Salve,
mi sono trovato più volte a discutere nella mia azienda su questo argomento, però nonostante le tante risposte, nessuno ancora riesce a convincermi del contrario, anche perché nessuno porta un sostegno documentale alla propria tesi. Vengo al dunque.
Io sostengo che in occasione di lavori in bassa tensione, se considerati complessi, e sappiamo che in taluni casi questa è facoltà del preposo ai lavori deciderlo, bisogna redigere il Piano di Lavoro e Piano di Intervento.
Molti colleghi, anche miei superiori, sostengono che per i lavori in bassa tensione non è mai necessario redigere un Piano di Lavoro, al massimo, se il lavoro è considerato complesso, il Piano di Intervento. Ora, dal momento che forse questo particolare aspetto non è menzionato nella norma CEI 11-27, non dico che io debba avere per forza ragione, ma vorrei che qualcuno nell'obbiettare la mia tesi, sia abbastanza convincente, anche portando a proprio favore elementi documentali anche legislativi, a cui io possa attingere informazioni e a cui far riferimento.
Vi ringrazio tutti, e spero di trovare una soluzione.
CEI 11-27 dubbi interpretativi
Moderatori:
sebago,
MASSIMO-G,
lillo,
Mike
21 messaggi
• Pagina 1 di 3 • 1, 2, 3
0
voti
0
voti
petersen ha scritto: sostengono che per i lavori in bassa tensione non è mai necessario redigere un Piano di Lavoro, al massimo, se il lavoro è considerato complesso, il Piano di Intervento.
(CEI 11-27 art 3.23 )Il responsabile dell'impianto è la persona designata alla più alta responsabilità nella conduzione di impianto.
(CEI 11-27 art 6.1) I suoi compiti principali,in relazione all'esecuzione di lavori elettrici sono..
-redazione del piano di lavoro da compilarsi nel caso di lavori complessi (in genere lavori fuori tensione)
-programmazione ed esecuzione delle eventuali modifiche gestionali e delle manovre necessarie per mettere in sicurezza l'impianto elettrico e poter eseguire il lavoro
-individuazione dell aparte di impianto elettrico interessato ai lavori e della relativa zona di lavoro (in collaborazione con il preposto)
-sezionamento delle possibili fonti di alimentazione dell'impianto interessato ai lavori fuori tensione ed eventuale sezionamento
-prendere provvedimenti per impedire eventuali richiusure intempestive (cartelli monitori9
-informare il preposto ai lavori degli eventuali rischi elettrici
-consegna dell'impianto al preposto ai lavori
.....
(CEI 11-27 art3.27) un lavoro è complesso se viene svolto su un impianto complesso o in particolari situazioni di pericolo.
fonte guida blu num.10
0
voti
Si, ma c'è scritto da qualche parte che anche per i lavori in bassa tensione in taluni casi è necessario il piano di lavoro ?
0
voti
sempre secondo la guida TNE num 10
il Piano di lavoro CEI 11-27 art 8.3 è un documento che deve essere compilato e dove siano indicate le modifiche da apportare all'impianto e mantenere durante l'intervento necessarie per garantire la sicurezza.
Ed in genere viene predisposto nei lavori complessi fuori tensione e consegnato al preposto ai lavori al fine di garantire che siano stati presi i provvedimenti necessari per mettere in sicurezza l'impianto.
Nei lavori complessi sotto tensione il piano di lavoro è necessario solo quando il responsabile dell'impianto deve comunicare al preposto ai lavori particolari situazioni di rischio.
Pertanto da quanto esposto mi par di capire che ilpiano di lavoro riconosca la sua applicazione per lavori complessi in assenza di tensione ed in presenza di tensione, ma aspetto importante è il suo obiettivo di garantire le condizioni di sicurezza per operare in sicurezza, pertanto una sua applicazione non può ch rendere questo aspetto migliorativo. (è il mio opinabile punto di vista)
il Piano di lavoro CEI 11-27 art 8.3 è un documento che deve essere compilato e dove siano indicate le modifiche da apportare all'impianto e mantenere durante l'intervento necessarie per garantire la sicurezza.
Ed in genere viene predisposto nei lavori complessi fuori tensione e consegnato al preposto ai lavori al fine di garantire che siano stati presi i provvedimenti necessari per mettere in sicurezza l'impianto.
Nei lavori complessi sotto tensione il piano di lavoro è necessario solo quando il responsabile dell'impianto deve comunicare al preposto ai lavori particolari situazioni di rischio.
Pertanto da quanto esposto mi par di capire che ilpiano di lavoro riconosca la sua applicazione per lavori complessi in assenza di tensione ed in presenza di tensione, ma aspetto importante è il suo obiettivo di garantire le condizioni di sicurezza per operare in sicurezza, pertanto una sua applicazione non può ch rendere questo aspetto migliorativo. (è il mio opinabile punto di vista)
0
voti
Il mese scorso durante il corso 11-27 svoltosi al cei al quale ho partecipato è stata posta una interessante domanda.
Cosa si intende per lavoro complesso... la risposta ad oggi rimane a discrezione del preposto ai lavori visto che non vi sono linee guida che specificano il "lavoro complesso" (sono comunque allo studio a detta del relatore cei).
Un consiglio però che ci è stato dato è quello di redarre sempre in caso di lavori sotto tensione od in prossimità il suddetto piano proprio per evitare in caso di incidenti ulteriori problemi.
Ovviamente la prima regola rimane sempre il buon senso.
Il preposto comunque deve essere sempre presente per tutta la durata dei lavori.
Cosa si intende per lavoro complesso... la risposta ad oggi rimane a discrezione del preposto ai lavori visto che non vi sono linee guida che specificano il "lavoro complesso" (sono comunque allo studio a detta del relatore cei).
Un consiglio però che ci è stato dato è quello di redarre sempre in caso di lavori sotto tensione od in prossimità il suddetto piano proprio per evitare in caso di incidenti ulteriori problemi.
Ovviamente la prima regola rimane sempre il buon senso.
Il preposto comunque deve essere sempre presente per tutta la durata dei lavori.
0
voti
Aggiungo una nota...
Per chi abbia voglia e tempo oltre alla cei 11-27 edizione terza suggerisco di dare una lettura anche alla cei en 50110-1 edizione seconda.
I testi letti congiuntamente chiariscono la maggior parte dei dubbi che possono insorgere sul tema.
Aimè unica pecca il costo €60 il primo ed €75 il secondo (soldi comunque spesi bene visto l' importanza degli argomenti trattati)
Per chi abbia voglia e tempo oltre alla cei 11-27 edizione terza suggerisco di dare una lettura anche alla cei en 50110-1 edizione seconda.
I testi letti congiuntamente chiariscono la maggior parte dei dubbi che possono insorgere sul tema.
Aimè unica pecca il costo €60 il primo ed €75 il secondo (soldi comunque spesi bene visto l' importanza degli argomenti trattati)
0
voti
MassimoB ha scritto:non vi sono linee guida che specificano il "lavoro complesso"
se non erro la Norma Tecnica CEI 11-27 art 3.27 indica un "lavoro complesso" quando si svolge su di un "impianto complesso" con particolari condizioni di pericolo, ed indica come "impianto complesso" un impianto o parte di esso i cui circuiti risultino fisicamente articolati o poco controllabili a vista per l aparticolar edisposizione dei componenti e dei circuiti in occasione di lavori o per il numero possibile di alimentazioni o per la presenza di impianti in alta o media tensione.
Mentre un impianto in bassa tensione può essere complesso solo in casi particolari, ad esempio un quadro con più alimentazioni, o quando si svolge lavoro in pèrossimità di parti in tensione MT o AT o quando il lavoro articolato su un impianto estseso non consente di aver eil controllo dei componenti su cui si interviene.
Ora io aggiungerei che qualora si ravvisi una particolare condizione operativa in cui ci siano potenziali condizioni di rischio sia corretto redigere il Piano di lavoro, al fine di valutare tutte le possibili misure da adottare per eseguire il lavoro in tutta sicurezza seguendo le linee guida del documento come la norma stess aindica a partire dai necesserari DPI richiesti.
Oltre la mia piccola interpretazione sono certo che una migliore risposta potrà senza alcun dubbio fornirla chi delle Norme CEI ne ha a fatto una sua professione ovvero
1
voti
Certamente sono d'accordo con te nel dire che l' articolo 3.27 è esaudiente per quanto riguarda MT ed AT ma per la bassa tensione a parte i casi di più alimentazioni non definisce linee guida precise infatti cita
Ovviamente questa è una mia interpretazione di quanto letto e sentito dal relatore e quindi sarei felicissimo se un esperto del cei (sopra citato) ci delucidasse sull' argomento.
Sicuramente posso dire che le 20 ore di corso (11-27+RA) svolte al cei sono state davvero utili sia per i contenuti che per i metodi dei relatori, per chi non avesse ancora svolto la formazione 11-27 mi sento di consigliare il cei come riferimento.
Definire se un impianto è complesso è compito del proprietario o gestore dell' impianto sulla base di un' analisi preventiva del rischio mirata a valutare quali difficoltà potranno incontrare eventuali persone coinvolte in attività sugli impianti eletrrici gestiti,ad essi connesse e vicino ad essi
Ovviamente questa è una mia interpretazione di quanto letto e sentito dal relatore e quindi sarei felicissimo se un esperto del cei (sopra citato) ci delucidasse sull' argomento.
Sicuramente posso dire che le 20 ore di corso (11-27+RA) svolte al cei sono state davvero utili sia per i contenuti che per i metodi dei relatori, per chi non avesse ancora svolto la formazione 11-27 mi sento di consigliare il cei come riferimento.
0
voti
MassimoB ha scritto:..per la bassa tensione a parte i casi di più alimentazioni non definisce linee guida precise..
hai ragione, ma quello che a mio avviso si deve considerare è proprio l'aspetto della valutazione sul tipo di lavoro da intraprendere (complesso o meno) ed il relativo impianto (complesso o meno) in funzione dell'eventuale fattore di rischio presente che richieda eventuali misure/procedure per mettere in sicurezza l'area e/o impianto per rendere sicuro lo svolgimento del lavoro per chi opera.
Quindi credo che pur non specificando l'aspetto del lavoro in BT sia esso fuori tensione o in presenza di tensione (per i quali comunque sono previsti dei DPI e procedure) qualora si ravvisi la necessità di procedurare determinate manovre per l'esecuzione di un lavoro o mettere in sicurezza un'area da particolari rischi presenti (es sostanze pericolose...) non è errato stilare un Piano di lavoro con tutte le indicazioni che ne seguono, purtroppo in genere l'aspetto di queste procedure a volte viene visto come una "una perdita di tempo" e non come un "ulteriore strumento di sicurezza" cosa che di questi tempi non guasterebbe di certo.
1
voti
mir ha scritto:purtroppo in genere l'aspetto di queste procedure a volte viene visto come una "una perdita di tempo" e non come un "ulteriore strumento di sicurezza" cosa che di questi tempi non guasterebbe di certo.
Sono d'accordo al 100% con te, peccato che non siano in molti a pensarla in questo modo

21 messaggi
• Pagina 1 di 3 • 1, 2, 3
Torna a Impianti, sicurezza e quadristica
Chi c’è in linea
Visitano il forum: Nessuno e 34 ospiti

Elettrotecnica e non solo (admin)
Un gatto tra gli elettroni (IsidoroKZ)
Esperienza e simulazioni (g.schgor)
Moleskine di un idraulico (RenzoDF)
Il Blog di ElectroYou (webmaster)
Idee microcontrollate (TardoFreak)
PICcoli grandi PICMicro (Paolino)
Il blog elettrico di carloc (carloc)
DirtEYblooog (dirtydeeds)
Di tutto... un po' (jordan20)
AK47 (lillo)
Esperienze elettroniche (marco438)
Telecomunicazioni musicali (clavicordo)
Automazione ed Elettronica (gustavo)
Direttive per la sicurezza (ErnestoCappelletti)
EYnfo dall'Alaska (mir)
Apriamo il quadro! (attilio)
H7-25 (asdf)
Passione Elettrica (massimob)
Elettroni a spasso (guidob)
Bloguerra (guerra)


