Cos'è ElectroYou | Login Iscriviti

ElectroYou - la comunità dei professionisti del mondo elettrico

Certificazioni impianti elettrici

Progettazione, esercizio, manutenzione, sicurezza, leggi, normative...

Moderatori: Foto Utentesebago, Foto UtenteMASSIMO-G, Foto Utentelillo, Foto UtenteMike

9
voti

[31] Re: Certificazioni impianti elettrici

Messaggioda Foto UtenteMike » 8 apr 2013, 20:59

posta10100 ha scritto:Cosa rientra nella manutenzione ordinaria?


Spostare dei punti presa e punti luce su una tramezza... :^o In realtà sarebbe manutenzione straordinaria e quindi soggetta al DM 37/08, ma quando lo stato è ladro, bisogna combatterlo con le stesse armi. :-" Il tecnico del comune al 99,99% non capisce una emerita mazza di impianti, inoltre come la grande maggioranza dei burocrati non hanno idea di quello che stanno chiedendo, lo fanno perché è scritto da qualche parte o gli è stato insegnato così, e siccome non si prendono nessuna responsabilità è sufficiente che il geometra che ti segue la pratica scriva che: in merito all'intervento edile in oggetto, non ci sono lavori all'impianto elettrico che rientrano nel campo di applicazione del DM 37/08 tanto che non è previsto l'intervento di nessun elettricista.
--
Michele Lysander Guetta
--
"Non pensare mai al dolore, al pericolo o ai nemici un momento più lungo del necessario per combatterli." — Ayn Rand
Avatar utente
Foto UtenteMike
55,6k 7 10 12
G.Master EY
G.Master EY
 
Messaggi: 17010
Iscritto il: 1 ott 2004, 18:25
Località: Conegliano (TV)

0
voti

[32] Re: Certificazioni impianti elettrici

Messaggioda Foto Utenteposta10100 » 8 apr 2013, 21:13

Ti ringrazio della dritta, questa me la segno e la giro al geometra.
http://millefori.altervista.org
Tool gratuito per chi sviluppa su millefori.

Tutti sanno che una cosa è impossibile da realizzare, finché arriva uno sprovveduto che non lo sa e la inventa. (A. Einstein)
Se non c'e` un 555 non e` un buon progetto (IsidoroKZ)

Strumento per formule
Avatar utente
Foto Utenteposta10100
5.550 4 10 13
Master EY
Master EY
 
Messaggi: 4832
Iscritto il: 5 nov 2006, 0:09

1
voti

[33] Re: Certificazioni impianti elettrici

Messaggioda Foto UtentePierluigi2002 » 8 apr 2013, 21:52

Dieci Regole Per Non Prendere Fregature
Scritto da admin | Pubblicato: 2 maggio 2010

Come fare per trovare l’impresa più adatta alle proprie esigenze? Come evitare manodopera poco qualificata o conti troppo salati? Come trovare le imprese elettriche più serie, capaci di consegnare il lavoro in tempo, senza imprevisti o continui ritardi?

Si sa, siamo in periodo di crisi finanziaria. Le banche per sopravvivere hanno chiuso i rubinetti del credito e le imprese che necessitano di prestiti anche a breve termine semplicemente perché qualche fornitore non ha ancora pagato, non ottengono il danaro di cui hanno bisogno.

In questa situazione generale piuttosto precaria non è semplice trovare una impresa che “stia bene” e garantisca tempi certi di consegna, un lavoro eseguito secondo le norme di sicurezza imposte dalla legge e utilizzando materiali di pregio.

A tutto questo si aggiunge un secondo fenomeno che ha impattato negativamente sulla qualità della manodopera: l’Italia è stata interessata in questi anni da flussi migratori che si sono riversati in buona parte nelle varie declinazioni del settore edile, tra cui si annovera anche il settore dell’impiantistica elettrica.

Molte persone giunte nel nostro paese alla ricerca di un lavoro hanno imparato il mestiere di elettricista, aprendo in alcuni casi una partita iva. Molti si contraddistinguono per essere grandi lavoratori, validi ed efficienti, altri (in alcuni casi purtroppo sfruttati da cinici imprenditori italiani) tendono a trasgredire le norme per potere uscire sul mercato a tutti i costi con il prezzo più basso.

In queste situazioni il consumatore non sa mai se i lavoratori sono in pagati in nero, se le imprese sono veramente certificate, se il prezzo più basso è stato ottenuto dall’acquisto di materiale scadente, magari proveniente da un paese nel quale la produzione è effettuata sfruttando il lavoro minorile e quant’altro.

Il fenomeno è simile a quello dell’immigrazione cinese che ha – in alcuni casi – portato alla creazione di imprese nel settore tessile che non pagano le tasse, trasgrediscono le norme, sfruttano il personale per più di 14 ore al giorno ed effettuano una concorrenza sleale nei confronti delle imprese in regola che sono costrette invece a seguire i rigidi dettami della burocrazia italiana ed europea.

Per governare queste due problematiche (e molte altre ancora) ed evitare di imbattersi in qualche spiacevole fregatura, è utile seguire queste semplici dieci regole, che consentono di identificare imprese solide, valide e dall’esperienza pluriennale:

1) Non chiamare la prima impresa che capita sfogliando le Pagine Gialle, usare servizi che “scremano” le imprese e selezionano quelle più solide ed affidabili (il principale in Italia è AziendeImpiantiElettrici.com, ma ce ne sono altri analoghi)

2) Chiedere ad un’impresa un preventivo di spesa e registrare quanto tempo ci mette a redigerlo. Se non sono in grado di organizzarsi per rispondere nel giro di un paio di settimane, salvo casi eccezionali (per esempio, impianti elettrici per navi o sottomarini), difficilmente riusciranno a rispettare i tempi di consegna del lavoro

3) Valutare se il preventivo è su carta intestata con il marchio dell’impresa, se reca tutti i recapiti della stessa, se riporta la partita iva, se è in bianco/nero o a colori, se ci sono errori di ortografia oppure se è curato nei singoli dettagli: la serietà di una azienda si vede innanzitutto da come comunica con il cliente. Non avere la propria carta intestata oppure inviare pdf in bianco/nero, potrebbe essere un indice di scarsa capacità gestionale oppure di un giro d’affari poco rilevante

4) Effettuare una visura camerale dell’impresa, per valutarne lo stato in regola dei conti finanziari. Se si ritiene di non essere in grado di esaminare lo stato economico di una impresa a partire da una visura oppure se non si volesse spendere tempo e denaro per il servizio, AziendeImpiantiElettrici.com effettua visure camerali annuali su tutte le sue imprese registrate nel proprio circuito e pertanto inserisce un livello di sicurezza ulteriore per quanto riguarda la solidità della sua rete di imprese

5) Diffidare dalle imprese che forniscono un sopralluogo gratuito. Secondo la legge italiana l’uscita dell’artigiano o del professionista è regolata dal “Diritto di Chiamata” che sancisce una tariffa di €25 a cui bisogna aggiungere il costo orario del tecnico. Di conseguenza, un prezzo onesto per un sopralluogo – sempre che l’artigiano o il professionista non debba fare centinaia di kilometri appositamente per giungere sul luogo da visionare – è di circa € 50 (in tutto). L’impresa che è solita fornire questo servizio gratuitamente, chiaramente è costretta a far pagare queste uscite a coloro che gli appaltano un lavoro. Facendo un rapido conto, se una impresa effettua 20 sopralluoghi gratuiti prima di trovare una persona che le commissioni un lavoro, significa che quest’ultima si vedrà rincarare il prezzo del proprio intervento di circa 20*(€50)= €1.000!

6) Controllare che l’impresa abbia un proprio sito Internet, con un proprio dominio registrato, del tipo www.nomeimpresa.it oppure www.nomeimpresa.com. La registrazione di un dominio non costa più di €50 all’anno, se un’impresa fa economia anche su un così potente sistema di comunicazione, non è detto che non lo faccia anche sui materiali.

7) Controllare l’anno di fondazione dell’impresa, per esempio navigando sul sito dell’impresa. Le aziende fondate da meno di cinque anni, potrebbero essere ancora molto fragili e non disporre della giusta esperienza necessaria per mettere in opera al meglio un impianto elettrico civile o industriale a regola d’arte

8) Controllare che nel preventivo si faccia esplicito riferimento alla emissione della Dichiarazione di Conformità, secondo quanto previsto dal Decreto Ministeriale 37/2008 (D.M. 37/08)

9) Controllare che i prezzi riportati nel preventivo siano onesti, consultando un prezziario oppure chiedendo esplicitamente a gente più competente su un forum tematico oppure su Yahoo Answers. Si tenga presente sempre che nel Nord Italia i prezzi sono un 25% più altri rispetto che al Sud e che è fondamentale specificare oltre alla marca, la linea di prodotti che si vuole installare(ci sono serie economiche e serie molto costose a causa della differente lavorazione)

10) Fornire all’impresa una planimetria dell’ambiente nel quale è necessario effettuare i lavori, affinché possa redigere un preventivo il più possibile accurato e realistico.
“vivi il presente“
Avatar utente
Foto UtentePierluigi2002
1.048 2 3 6
Expert
Expert
 
Messaggi: 1599
Iscritto il: 23 gen 2008, 23:12

0
voti

[34] Re: Certificazioni impianti elettrici

Messaggioda Foto UtenteSerafino » 11 apr 2013, 8:57

Facciamo il punto:

1- Ti serve una azienda che ti rilasci la DiCo ed io sono TOTALMENTE favorevole a questo approccio. SEMMAI mi fa schifo come vengono autorizzate queste aziende e quindi, in un certo senso, capisco che la differenza fra un comune cittadino che di mestiere fa il responsabile tecnico di un'azienda di installazioni elettriche (non sua) e l'operaio installatore della ditta X, sia una questione di forma e non di sostanza. Ma dobbiamo anche rispettare la forma
2- Un impianto elettrico vecchio non è sinonimo di pericoloso ma di certo non è nemmeno sinonimo di sicuro quindi, a maggior ragione, serve un qualcuno che ci capisca e ti dica cambialo e lascialo cosi com'è che va bene. Ci sono differenziale e magnetotermici? Ma per fortuna! Da qui a dire che a) sono di tipo e taglia idonei all'impianto attuale e b) sono di tipo e taglia idonei all'uso che ne farai tu ce ne passa una mesata
3- Le opere meccaniche (ovvero in economia) non sono vietate e chiunque, un minimo pilotato, può farsele e farsele scontare
4- Prima di comprare un appartamento io pretenderei che qualcuno mi dicesse che domani l'impianto elettrico non lo incendierà oppure che lo farà e mi faccio fare lo sconto
5- Se l'impianto è vecchio ma ci sono i differenziali siamo in presenza di un bivio: è un vecchio impianto ben fatto oppure qualcuno ci ha messo le mani. Nel caso 2 magari le mani le ha messe un emerito ed io mia figlia in quella casa non la vorrei vedere nemmeno in fotomontaggio!

Quindi la sostanza è: ma chi se ne frega di due prese! Accertati che TUTTO l'impianto sia sicuro
Avatar utente
Foto UtenteSerafino
2.620 1 2 4
Master EY
Master EY
 
Messaggi: 1039
Iscritto il: 19 gen 2007, 19:39

0
voti

[35] Re: Certificazioni impianti elettrici

Messaggioda Foto Utenteposta10100 » 11 apr 2013, 19:19

Serafino ha scritto:Quindi la sostanza è: ma chi se ne frega di due prese! Accertati che TUTTO l'impianto sia sicuro


Che oggi l'impianto sia sicuro o meno non è importante...

O_/
http://millefori.altervista.org
Tool gratuito per chi sviluppa su millefori.

Tutti sanno che una cosa è impossibile da realizzare, finché arriva uno sprovveduto che non lo sa e la inventa. (A. Einstein)
Se non c'e` un 555 non e` un buon progetto (IsidoroKZ)

Strumento per formule
Avatar utente
Foto Utenteposta10100
5.550 4 10 13
Master EY
Master EY
 
Messaggi: 4832
Iscritto il: 5 nov 2006, 0:09

0
voti

[36] Re: Certificazioni impianti elettrici

Messaggioda Foto UtenteSerafino » 15 apr 2013, 8:43

?
Avatar utente
Foto UtenteSerafino
2.620 1 2 4
Master EY
Master EY
 
Messaggi: 1039
Iscritto il: 19 gen 2007, 19:39

0
voti

[37] Re: Certificazioni impianti elettrici

Messaggioda Foto Utenteligabue » 15 apr 2013, 12:24

Scusate se sono un po' OT: dovrei effettuare un lavoro su un impianto elettrico di un vivaio/serra, dove, nel progetto preliminare, è stato inserito un pulsante di sgancio.
Quando è obbligatorio tale sgancio e quando è necessario il CPI? A me sembra che in questo caso non sia necessario...

saluti
Avatar utente
Foto Utenteligabue
570 3 8
Sostenitore
Sostenitore
 
Messaggi: 516
Iscritto il: 27 nov 2006, 1:43
Località: PUGLIA

2
voti

[38] Re: Certificazioni impianti elettrici

Messaggioda Foto UtenteMike » 15 apr 2013, 12:36

ligabue ha scritto:Scusate se sono un po' OT: dovrei effettuare un lavoro su un impianto elettrico di un vivaio/serra, dove, nel progetto preliminare, è stato inserito un pulsante di sgancio.


Preliminare = progetto che non si può utilizzare per l'esecuzione dei lavori, quindi si richiede il progetto esecutivo al progettista.

ligabue ha scritto:Quando è obbligatorio tale sgancio e quando è necessario il CPI? A me sembra che in questo caso non sia necessario...
saluti


Tutti questi aspetti li ha individuati il progettista. I pulsante di sgancio è richiesto per la attività soggette al controllo dei VVF, una serra può essere soggetta se ha generatori di calore con potenzialità superiore a 116 kW termici.
--
Michele Lysander Guetta
--
"Non pensare mai al dolore, al pericolo o ai nemici un momento più lungo del necessario per combatterli." — Ayn Rand
Avatar utente
Foto UtenteMike
55,6k 7 10 12
G.Master EY
G.Master EY
 
Messaggi: 17010
Iscritto il: 1 ott 2004, 18:25
Località: Conegliano (TV)

Precedente

Torna a Impianti, sicurezza e quadristica

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Google [Bot] e 61 ospiti