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Guerra » 17 nov 2012, 13:49
L'evoluzione tecnologica ha portato, ha costretto l'uomo per continuare a farsi capire, ad interagire e comunicare, dicevo ha portato l'uomo a dover "aggiornare" il proprio vocabolario con nuovi vocaboli; creati ex novo o ripresi da vocaboli esistenti e adattati all'uso.
Ciò che è scorretto secondo me e soprattutto porta all'impoverimento del linguaggio è la sostituzione di vocaboli, non l'aggiunta. In molti al giorno d'oggi sostituiscono vocaboli inglesi (perché più tecnici?) con il vocabolo italiano. L'ho già detto in altre discussioni: se gli stessi giornalisti sono ignoranti, questi trasmettono ignoranza. Non è accettabile; o non lo dovrebbe essere.
Sul discorso appartenenza al mondo.
Non sono del tutto d'accordo. Ci sono differenze alle volte troppo marcate per poter fondere culture, linguaggi. Non lo vedo nemmeno come un limite o una cosa ingiusta "appartenere" a gruppi. Dipende ovviamente cosa vuol dire e come ci si comporta di conseguenza. Si può essere fratelli comunque; l'errore è sempre quello di pensarsi migliori o superiori. Questo porta alle guerre, non le differenze. Se queste fossero intese come ricchezze, potremmo essere anche buoni vicini, fratelli pacifici e allo stesso tempo appartenere a tradizioni e gruppi diversi.
Può esserci una lingua modniale per comunicare, ma non necessariaemnte dev'essere quella che si parla a casa. A casa io parlo il dialetto; con altri parlo in italiano. E' una ricchezza, non una povertà questa.
TardoFreak ha scritto:libertà, fratellanza, tolleranza, rettitudine
Sono valori che possono esistere anche senza "globalizzazione"; il problema è se vi sono diverse interpretazioni del significato di questi valori.
"Le domande non sono mai indiscrete. Le risposte lo sono a volte"
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