considerando un inveter trifase 6 step, data una tensione continua in ingresso per via delle commutazioni degli swicth ottengo una tensione alternata in uscita. Vorrei sapere come si fa a variare la tensione in uscita e la frequenza distintamente, a meno che una dipenda per forza dall'altra, senza utilizzo di altri componenti come chopper.
Passando ai PWM la stessa domanda. come si varia tensione e frequenza ? per caso la tensione aumentando il segnale di riferimento e la frequenza aumentando l'indice di modulazione ????
Grazie mille a tutti, gentilissimi
Come variare V e f in un inverter???
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SandroCalligaro,
mario_maggi,
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Quando parli di inverter con regolazione V/f intendi quelli per motori trifase?
In questo caso frequenza e tensione sono completamente slegati tra loro e regolabili in modo distinto.
Ma quale frequenza è regolabile? In un inverter ce ne sono più di una. L'obiettivo è fare si che il motore creda di ricevere corrente ad una frequenza variabile rispetto all'intorno di quella nominale, ad esempio, per un motore a 50 Hz, si passa tipicamente da 20 Hz fino a 80 Hz, ragionevolmente.
Invece, il segnale PWM viene modulato a frequenza molto maggiore, tipicamente 4 kHz, affinché l'induttanza degli avvolgimenti filtri tensione e corrente risultanti, sotto forma di andamento pseudo sinusoidale.
Tutto questo accade indipendentemente da quale rapporto di duty-cycle sia impresso alla tensione: che può essere costante, (corrente continua), o variabile, per generare appunto la frequenza di base. La regolazione di tensione avviene molto semplicemente controllando e limitando il rapporto di duty-cycle, sicché, una variazione ciclica del duty -cycle tra 0% ed il 30% produrrà una tensione più bassa di una variazione compresa la lo 0% ed il 60%.
Variare il duty-cucle non significa per forza usare sempre l'intera banda 0% / 100%, si può tranquillamente imporre una banda limitata tra questi due estremi.
Mi piacerebbe farti alcuni grafici, ma non ne ho il tempo, e la rete ne è piena.
In questo caso frequenza e tensione sono completamente slegati tra loro e regolabili in modo distinto.
Ma quale frequenza è regolabile? In un inverter ce ne sono più di una. L'obiettivo è fare si che il motore creda di ricevere corrente ad una frequenza variabile rispetto all'intorno di quella nominale, ad esempio, per un motore a 50 Hz, si passa tipicamente da 20 Hz fino a 80 Hz, ragionevolmente.
Invece, il segnale PWM viene modulato a frequenza molto maggiore, tipicamente 4 kHz, affinché l'induttanza degli avvolgimenti filtri tensione e corrente risultanti, sotto forma di andamento pseudo sinusoidale.
Tutto questo accade indipendentemente da quale rapporto di duty-cycle sia impresso alla tensione: che può essere costante, (corrente continua), o variabile, per generare appunto la frequenza di base. La regolazione di tensione avviene molto semplicemente controllando e limitando il rapporto di duty-cycle, sicché, una variazione ciclica del duty -cycle tra 0% ed il 30% produrrà una tensione più bassa di una variazione compresa la lo 0% ed il 60%.
Variare il duty-cucle non significa per forza usare sempre l'intera banda 0% / 100%, si può tranquillamente imporre una banda limitata tra questi due estremi.
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Candy
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Forse può interessarti questo post. Per variare la frequenza fondamentale della tensione di uscita basta variare opportunamente quella del segnale modulante 
Emanuele Lorina
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Lele_u_biddrazzu
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se ti va di leggere credo che qui troveresti tutte le tue risposte:
http://ftp-dee.poliba.it:8000/Dellaquil ... i%20CC_CA/
(se esce una finestra di login, cliccare su Accesso anonimo)
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wetfa ha scritto:e poi l'ultima cosa, riguardo alle armoniche di tensione, quale dei due ne possiede di piu e per quale motivo
Il discorso è un po' lunghetto, tuttavia con la modulazione PWM si riesce ad ottenere una tensione in uscita contenente la frequenza fondamentale desiderata e ulteriori armoniche multiple della frequenza della portante. Dato l'elevato valore della frequenza della portante e la natura fortemente induttiva dei motori, la corrente assorbita da quest'ultimi si può ritenere pressoché sinusoidale. Quanto detto non è vero per la modulazione six-step che inoltre non permette la variazione della frequenza della tensione in uscita
Emanuele Lorina
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Ops... scusa in questo periodo sono un po' distratto
Volevo dire che la frequenza della tensione in uscita è funzione di quella di commutazione, mentre l'ampiezza non può essere variata se non agendo direttamente sul dc-link
Ovviamente sto parlando del funzionamento six-step.
Emanuele Lorina
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