Impedenza nominale
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IsidoroKZ
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claudiocedrone
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Per far schiattare un finale bisogna normalmente mettersi di impegno.
La rottura da eccessiva potenza dissipata puo` capitare se si amplifica un segnale di ampiezza costante ed elevata magari su carico induttivo, che da` la massima dissipazione di potenza. Altro caso una continua di opportuno valore (meta` dell'alimentazione) su carico resistivo. Ma queste non sono condizioni normali. Il segnale audio di solito ha dei picchi abbastanza brevi, tali da non riuscire a dare un sovraccarico termico dei finali, per male che siano fatti.
Altro tipo di rottura e` dovuto all'autoscillazione dei finali: in questo caso la rottura e` abbastanza rapida e i colpevoli sono di solito una cattiva progettazione accoppiata con una impedenza di carico particolarmente critica per quell'amplificatore.
Infine la risposta diretta alla tua domanda. Un altoparlante ha una impedenza abbastanza complicata, con risonanze meccaniche viste dai morseti elettrici. E` possibile costruire dei segnali ad hoc tali da far assorbire in transitorio dei picchi di corrente abbastanza piu` alti della corrente nominale. Sono segnali fatti apposta, costruiti a tavolino che fanno assorbire in transitorio all'altoparlante correnti anche due o tre volte maggiori di quella nominale. Anche in questo caso pero` il picco e` di breve durata e soprattutto questi segnali non sono parte di brani di musica.
Questi picchi di corrente non nascono dal fatto che l'impedenza si abbassa a certe frequenze, e` un comportamento che dipende da "eccitazione in controfase" di risonanze dell'altoparlante. C'era un vecchio articolo in proposito, non ricordo il riferimento. Ce l'ho da qualche parte ma al momento non saprei dove cercarlo in tempi brevi.
La rottura da eccessiva potenza dissipata puo` capitare se si amplifica un segnale di ampiezza costante ed elevata magari su carico induttivo, che da` la massima dissipazione di potenza. Altro caso una continua di opportuno valore (meta` dell'alimentazione) su carico resistivo. Ma queste non sono condizioni normali. Il segnale audio di solito ha dei picchi abbastanza brevi, tali da non riuscire a dare un sovraccarico termico dei finali, per male che siano fatti.
Altro tipo di rottura e` dovuto all'autoscillazione dei finali: in questo caso la rottura e` abbastanza rapida e i colpevoli sono di solito una cattiva progettazione accoppiata con una impedenza di carico particolarmente critica per quell'amplificatore.
Infine la risposta diretta alla tua domanda. Un altoparlante ha una impedenza abbastanza complicata, con risonanze meccaniche viste dai morseti elettrici. E` possibile costruire dei segnali ad hoc tali da far assorbire in transitorio dei picchi di corrente abbastanza piu` alti della corrente nominale. Sono segnali fatti apposta, costruiti a tavolino che fanno assorbire in transitorio all'altoparlante correnti anche due o tre volte maggiori di quella nominale. Anche in questo caso pero` il picco e` di breve durata e soprattutto questi segnali non sono parte di brani di musica.
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Per usare proficuamente un simulatore, bisogna sapere molta più elettronica di lui
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Il 555 sta all'elettronica come Arduino all'informatica! (entrambi loro malgrado)
Se volete risposte rispondete a tutte le mie domande
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IsidoroKZ ha scritto:puo` capitare se si amplifica un segnale di ampiezza costante ed elevata
Quando si fanno delle prove con segnali provenienti da una scheda audo PC, per esempio sinusoide 1 kHz @ -2 dBfs per periodi prolungati ...si rischia di danneggiare qualcosa ?
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Dipende da come e` progattato l'amplificatore. COn segnale sinusoidale la potenza massima dissipata con carico resistivo, si ha con tensione di uscita di picco pari al 67% (mi pare, non mi ricordo di preciso) rispetto alla tensione di alimentazione. Talvolta gli amplificatori di bassa qualita` non riescono a tenere per lungo tempo la condizione di massima dissipazione, anche se stando alle norme di collaudo dovrebbero.
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