dimmer audio

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[11] Re: dimmer audio

Messaggioda Foto UtenteSerTom » 29 mag 2012, 11:34

Si, i fotoaccoppiatori lavorano alternati uno per una semionda uno per l'altra.
Se ne metti solo uno accade che la musica modula (riduce la luminosità) di solo una semionda, quella che concorda con la polarità del transistor e lascia inalterata l'altra semionda, diciamo che hai metà effetto ...

Occhio però che il transistor dell'opto ha una Vceo (tensione inversa) di soli 7V quindi non va bene e ci devi mettere almeno un diodo in serie ....
Ti do una soluzione più semplice: usa un ponte di graetz per riportare sempre la polarità corretta: i 2 pin dell'alternata vanno uno sul neutro e l'altro su RV1, poi il + va sul Colettore ed il - sull'Emettitore del fototransistor.

Certo che un guasto (in particolare un corto del triac) farebbe arrivare la 230 alla lampada con le conseguenze che puoi immaginare. Dipende quanto vuoi rischiare, se zero, la soluzione è un bel trasformatore 230/125V (va bene anche un autotrasformatore) da almeno 6-700W con il quale alimentare a 125V tutto il circuito (in questo caso ruoti RV2 verso zero per la massima luminosita); oppure tenti con un fusibile in serie; ti consiglio un 4A tipo T (ritardato) che dovrebbe reggere il picco dell'accensione della lampada e (si spera) intervenire in tempo in caso di guasto del triac.
Infine: perché non usi una lampada a 230V e tanti saluti ...

Bye O_/ Ser.Tom

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[12] Re: dimmer audio

Messaggioda Foto UtenteTardoFreak » 29 mag 2012, 12:24

Mi spieghi come funziona lo stadio d' ingresso?
C'è qualcosa che non mi quadra.

Che segnale troviamo ai capi della capsula microfonica, o almeno, che ampiezza è prevista che ci sia?
Il BC237 deve andare in saturazione?
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Rispondere è cortesia, ma lasciare l'ultima parola ai cretini è arte.

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[13] Re: dimmer audio

Messaggioda Foto UtenteSerTom » 29 mag 2012, 16:23

TardoFreak ha scritto:Mi spieghi come funziona lo stadio d' ingresso?
C'è qualcosa che non mi quadra.

Che segnale troviamo ai capi della capsula microfonica, o almeno, che ampiezza è prevista che ci sia?
Il BC237 deve andare in saturazione?


Intanto devo chiarire che questa la considero progettazione "estrema" ovvero utilizzo non convenzionale dei componenti e/o in configurazioni non standard.

Veniamo alle domande...
Il microfono è un Electret (cioè a condensatore e amplificato; sono molto comuni a livello di componentistica); hanno bisogno di polarizzazione (R1), assorbono meno di 1mA; mentre il segnale in uscita si sovrappone all'alimentazione; poi disaccoppiato da C1.
Il segnale in uscita di questi microfoni è abbastanza standardizzato in 1V/Pa a 0dB; il che sigifica (si parlava di musica, quindi immagino a volume "generoso"), diciamo 70-80dBSPL pari a 63-200 mPa il che vuol dire che abbiamo un segnale in uscita del microfono che va da 63 a 200mV.
La rete di polarizzazione in base al transistor (R2 e R4) lo mantiene a circa 500mV cioè appena sotto la Vbe mimima; a questo si somma il segnale proveniente dal microfono che "spazzola" lungo il ginocchio la Vbe, in pratica lungo tutta la gamma lineare del transistor; andando infine a modulare il fotoaccoppiatore.
Lo stadio non ha controreazione quindi si frutta tutta l'amplificazione del transistor che nei picchi più alti del segnale arriverà alla piena saturazione.

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[14] Re: dimmer audio

Messaggioda Foto Utenteammazzadraghi » 29 mag 2012, 17:13

secondo me non funziona, funziona ma come luce psichedelica tradizionale, cioè arriva il basso e si illumina di più.
Sotto la richiesta originale:
ammazzadraghi ha scritto: lampadona a incandescenza vorrei utilizzarla tipo abatjour, ma un po' speciale, nel senso che vorrei innanzi tutto regolare la massima intensità e poi vorrei che quando metto la musica e arrivano i bassi la luce si attenui senza spegnersi, simulando un grosso assorbimento d'energia. Grazie.

SerTom ha scritto:



L'effetto che vuoi si ottiene attraverso RV1 ed i 2 transistor dell'optoisolatore FT1 (lavorano uno per ogni semionda) che provocano l'aumento del tempo di carica di C3 ottenendo un maggiore ritardo dell'angolo di innesco del triac e conseguente calo di luminosità della lampada. RV1 permette di regolare la "profondità" del calo di luce; serve anche da controllo di volume.

rianalizzando lo schema: quando il micro capta il suono...manda in saturazione T1, il quale facendo scorrere corrente nei fotodiodi mandano in saturazione o comunque ne diminuiscono la resistenza ai loro rispettivi fototransistor. Ne consegue che la resistenza equivalente che si trova in parallelo a C3 diminuisce e diminuisce pure la costante di tempo, quindi il diac si ecciterà più frequentemente. (quando arriva il suono) ecco dimostrato il comportamento da luci psichedeliche tradizionali. Torna il ragionamento?
Io avrei voluto che si comportasse al contrario...arriva il basso..si attenua l'intensità. O_/

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[15] Re: dimmer audio

Messaggioda Foto UtenteSerTom » 29 mag 2012, 18:54

ammazzadraghi ha scritto:secondo me non funziona, funziona ma come luce psichedelica tradizionale, cioè arriva il basso e si illumina di più.


Tranquillo !
Hai dimenticato la funzione del Diac ?
Molto in sintesi: partiamo dal passaggio per lo zero della tensione, Triac spento (off) e condensatore C3 scarico. Semionda positiva, la tensione inizia a salire e C3 a caricarsi attraverso RV2 ed R5. Dopo il ritardo (t=RxC) la tensione su C3 raggiunge i 32V e D1 si innesca, scaricando C3 sul gate del Triac che si innesca accendendo la lampada per il periodo restante della semionda (al passaggio per lo zero il triac si disinnesca)
Quindi maggiore è il valore di RV2 maggiore è il ritardo quindi minore la potenza della lampada.
Cosa fa il fotoaccoppiatore ? Quando c'è il colpo di basso T1 va in conduzione, accende i led e conseguentemente porta in On i transistor in uscita i quali tendono a scaricare C3 creando una "via di fuga" attraverso RV1 per la corrente che sta arrivando da RV2, quindi allunga il tempo di carica, uguale maggiore ritardo quindi minore luminosità.
Tutto chiaro ?

Oops, effettivamente ho fatto un errore nello schema (ahi, la fretta ...) RV2 non va preso sulla fase ma sul nodo lampada-triac, in modo che una volta innescato cessi anche la carica del condesatore fino alla prossima semionda

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[16] Re: dimmer audio

Messaggioda Foto Utenteammazzadraghi » 29 mag 2012, 19:36

:mrgreen: e si ho detto una bischerata :oops:
a questo punto appena libero il banco mi metto all'opera.
Sergio quando passi dalle mie parti fermati che ci beviamo una birra insieme O_uu_O

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[17] Re: dimmer audio

Messaggioda Foto UtenteDirtyDeeds » 30 mag 2012, 9:46

Secondo me non funziona: il transistor del fotoaccoppiatore ha \text{B}V_\text{ECO} = 7\,\text{V}, quindi lavora praticamente sempre in zona di breakdown.
It's a sin to write sin instead of \sin (Anonimo).
...'cos you know that cos ain't \cos, right?
You won't get a sexy tan if you write tan in lieu of \tan.
Take a log for a fireplace, but don't take log for \logarithm.

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[18] Re: dimmer audio

Messaggioda Foto UtenteSerTom » 30 mag 2012, 11:10

Sono andato a vedermi il N° 192 di N.E. ... devo dire ottimo articolo divulgativo e molto didattico; sullo schema un po' meno ... diversi componenti praticamente inutili e/o non del tutto dimensionati.
Parlo ad esempio della potenza massima della lampada (non c'è scritto niente in merito) e la bobina di filtro definita genericamente bobina antidisturbo....
Sulla potenza della lampada, e per il piccolo dissipatore usato (ad occhio un ribino da almeno 20°C/W) e per il filo sottilissimo della bobina, posso supporre che sia stata prevista una lampada da massimo 40-60W.
Nel caso in questione parliamo di 500W a 125V quindi 4A che ragionati a 230V corrispondono ad oltre 900W.
Qui bisogna iniziare a considerare gli effetti termici della corrente; in particolare il riscaldamento del triac ed il dimensionamento delle bobine di filtro.

Giusto per rimettere insieme tutte le cose inserisco lo schema corretto ed aggiornato, compreso del filtro EMI e dove ho aggiornato anche alcuni valori.




Il dimensionamento delle bobine di filtro (devono essere avvolte su un toroide in ferrite) si basa sull'esperienza perché molto dipende da come "reagisce" il nucleo di ferrite. I dati tecnici in merito sono solitamente molto scarsi e l'aggiustamento si fa con prove pratiche misurando le emissioni condotte.
Questo ragionamento è valido per un prodotto "industriale" (da marcare CE); per un oggetto sperimentale puoi eliminare tutto il filtro ....


P.S:

DirtyDeeds ha scritto:Secondo me non funziona: il transistor del fotoaccoppiatore ha \text{B}V_\text{ECO} = 7\,\text{V}, quindi lavora praticamente sempre in zona di breakdown.


Ho aggiornato anche il fotoaccoppiatore (ora basta un singolo) che hanno una BVCEO ("Collector emitter breakdown voltage") di 70 "settanta" volt. Da 7V c'è semmi la BVEBO (Emitter base breakdown voltage) ma scusate: la base non è mica collegata !

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[19] Re: dimmer audio

Messaggioda Foto Utenteammazzadraghi » 31 mag 2012, 0:33

condivido appieno il tuo commento sull'art. della rivista...comunque per come vengono trattati e spiegati i progetti rimane per me l'unica valida e affidabile. (ho montato molti kit e sono tutti funzionanti).
Mi piacerebbe capire anche il funzionamento del circuito che hai aggiornato con il ponte di graetz, è già un po' che mi guardo il ponte ma non riesco a capire :-| anche perché non ho ben chiaro delle tensioni e correnti in gioco.... l'ho sempre usato come raddrizzatore per gli alimentatori niente più.
Puoi spiegare come funziona sono troppo curioso =P~

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[20] Re: dimmer audio

Messaggioda Foto UtenteSerTom » 31 mag 2012, 13:53

ammazzadraghi ha scritto:... Mi piacerebbe capire anche il funzionamento del circuito che hai aggiornato con il ponte di graetz, è già un po' che mi guardo il ponte ma non riesco a capire :-| .....
Puoi spiegare come funziona sono troppo curioso =P~


La questione è semplice: il circuito lavora in corrente alternata il che sigifica che (posto che il Neutro sia a 0V, e rispetto a terra, nei sistemi di distrubuzione delle rete elettrica è così) la Fase avrà tensione positiva per un semiperiodo e negativa per l'altro rispetto al neutro (e A1 del Triac). Quindi C3 si caricherà una volta positivamente rispetto al neutro e una volta negativamente. Questo, lato Diac e Triac non crea problemi perché entrambi lavorano tranquillamente nei quadranti ++ e --; per chiarire: il triac si innesca sia che l'impulso in gate sia positivo che negativo rispetto A1.
Lato fotoaccoppiatore invece, il componente ha una polartià ben precisa (il fototransistor, se attivo, conduce solo da Colettore ad Emettitore) per cui, nel vecchio circuito, ho dovuto mettere i 2 fotoaccoppiatori in antiparallelo, in modo che ognuno lavori per il proprio semiperiodo.
L'alternativa è appunto l'uso di un ponte di graetz che ha la funzione di girare la tensione nei 2 semiperiodi affinchè rispetto all'unico fotodiodo vi sia sempre la polarità corretta.

Lo schizzo allegato divrebbe chiarire ogni dubbio

Bye O_/ Ser.Tom
Allegati
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