Gasp! Cerchiamo di mettere un po' di ordine.
Il dominio fasoriale o più in generale le trasformate integrali (di cui un esempio notevole sono le trasformate di Fourier) permettono di trasformare un circuito passando dal dominio del tempo al dominio delle frequenze.
Questo tipo di trasformate sono "affini", cioè si può passare da una all'altra con alcune trasformazioni algebriche.
Questo al prezzo di dover usare i numeri complessi in luogo di quelli reali.
I vantaggi però sono indiscutibili: posso trasformare una equazione differenziale ordinaria in una equazione algebrica. Non è poco.
Il sistema è fatto così:
Dove la v di ingresso dipende dal tempo ed è indicata con la lettera minuscola, mentre la V di uscita è indicata con la lettera maiuscola e dipende dalla pulsazione.
Confonderle significa confondere gli ingressi e le uscite di un sistema lineare. E' quindi un errore piuttosto grossolano.
Una regola pratica, per controllare se ci sono errori, è che, una volta effettuata la trasformata, la variabile t deve sparire, essendo la variabile di integrazione.
Consideriamo, per esempio, la trasformata di Fourier:

Come si vede qui il tempo è la variabile muta dell'integrale: deve sparire.
Se io ho un circuito
lineare e lo faccio passare attraverso una trasformazione lineare (e quella integrali lo sono a causa della linearità dell'operatore integrale) l'uscita sarà una composizione di tutte le operazioni lineari effettuate dai vari componenti, che possiamo considerare separatamente (la buona vecchia sovrapposizione degli effetti per le equazioni differenziali).
E' quindi sufficiente, per studiare un circuito lineare, calcolare la trasformata di ogni componente presente nel circuito e quindi risolvere la rete trovando la tensione o la corrente interessata. Si potrà poi trovare la funzione nel dominio del tempo antitrasformando la funzione trovata.
Capisco che detto così non è chiaro, ma va bene per essere riletto quando avrai le cose un po' più chiare.
Proviamo allora a fare qualche esempio:
Trasformiamo un resistore.La legge che lega la tensione e la corrente in un resistore è:
V=R I
Se il resistore è lineare R non dipende dal tempo.
Applichiamo la trasformata all'equazione:

Viene fuori:

ma R è lineare:

quindi sotto il segno di integrale c'è la trasformata della corrente:

beh... il resistore, nel dominio della frequenza, non cambia molto...
Proviamo con un condensatore:Applichiamo la trasformata all'equazione:

ottenendo:

Abbiamo l'integrale di una derivata... potremmo applicare il teorema fondamentale del calcolo integrale... se non fosse per l'esponenziale...
usiamo uno sporco trucco da matematici.
E' vera l'identità:
quindi potremmo scrivere:
che si presta ad essere sostituito nella trasformata:
adesso possiamo applicare il teorema fondamentale del calcolo integrale:
valutando gli estremi si ha:
Le trasformate di Fourier considerano le condizioni iniziali nulle, cioè v(0)=0.
Si ha che:
o, scritto in altro modo:
C è costante, quindi:
da cui, finalmente:
o se vogliamo scriverlo in un altro modo:

Si vede che, questa equazione ricorda l'equazione che descrive il legame tensione/corrente di una resistenza.
Una rete composta da resistenze e da condensatori si può studiare con tutte le leggi già viste per le rete composte da sole resistenze.
Prova a estendere il risultato per gli induttori.
Se non ci riesci o se hai dei dubbi (all'inizio ce ne sono sempre e tanti) sarò felice di aiutarti qualora ne sia in grado.
Ciao,
Pietro.

PS: Toolkit:
Formulario di trigonometria:
http://www.matematicamente.it/staticfiles/appunti/Trigonometria-formule.pdfFormulario trasformate di Fourier:
http://cucciolo.dibe.unige.it/IPRS/ce-tlc/Appendice%20-%20Tabelle.pdfApprofondimenti sui fasori:
http://it.wikipedia.org/wiki/Trasformata_di_Steinmetz