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Alimentare un MT scatolato dai terminali d'uscita

Progettazione, esercizio, manutenzione, sicurezza, leggi, normative...

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[11] Re: Alimentare un MT scatolato dai terminali d'uscita

Messaggioda Foto Utentemir » 29 mar 2013, 21:49

MassimoB ha scritto:non è sempre possibile sezionare a monte dell' interruttore generale del quadro per motivi vari di servizio, quindi bisogna lavorare in tensione rispettando tutto ciò che la norma CEI 11-27 prescrive e soprattutto il buon senso.

questo è vero,ma è pur vero che bisogna valutare di caso in caso quale siano le condizioni operativie, se l'intervento richiede di operare su parti di impianto e/o macchina, la procedura di messa in sicurezza o fuori servizio è indispensabile per operare sia che si tratti di un intervento di natura elettrica sia che si tratti di unintervento di natura meccanica sia che si tratti di un intervento di natura meccanica.
Nello specifico dell'intervento di natura elettrica, vien da se che se sono garantite le protezioni d aprti attive (collegamenti a int gen) e non necessita un sezionamento totale di alimentazione mentre è sufficiente un sezionamento paraziale relativo la circuito in cui si opera le misure strumentali verificheranno la presenz ao meno di tensione nel circuito parzialmente sezionato e si potrà operare, ma se l'intervento richiede di togliere alimentazione all'int gen che se ne dica non c'è motivo di servizio che tenga si seziona monte o dal power center o dalla sottostazione se necessario. ;-)
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[12] Re: Alimentare un MT scatolato dai terminali d'uscita

Messaggioda Foto Utentefaustofossi » 2 apr 2013, 9:40

Il manutentore durante le attività di ripristino è esposto poiché molte verifiche vanno fatte inevitabilmente con il quadro in tensione.
Il timore è piuttosto durante i lavori fuori tensione mal gestiti cioè commissionati al volo "non basta dire a chi esegue il lavoro ricordati di aprire l'interruttore !" .
Un lavoro non "complesso secondo la norma" potrebbe rivelarsi + pericoloso se assegnato con superficialià e mal organizzato.
Purtroppo è frequente che nei luoghi di lavoro per fretta e urgenza , si scavalchino le regole di buona condotta
percui mi pare che accettare questo tipo di collegamento sia come eliminare un' altra vecchia convenzione attorno alla quale negli anni passati forse siamo riusciti ad evitare qualche incidente.
L'azione "ragionevolmente prevedibile" viene spesso citata nelle norme, ma la logica che guida le azioni umane non è cosa facile da prevedere e forse di questo ci si dimentica spesso quando si scrivono le norme e si cambiano le regole.
Ciao a tutti e grazie del vostro contributo
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[13] Re: Alimentare un MT scatolato dai terminali d'uscita

Messaggioda Foto Utentemir » 2 apr 2013, 13:02

faustofossi ha scritto:Il timore è piuttosto durante i lavori fuori tensione mal gestiti cioè commissionati al volo "non basta dire a chi esegue il lavoro ricordati di aprire l'interruttore !" .
Un lavoro non "complesso secondo la norma" potrebbe rivelarsi + pericoloso se assegnato con superficialià e mal organizzato.

Quando si esegue/richiede/commisiona un lavoro di manutenzione ordinaria/straordinaria di tipo elettrico è buona norma e buon senso seguire quanto suggerisce la norma a seconda della tipologia/categoria di lavoro elettrico fornendo anche suggerimenti per procedurare le necessarie manovre ed i necessari strumenti per poter lavorare in sicurezza,mettendo in sicurezza l'impianto/la macchina dove si dovrà operare.
Un lavoro di tipo complesso o meno che sia, se si seguono le indicazioni che la norma suggerisce in merito all'eseguzione di lavoro elettrico e le attività di messa in sicurezza di ambienti confinati, il rischio quantomeno viene ridotto, nella misura di quello che la norma prevede ed i comportamenti adeguati suggeriscono.
faustofossi ha scritto:...nei luoghi di lavoro per fretta e urgenza , si scavalchino le regole di buona condotta

fretta ed urgenza, non sono ammesse quando si opera in un campo come quello "elettrico", disattendere una semplice procedura, o norma o manovra per quanto semplice che sia, può costare la vita del diretto interessato, c'è ben poco da andare di fretta, fra le altre cose la norma o meglio il legislatore non ammette questo tipo di comportamento formando e informando le figure dirett einteressate, pertanto oltre il danno anche la beffa,perché la fretta di compier eun'azione per rimettere in marcia una macchina e/o impianto può costare per un errore al diretto interessato la vita, quindi si va di fretta dall'altra parte, mentre se lamacchina e/o impianto ripart ein fretta la medaglia non la danno a nessuno. ;-)
Attenersi aquanto suggerisce la norma e le procedure, senza inventarsi nulla e ancor di più senza bypassare nulla.
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[14] Re: Alimentare un MT scatolato dai terminali d'uscita

Messaggioda Foto Utentefaustofossi » 2 apr 2013, 16:24

Hai ragione MIR .
So bene che le norme non devono essere ignorate se si vuole avere la presunzione di operare secondo la regola dell'arte ed in sicurezza. Da quando mi occupo di manutenzione elettrica "30 anni circa" non ho trovato così frequentemente interruttori alimentati dall'uscita perché alimentarli sulla parte superiore (installandolo quindi in un certo modo)è quasi un rappresentare il flusso logico dell'energia elettrica e del potenziale.
In 30 anni ho constatato cambiamenti di numerose norme di prodotto riferite ai componenti elettrici ed alla loro installazione ma non sempre convincenti ; a prima vista parevano + per agevolare il mercato e non sempre la sicurezza.
Questa concessione di cablaggio mi pare una di queste.
ciao
Grazie
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[15] Re: Alimentare un MT scatolato dai terminali d'uscita

Messaggioda Foto Utenteattilio » 3 apr 2013, 1:18

Forse il problema sta proprio nel fatto che le norme non indicano, o comunque non prescrivono, che gli interruttori debbano essere alimentati necessariamente dall'alto (o da destra, in caso di montaggi orizzontali).
Purtroppo la consuetudine di un'operazione, la routine, la cosa fatta in automatico, anche quando non si tratta di interventi di manutenzione di grande levatura, può comportare paradossalmente un rischio non considerato.
Per questo bisognerebbe sempre agire seguendo una check-list sequenziale delle operazioni (e sarebbe preferibile avercela nero su bianco).

Saluti
Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera


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[16] Re: Alimentare un MT scatolato dai terminali d'uscita

Messaggioda Foto Utentemir » 3 apr 2013, 11:32

Attilio ha scritto:Per questo bisognerebbe sempre agire seguendo una check-list sequenziale delle operazioni (e sarebbe preferibile avercela nero su bianco).

Hai ragione Attilio, ed in effetti le check-list esistono ma si utilizzano in genere in interventi in cui la valutazione del rischio da parte degli interessati (aziende-imp.manutenz. etc) le ha rese obbligatorie, nel mio caso ad esempio sono utilizzate per ogni intervento che interessi la parte di MT, le procedure di messa in sicurezza/intervento seguono passo passo tutto ciò che è indicato anzi scritto sulle check-list meglio nominata appunto come procedura num ... ed ognuna di esse prevede ogni possibile situazione di intervento e/o mess ain sicurezza, e sono realizzate in modo da avere il percorso procedurale scritto in tutti e due i sensi, ad esempio quello di messa in sicurezza e quello di rimessa in servizio.
Mentre nella routine degli interventi di manutenzione ordinara, straordinaria e/o su guasto, le procedure interessano la parte di messa in sicurezza o fuori servizio e di ripristino ed anche in tal senso esistono delle check-list che interessano maggiormente (o almeno dovrebbero) coloro che richiedono la messa fuori servizio; per quanto concerne l'aspetto e la parte del manutentore elettrico esistono invece delle procedure scritte con riferimenti normativi sulla modalità di eseguzione sempre relative alla mess ain servizio e fuori servizio di impianto e/o macchina, inerente all'intervento rimane la formazione del singolo per gli aspetti relativi al lavoro elettrico, o meglio quanto contempla la CEI11-27, ed il buon senso di ognuno di noi. ;-)
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