Salve a tutti ,
volevo sapere se qualcuno poteva spiegarmi la differenza tra controllo sinusoidale e controllo trapezoidale.
Grazie
Controllo Sinusoidale VS Trapezoidale
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dimaios,
carlomariamanenti
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Ti stai riferendo a motori sincroni a magneti permanenti a commutazione elettronica, nome vulgaris "motori brushless"?
Ciao.
Paolo.
Ciao.
Paolo.
"Houston, Tranquillity Base here. The Eagle has landed." - Neil A.Armstrong
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Paolino
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Ciao
gabri87, di seguito una breve descrizione tra i due tipi di controllo trapezioidale e sinusoidale.
Il controllo trapezoidale è storicamente il primo sviluppato ed è ancora largamente usato per la sua semplicità specie per applicazioni dove poco importa se la coppia sviluppata é affetta da ondulazioni. Viene utilizzato in pratica solo per i brushless trapezoidali, la cui struttura elettromagnetica è tale da generare a regime f.c.e.m. di forma idealmente trapezoidale con parte piatta dell'onda pari a 120° o 60° elettrici (a seconda che si tratti di f.e.m. di fase o concatenate).
Tale controllo è si caratterizza per il fatto che l'inverter alimenta quindi solo due fasi per volta del motore con correnti aventi a regime andamenti idealmente rettangolari (di ampiezza regolabile ed estensione pari a 120° elettrici) con valore nullo negli intervalli in cui la corrispondente f.c.e.m. di fase é variabile.
La corrente di ciascuna fase assume quindi i seguenti stati successivi: positiva per un terzo del periodo, nulla per un sesto, negativa per un terzo e nulla per un sesto. La corrente viene controllata attraverso due dei tre terminali con il terzo elettricamente disconnesso dall'alimentazione.
Un inconveniente degli azionamenti brushless con tecnica di controllo trapezoidale è costituito dalla presenza di ondulazioni di coppia all'asse, specialmente alle basse velocità.
Utilizzando microprocessori più potenti si è sviluppata un'altra tecnica di controllo (sinusoidale) più complessa e costosa di quella trapezoidale ma che comporta minore ondulazione di coppia e quindi una rotazione molto dolce alle basse velocità, migliore rendimento e maggiore risoluzione nei controlli di posizione.
Nella tecnica sinusoidale l'inverter, generalmente di tipo PWM sinusoidale a tensione impressa, alimenta contemporaneamente tutte e tre le fasi del motore imponendo a regime, con l'ausilio di tre anelli di corrente, una terna equilibrata di correnti, ad andamento sinusoidale, le cui fasi sono rigidamente vincolate alla posizione del rotore e pertanto il vettore rappresentativo del relativo campo magnetico rotante statorico risulta di ampiezza costante e sempre in quadratura rispetto a quello rotorico.
L'inverter quindi, oltre a regolare l'ampiezza e la frequenza delle correnti come nella tecnica di controllo trapezoidale ha il compito aggiuntivo di realizzare forme d'onda sinusoidali.
L'azionamento richiede quindi due sensori di corrente (la corrente nella terza fase è uguale all'inverso della loro somma) e un sensore di posizione ad alta risoluzione (resolver o encoder assoluto), in quanto per effettuare con continuità la funzione di autosincronizzazione è necessaria una accurata misura della posizione.
Il controllo trapezoidale è storicamente il primo sviluppato ed è ancora largamente usato per la sua semplicità specie per applicazioni dove poco importa se la coppia sviluppata é affetta da ondulazioni. Viene utilizzato in pratica solo per i brushless trapezoidali, la cui struttura elettromagnetica è tale da generare a regime f.c.e.m. di forma idealmente trapezoidale con parte piatta dell'onda pari a 120° o 60° elettrici (a seconda che si tratti di f.e.m. di fase o concatenate).
Tale controllo è si caratterizza per il fatto che l'inverter alimenta quindi solo due fasi per volta del motore con correnti aventi a regime andamenti idealmente rettangolari (di ampiezza regolabile ed estensione pari a 120° elettrici) con valore nullo negli intervalli in cui la corrispondente f.c.e.m. di fase é variabile.
La corrente di ciascuna fase assume quindi i seguenti stati successivi: positiva per un terzo del periodo, nulla per un sesto, negativa per un terzo e nulla per un sesto. La corrente viene controllata attraverso due dei tre terminali con il terzo elettricamente disconnesso dall'alimentazione.
Un inconveniente degli azionamenti brushless con tecnica di controllo trapezoidale è costituito dalla presenza di ondulazioni di coppia all'asse, specialmente alle basse velocità.
Utilizzando microprocessori più potenti si è sviluppata un'altra tecnica di controllo (sinusoidale) più complessa e costosa di quella trapezoidale ma che comporta minore ondulazione di coppia e quindi una rotazione molto dolce alle basse velocità, migliore rendimento e maggiore risoluzione nei controlli di posizione.
Nella tecnica sinusoidale l'inverter, generalmente di tipo PWM sinusoidale a tensione impressa, alimenta contemporaneamente tutte e tre le fasi del motore imponendo a regime, con l'ausilio di tre anelli di corrente, una terna equilibrata di correnti, ad andamento sinusoidale, le cui fasi sono rigidamente vincolate alla posizione del rotore e pertanto il vettore rappresentativo del relativo campo magnetico rotante statorico risulta di ampiezza costante e sempre in quadratura rispetto a quello rotorico.
L'inverter quindi, oltre a regolare l'ampiezza e la frequenza delle correnti come nella tecnica di controllo trapezoidale ha il compito aggiuntivo di realizzare forme d'onda sinusoidali.
L'azionamento richiede quindi due sensori di corrente (la corrente nella terza fase è uguale all'inverso della loro somma) e un sensore di posizione ad alta risoluzione (resolver o encoder assoluto), in quanto per effettuare con continuità la funzione di autosincronizzazione è necessaria una accurata misura della posizione.
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carlomariamanenti
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carlomariamanenti ha scritto:(la corrente nella terza fase è uguale all'inverso della loro somma)
Ciao.
Paolo.
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Paolino
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carlomariamanenti ha scritto:...e un sensore di posizione ad alta risoluzione (resolver o encoder assoluto)...
Ciao.
Paolo.
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Paolino
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Ciao
Paolino, il tipo di encoder dipende dall'applicazione.
Pensa che addirittura in alcuni casi, dove il motore è accoppiato con una meccanica "irreversibile" e dove viene richiesta una posizione assoluta, vedo spesso utilizzare dei semplici resolver dove la quota attuale viene memorizzata in modo permanente e riutilizzata nella procedura di index successivo allo spegnimento per ottenere in questo modo la stessa funzione che si avrebbe con un encoder assoluto; tutto dipende dalla flessibilità di programmazione del drive. In quanto poi alla risoluzione, anche qui dipende molto dall'elettronica del drive.
Pensa che addirittura in alcuni casi, dove il motore è accoppiato con una meccanica "irreversibile" e dove viene richiesta una posizione assoluta, vedo spesso utilizzare dei semplici resolver dove la quota attuale viene memorizzata in modo permanente e riutilizzata nella procedura di index successivo allo spegnimento per ottenere in questo modo la stessa funzione che si avrebbe con un encoder assoluto; tutto dipende dalla flessibilità di programmazione del drive. In quanto poi alla risoluzione, anche qui dipende molto dall'elettronica del drive.
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carlomariamanenti
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Chiaro. Intendevo dire che non necessariamente si devono usare sensori assoluti di posizione. Tutto qui.
Grazie.
Paolo.
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Grazie a tutti per la collaborazione, la risposta mi è stata di grande aiuto.
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