferi al polo nord.
Mike ha scritto:...maggior attenzione da parte di chi vuole usufruire di un servizio valido, che come per il prodotto, sceglierà non quello che gli costa meno tanto sono tutti "certificati" uguali per la legge, ma entrando nel merito della persona e della sua reputazione nel mercato.
Sarà, ma mi pare che non funzioni neppure per i prodotti: in questo scenario vedo solo la "corsa al bollino" di tanti lestofanti (ma ben ammanigliati con chi distribuisce incarichi), tanto poi il lavoro lo fanno fare agli schiavetti di turno. E proprio i suddetti lestofanti, ai quali della propria preparazione (stante la cronica assenza di controlli) non interessa granché, potrebbero fagocitare il mercato con prezzi stracciati.
Questo non è uno scenario futuribile, è già la realtà: una volta ho avuto a che fare (tramite un'impresa) con un grosso studio che aveva la certificazione ISO 900nonsocosa, simile al tuo bollino, anzi forse più importante visto che non era "autocertificata". Il progetto dell'impianto elettrico era una solenne porcheria inguardabile (e non ti dico cosa mi è costato rimetterlo a posto), fatto da qualcuno dei suoi 40 (diconsi quaranta) ingegneri dipendenti, pagati a coriandoli perché tirocinanti.
Eppure il titolare è ancora lì, bello grosso e con una enorme "reputazione sul mercato", partecipa a grosse gare di progettazione e spesso le vince perché fa ribassi mostruosi e può vantare curriculum di kilopagine.
Mike ha scritto:...nel caso di accertate false dichiarazioni o violazioni ci dovrà essere una severità assoluta togliendo dal mercato il professionista....[cut]...Questo principio lo estenderei anche alle imprese installatrici
Sono ovviamente d'accordo, ma ribadisco che gli strumenti legislativi ci sono già (e non funzionano). Non comprendo perciò perché - a mo' di rimedio - si dovrebbe consentire una ulteriore intossicazione del mercato, ammettendovi gente che in base a una autosupposta (e autodichiarata) competenza si presenta come buon professionista, consentendogli di fare danni che i clienti scoprirebbero a cose fatte.
Sulla qualità della formazione universitaria (e, di riflesso, sull'abolizione del valore legale del titolo di studio) ci sarebbe da parlarne per giorni, compresa l'utilità di una riforma che ha fatto danni incalcolabili ma ha (ti pareva?) smisuratamente moltiplicato le cattedre baronali.
Fosse per me, se avessi la bacchetta magica, farei in modo che tutti i progettisti (me compreso) avessero la competenza di un certo
EY, nel suo piccolo, contribuisce non poco a questi desiderata.
Con affetto e ammirazione.

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