Futuro del fotovoltaico
Moderatori:
sebago,
mario_maggi
23 messaggi
• Pagina 3 di 3 • 1, 2, 3
0
voti
Indubbiamente ma il mio ragionamento era teso ad altro fine.
-

Giovepluvio
5.978 3 6 10 - G.Master EY

- Messaggi: 2947
- Iscritto il: 21 dic 2010, 1:10
- Località: Mantova
1
voti
Salve a tutti!
io credo che abbiamo visto solo l'inizio di un settore in crollo.
Il settore non morirà, si continuerà a vendere piccoli impianti; ciò perché, nonostante qualcuno sia portato a pensare che l'impianto da 10.000 euro per residenziale sia una grande spesa, va osservato che tale spesa si ripaga da sola e c'è gente ancora sensibile a questo aspetto (certo richiede tempo, ma quante sono le spese che possiamo ad oggi fare sulla casa che ne aumentino il valore e al contempo si ripaghino da sole?).
Ricordiamo che c'è sempre gente che anche con la crisi spende migliaia di euro per accessori o finiture per la casa (mattonelle con finiture di prestigio, cucine in muratura e marmo, apparecchi illuminanti di design in grado di far vomitare uno stercoraro ecc..).
è ovvio che con questa crisi ci sarà molto poco perché il settore fotovoltaico è arrivato alla sua "maturità di prodotto" e si andrà a collocare su volumi di affari paragonabili ad altri prodotti dell'edilizia e impiantistica esistenti da più tempo.
Ricordo che poco prima del 2000 gli installatori di pompe di calore residenziali spuntavano come i funghi ma finita l'espansione di massa e la saturazione del mercato i livelli installativi crollarono.. e crollarono anche i prezzi delle macchine, qualcuno di voi lo ricorda? eppure POCO ma qualcuno (pochissimi) lavora ancora.
Che dire poi del boom di "elettriciai" e imprese nate dopo il DPR 447/91?!?!?!?
Ciò che è gravemente carente al momento è l'assenza per le imprese di possibilità di detrazione e ciò pone gli impianti al pari di qualunque altro bene strumentale di impresa in termini di ammortamento. Con la crisi le aziende non puntano a investire ma al massimo preservare lo status di sopravvivenza.
La cosa brutta è che tutte le vecchie strategie di incentivazione in conto energia son state fatte con una mentalità sbagliata.
avanzo una mia ipotesi:
se invece di dar incentivi si fosse applicato dall'inizio un regime di detrazione fiscale con percentuali allettanti sia per privati che aziende (magari detrazione fiscale e/o compensazione IVA, o ancor meglio su oneri legati alla produzione industriale fino a misure del 60% in 8 anni) non avremmo ottenuto in più i seguenti vantaggi?
1. non si sarebbero pompati i prezzi di mercato e attirato speculazioni estere che arricchiranno per lo più investitori non italiani allontanando ricchezza dal paese
2.avrebbe favorito aziende che già sviluppano e producono in Italia dando un bonus di competitività all'industria Italiana.
Inoltre:
3.se la detrazione avesse avuto un indice di scalabilità in funzione della distanza dal sito produttivo di moduli o inverter?
In quel caso avremmo sviluppato una vera filiera del fotovoltaico acquisendo Know-How a livello nazionale e creato posti di lavoro duraturi; il tutto senza subire attacchi da una economia globalizzata che di globale non ha nulla ( per me globale ha senso se un impresa cinese deve rispettare gli stessi diritti dei lavoratori e oneri di sicurezza di una italiana, altrimenti si chiama concorrenza sleale).
io credo che abbiamo visto solo l'inizio di un settore in crollo.
Il settore non morirà, si continuerà a vendere piccoli impianti; ciò perché, nonostante qualcuno sia portato a pensare che l'impianto da 10.000 euro per residenziale sia una grande spesa, va osservato che tale spesa si ripaga da sola e c'è gente ancora sensibile a questo aspetto (certo richiede tempo, ma quante sono le spese che possiamo ad oggi fare sulla casa che ne aumentino il valore e al contempo si ripaghino da sole?).
Ricordiamo che c'è sempre gente che anche con la crisi spende migliaia di euro per accessori o finiture per la casa (mattonelle con finiture di prestigio, cucine in muratura e marmo, apparecchi illuminanti di design in grado di far vomitare uno stercoraro ecc..).
è ovvio che con questa crisi ci sarà molto poco perché il settore fotovoltaico è arrivato alla sua "maturità di prodotto" e si andrà a collocare su volumi di affari paragonabili ad altri prodotti dell'edilizia e impiantistica esistenti da più tempo.
Ricordo che poco prima del 2000 gli installatori di pompe di calore residenziali spuntavano come i funghi ma finita l'espansione di massa e la saturazione del mercato i livelli installativi crollarono.. e crollarono anche i prezzi delle macchine, qualcuno di voi lo ricorda? eppure POCO ma qualcuno (pochissimi) lavora ancora.
Che dire poi del boom di "elettriciai" e imprese nate dopo il DPR 447/91?!?!?!?
Ciò che è gravemente carente al momento è l'assenza per le imprese di possibilità di detrazione e ciò pone gli impianti al pari di qualunque altro bene strumentale di impresa in termini di ammortamento. Con la crisi le aziende non puntano a investire ma al massimo preservare lo status di sopravvivenza.
La cosa brutta è che tutte le vecchie strategie di incentivazione in conto energia son state fatte con una mentalità sbagliata.
avanzo una mia ipotesi:
se invece di dar incentivi si fosse applicato dall'inizio un regime di detrazione fiscale con percentuali allettanti sia per privati che aziende (magari detrazione fiscale e/o compensazione IVA, o ancor meglio su oneri legati alla produzione industriale fino a misure del 60% in 8 anni) non avremmo ottenuto in più i seguenti vantaggi?
1. non si sarebbero pompati i prezzi di mercato e attirato speculazioni estere che arricchiranno per lo più investitori non italiani allontanando ricchezza dal paese
2.avrebbe favorito aziende che già sviluppano e producono in Italia dando un bonus di competitività all'industria Italiana.
Inoltre:
3.se la detrazione avesse avuto un indice di scalabilità in funzione della distanza dal sito produttivo di moduli o inverter?
In quel caso avremmo sviluppato una vera filiera del fotovoltaico acquisendo Know-How a livello nazionale e creato posti di lavoro duraturi; il tutto senza subire attacchi da una economia globalizzata che di globale non ha nulla ( per me globale ha senso se un impresa cinese deve rispettare gli stessi diritti dei lavoratori e oneri di sicurezza di una italiana, altrimenti si chiama concorrenza sleale).
0
voti
demos81 ha scritto:( per me globale ha senso se un impresa cinese deve rispettare gli stessi diritti dei lavoratori e oneri di sicurezza di una italiana, altrimenti si chiama concorrenza sleale).
vedo che non sono il solo a pensarla così.
23 messaggi
• Pagina 3 di 3 • 1, 2, 3
Torna a Energia e qualità dell'energia
Chi c’è in linea
Visitano il forum: Nessuno e 19 ospiti

Elettrotecnica e non solo (admin)
Un gatto tra gli elettroni (IsidoroKZ)
Esperienza e simulazioni (g.schgor)
Moleskine di un idraulico (RenzoDF)
Il Blog di ElectroYou (webmaster)
Idee microcontrollate (TardoFreak)
PICcoli grandi PICMicro (Paolino)
Il blog elettrico di carloc (carloc)
DirtEYblooog (dirtydeeds)
Di tutto... un po' (jordan20)
AK47 (lillo)
Esperienze elettroniche (marco438)
Telecomunicazioni musicali (clavicordo)
Automazione ed Elettronica (gustavo)
Direttive per la sicurezza (ErnestoCappelletti)
EYnfo dall'Alaska (mir)
Apriamo il quadro! (attilio)
H7-25 (asdf)
Passione Elettrica (massimob)
Elettroni a spasso (guidob)
Bloguerra (guerra)

