Mi sto soffermando su questa frase:
Enchamade ha scritto:Implicitamente hai fatto solo la scelta di avere poli complessi coniugati nel momento in in cui hai deciso di lavorare in CCM. Nel caso contrario, se tu avessi voluto lavorare in DCM, avresti avuto due poli reali distinti
E su questa:
IsidoroKZ ha scritto:Mi pare una buona analisi. SOlo un paio di osservazioni. In CCM i poli sono quasi sempre complessi coniugati, ma solo ad anello aperto: ad anello chiuso diventano reali e si separano (o quasi), dipende da quanto margine di fase si ha.
Per quanto riguarda la seconda... ad anello chiuso... eh! E' ancora lontana la strada per arrivare li
Ora nella mia mente ho il buck inteso come filtro LC alimentato da una onda quadra a freq Fs.
Dunque, faccio qualche conto, cosi tocco con mano la cosa...
Innanzitutto chiedo: posso considerare il carico R (che poi per noi saranno il led) come una resistenza di valore
6/350mA = 17 ohm?
Se si, calcolo i due poli. Scrivo:


A parte che a me questi numeri non mi dicono nulla, cosi al volo...
O meglio, vado sempre a ricordi inconsci
Comunque effettivamente sono a complessi coniugati.
Poi mi sono chiesto: va beh, cosa succederebbe se invece dovessero essere reali e distinti o addirittura coincidenti (non so se è una condizione possibile)??
Innanzitutto, penso che questo dipenda dal determinante e quindi dal valore del carico R. Quindi
dite che potrei trovare alcuni valori di R che fanno diventare i poli reali e distinti e se
vado a rifare l'analisi del buck nel "modo classico" mi troverò che sarò a lavorare in modo
discontinuo? Se mi dite di si, ci provo.
Torno alla mia domanda, cioè che differenza ci sarebbe de la mia cella LC avesse poli CC o reali e distinti.
La risposa che mi do è questa (spero corretta): dagli studi so che la RISPOSTA ALLO SCALINO di un sistema (filtro in questo caso) con poli reali e distinti NON presenta sovraelongazioni. Invece se avesse poli CC sono presenti oscillazioni prima di stabilizzarsi...
Quindi, quando ACCENDO la mia onda quadra che alimenta la cella LC, è come se la stimolo con una frequenza alternata fs e uno scalino di valore Vin*Duty.
L'alternata viene filtrata (più o meno). Lo scalino "passa" ma si stabilizza con una forma che, appunto, dipende da dove sono i poli.
Quindi se avessi poli CC, avrò che la tensione di uscita, si stabilizza nel tempo con un andamento simile a questo:
O forse in verità con sovrapposta l'alta frequenza:
Se invece fossero reali e distini otterrei una risposta allo scalino cosi:
Se fossero reali coindicendi?
Ora avrei una domanda che mi massacra da tempo ...
C'è qualche relazione la frequenza di taglio del filtro
con la frequenza dei poli?La butto li: forse la frequenza della sovraelongazione è pari proprio alla freq tex]1/\sqrt {LC}[/tex] ?
O meglio, cio che non mi fa ancora dormire è questo: ma porcaccia la miseria... questa benedetta cella LC la posso vedere come un filtro LC, che è un semplice passa basso con un frequenza di taglio
, ma posso anche vederlo come una scatola che ha una funzione di trasferimento che ha come "parametri" questi benedetti poli. E quindi? Che legame c'è?Quando ragiono in un modo e quando nell'altro ?!?!?
HELP!
Ho un po' vergogna a fare tutte queste domande
Ciao
Stefano

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. Localmente, quindi, puoi modellizzare il led come una resistenza
e un generatore di tensione
. La definizione di questi due parametri si può evincere osservando i poli complessi coniugati sul piano complesso:
per intenderci) e il coefficiente di smorzamento è definito come
allora vale anche

che è definito come
! Ma a quel punto l'oscillazione non sarebbe smorzata e quindi non ha senso parlare di sovraelungazione... Di fatto, in questo caso hai un oscillatore... 


la frequenza della risonanza (ringing) nel dominio del tempo e`
mentre la frequenza del picco nel diagramna di Bode e`
e queste relazioni si ricavano ragionando sul grafico e le informazioni che ha dato