Sperando di chiarire ancora meglio le idee.
Prendiamo un generico bipolo, cioè un componente in collegamento con il resto del circuito attraverso due soli morsetti, come ad esempio un resistore, un led, un diodo, un condensatore o un induttore (come controesempio un transistor ha tre morsetti quindi non è un bipolo).
Due bipoli sono in serie tra loro se uno e uno solo dei puntini rossi di uno è collegato con uno e uno solo dei puntini rossi dell'altro e in questo collegamento non è collegato nessun altro bipolo.
Esempio serie:
Esempio di non serie, in quando il collegamento tra un solo puntino di uno e un solo puntino dell'altro c'è, ma sono collegati nello stesso punto anche a un terzo.
Nella serie di due bipoli la corrente che scorre nei due bipoli è la stessa.
Nel caso specifico in cui due resistenze sono in serie, si può ridurle a un unica resistenza equivalente, nel senso che il resto del circuito non si accorgerà di questo cambio.
Passiamo ora al parallelo.
Due bipoli si dicono in parallelo se i loro morsetti sono a due a due in collegamento.
Esempio di parallelo(qui tra resistenza e condensatore):
Esempio di non parallelo (tra singoli bipoli):
In questo caso le due resistenze non sono in parallelo, come non lo sono neanche la resistenza a sinistra e il condensatore.
Per quanto visto prima notiamo che il condensatore e la resistenza a destra sono in serie tra loro, inoltre questa serie (condensatore+resistenza) è in parallelo con l'altra resistenza.
(condensatore+resistenza)||(resistenza).
Quando si ha un parallelo tra due bipoli, la caduta di tensione sui due è ovviamente la stessa, mentre la corrente è in generale diversa (può anche essere uguale ma non c'è nessuno obbligo).
Nel caso specifico in cui si abbiano due resistenze in parallelo si può usare la regola che conosci anche tu dei reciproci, o messa in altra forma:

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Te lo devo dire: tra prendere una formula fatta (quella per il calcolo della resistenza limitatrice di corrente per i diodi led) e capire cosa significa e come funziona ne passa di acqua sotto i ponti.
Le scelte sono due: o andare avanti a formule fatte da altri che sostituendo due valori funziona tutto, oppure ti metti seriamente a studiare teoria delle reti elettriche (da un buon libro) e capisci bene i significati di tensione e corrente.
Solo con la seconda strada potrai collegare led resistenze e quant'altro a piacimento capendo da solo come calcolarti i valori da inserire anche in casi diversi da quelli degli schemini che si trovano in rete.
Con la prima strada invece farai solo un po di esperienza nello saldare a stagno in quanto potrai solo replicare fedelmente ciò che si trova in rete o nelle riviste di elettronica.
Il mio è solo un consiglio, non una critica polemica: se ti piace costruire cose che funzionino senza spenderci troppo tempo libero di farlo, altrimenti studia che fa sempre bene

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