Ciao a tutti! Come avrete già intuito dal titolo, il problema che vorrei sottoporre alle menti indagatrici di EY è quello della caduta di pezzi minuti dal tavolo di lavoro... e su dove poi vanno a finire. E' un incidente di cui ho fin troppa esperienza sia perché ho due gatti curiosi (ma uno di più!) e l'altro perché, non avendo in casa uno spazio vero e proprio da dedicare a laboratorio, sono costretto a lavorare sul tavolo da cucina a cui, ovviamente, non posso aggiungere delle sponde che alleggerirebbe non poco il problema di veder cadere i pezzi a terra (piccoli componenti elettronici, viti, rondelle ecc.) che poi... sembrano finire ingoiati nel nulla (anche per colpa di un pavimento con piastrelle dal motivo "a sassi e schegge" che contribuisce fin troppo bene a "nascondere" ciò che vi cade sopra). Aggiungete che ho la vista di una talpa e il quadro è completo.
Ora qui non mi interessa una "soluzione pratica" ma piuttosto sapere se i matematici, visto che hanno elaborato teorie su tutto - sulle caffettiere, sulle volute di fumo di una sigaretta, sulla mescola di liquidi differenti ecc. - hanno pure elaborato un qualche tipo di "teoria" che renda ragione in termini quantitativi del fatto che quando ti casca a terra un pezzo minuto di forma irregolare, nonostante cada sempre dalla stessa altezza quella del tavolo, te lo puoi sia ritrovare sul primo punto di arrivo a terra sia dalla parte opposta dalla stanza sia... chissà dove.
Tenendo conto che sulla superficie di arrivo (il pavimento) stazionano altre cose (le gambe dei tavoli e delle sedie e anche i miei piedi!) che in pratica si comportano come gli ostacoli di un flipper che concorrono a rende poco prevedibile il moto di un oggetto che cade, rimbalza, li urta e si ferma dove capita.
Quello che mi piacerebbe conoscere e se qualcuno ha fatto uno studio per stimare dov'è più probabile che si trovi, attorno alla verticale di caduta dell'oggetto, questo "dove capita" in modo da poter andare a recuperare le cose nel modo più efficace possibile.
Ciao
Piercaro
Ma dove cavolo è caduto???
Moderatore:
carlomariamanenti
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mir ha scritto:una soluzione potrebbe essere una superficie del pavimento perfettamente piana e di colore bianco splendente ...
Ahimé, non applicabile. Ma non è una soluzione che cerco ma piuttosto un "sistema" per ritrovare i pezzi caduti (che peraltro può riguardare anche anche altre cose oltre ai componenti che cascano dal tavolo! - ad esempio il modo in cui si scheggiano e si disperdono i pezzi di un piatto o un bicchiere che si rompe cadendo).
Ciao
Piercalo
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Qualche volta per ritrovare qualche bulloncino, vite od altro che mi cade dal tavolo, uso il sistema di ripetere la manovra in modo volontario, sacrifico un altro componente uguale per vedere dove va a finire, ma di solito non funziona.... e così ne perdo due...
Allora mi armo di scopetta tipo questa e dò una bella passata al pavimento, così facendo, oltre a recuperare il componente voluto, tornano alla "luce" le cose più impensabili che avevi dimenticato di avere, senza contare che poi hai la possibilità di fare una pulizia fuori programma.
Allora mi armo di scopetta tipo questa e dò una bella passata al pavimento, così facendo, oltre a recuperare il componente voluto, tornano alla "luce" le cose più impensabili che avevi dimenticato di avere, senza contare che poi hai la possibilità di fare una pulizia fuori programma.
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pinowski ha scritto: Allora mi armo di scopetta tipo questa e dò una bella passata al pavimento, così facendo, oltre a recuperare il componente voluto, tornano alla "luce" le cose più impensabili che avevi dimenticato di avere.
Questo è l'aspetto più "lucroso"!
Ciao
Piercarlo
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Piercarlo ha scritto:Ahimé, non applicabile.
certo
Piercarlo ha scritto:cerco ma piuttosto un "sistema" per ritrovare i pezzi caduti...
cioè una sorta di calcolo delle probabilità sulle possibili direzioni/luoghi che può raggiungere un pezzo (in genere) di una forma x, con caratteristiche fisiche y che cada da una superficie z ad una certa altezza h e dopo aver acquisito una certa energia potenziale ep e raggiunto il suolo nel punto s grazie alla velocità v che acquisisce raggiungerà il punto p considerando anche tutti i fattori di attrito r che influiscono durante la sua corsa ....
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Finiscono dove meno te lo aspetti. Sono arroganti: prima tintinnano in un qualche punto da loro individuato, poi rimbalzano altrove, e ben lontano, senza più farsi sentire.
Cadendo, subiscono l'influenza di variazioni spazio temporali, probabilmente anche dimensionali; cosicché a terra arriva un oggetto diverso da quello partito. Sono cocciuti e si affidano ad ogni sortilegio pur di non seguire un percorso calcolabile a ritroso.
Si intrufolano ovunque: tra le fughe delle piastrelle, (o le crepe), sotto le gambe di tavoli e sedie e, se prima o poi c'è un tappeto, ci saltano dentro come pulci; sono camaleontici e si camuffano volentieri tra i colori del pavimento, ma, spesso e volentieri anche sulle scrivanie e sui tavoli lo fanno...
Nel limite del possibile, per ritrovarli, mi abbasso al loro livello, e tento di scrutare il pavimento portando lo sguardo parallelo ad esso, in controluce. Sono tipicamente dotati di uno spessore e, quindi, non invisibili. Ma certo la vista deve funzionare un poco.
Cadendo, subiscono l'influenza di variazioni spazio temporali, probabilmente anche dimensionali; cosicché a terra arriva un oggetto diverso da quello partito. Sono cocciuti e si affidano ad ogni sortilegio pur di non seguire un percorso calcolabile a ritroso.
Si intrufolano ovunque: tra le fughe delle piastrelle, (o le crepe), sotto le gambe di tavoli e sedie e, se prima o poi c'è un tappeto, ci saltano dentro come pulci; sono camaleontici e si camuffano volentieri tra i colori del pavimento, ma, spesso e volentieri anche sulle scrivanie e sui tavoli lo fanno...
Nel limite del possibile, per ritrovarli, mi abbasso al loro livello, e tento di scrutare il pavimento portando lo sguardo parallelo ad esso, in controluce. Sono tipicamente dotati di uno spessore e, quindi, non invisibili. Ma certo la vista deve funzionare un poco.
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Candy
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Candy ha scritto:Nel limite del possibile, per ritrovarli, mi abbasso al loro livello, e tento di scrutare il pavimento portando lo sguardo perpendicolare ad esso, in controluce. Sono tipicamente dotati di uno spessore e, quindi, non invisibili. Ma certo la vista deve funzionare un poco.
Credo di usare lo stesso strategemma, guancia per terra e occhio più lontano dal pavimento chiuso, dicamo quindi che lo sguardo sarà parallelo al pavimento. Di solito così ritrovo il disperso.
"La progettazione, il primo presidio della sicurezza" [Michele Guetta]
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A proposito del calcolo delle probabilità ho un ricordo di quando lavoravo (!), avevamo un dispositivo per il controllo del traffico telefonico ed i dati venivano codificati tramite un perforatore su un nastro di carta, non ricordo se a 5 o 8 bit, ma non ha importanza; i "coriandoli" che risultavano dalla perforazione non li ho mai misurati, ma avranno avuto un diametro di 1,5 - 2 millimetri o forse meno, cadevano in un contenitore trasparente. Un giorno, passando di là vidi il mio capo assorto ad osservare come questi cadevano
ed alla mia domanda su cosa fosse tanto interessante da osservare mi fece notare che la caduta non era casuale ma pian piano formavano una figura solida con profilo a "campana"... e cercò di spiegarmi pure il perché....grande capo, Luciano!
Certamente era questo che intendevi, ma le variabili in gioco sono ben differenti rispetto a quelle che riguardavano i coriandolini di carta in un contenitore trasparente...
Certamente era questo che intendevi, ma le variabili in gioco sono ben differenti rispetto a quelle che riguardavano i coriandolini di carta in un contenitore trasparente...
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pinowski ha scritto: Certamente era questo che intendevi, ma le variabili in gioco sono ben differenti rispetto a quelle che riguardavano i coriandolini di carta in un contenitore trasparente...
Infatti non c'entrano nulla!
Ciao
Piercarlo
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