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Autovalori e autovettori

Analisi, geometria, algebra, topologia...

Moderatori: Foto UtentePietroBaima, Foto UtenteIanero

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[21] Re: Autovalori e autovettori

Messaggioda Foto UtenteIanero » 31 lug 2013, 11:00

Ci sono un paio di passaggi che non capisco, provo piano piano...

DirtyDeeds ha scritto:Perché quella è la definizione di autovettore: un vettore non nullo \boldsymbol{v}\in \mathbb{K}^n è autovettore di una matrice \boldsymbol{A}\in \mathbb{K}^{n\times n}, con, p.es., \mathbb{K} = \mathbb{R} o \mathbb{K} = \mathbb{C}, se per qualche \lambda\in \mathbb{K}

\boldsymbol{A}\boldsymbol{v} = \lambda \boldsymbol{v}


Bene, come definizione ci sono.
Quindi questo che mi ha detto prima Foto Utentedimaios:
moltiplicando un vettore per una matrice si ottiene il medesimo vettore scalato per una costante

non vale sempre, ma quando accade, vuol dire che quella costante è un autovalore? Giusto?

Perché valga l'uguaglianza sopra si deve avere

(\boldsymbol{A} - \lambda \mathbf{I}_n)\boldsymbol{v} = \mathbf{0}


Questo passaggio logico non l'ho capito, scusa :? Mi fai capire meglio il perché?
:shock:
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[22] Re: Autovalori e autovettori

Messaggioda Foto UtenteDirtyDeeds » 31 lug 2013, 11:17

Ianero ha scritto:non vale sempre, ma quando accade, vuol dire che quella costante è un autovalore? Giusto?


Sì, e quel vettore è un autovettore.

Per il passaggio che non hai capito, parti dall'uguaglianza

\boldsymbol{A}\boldsymbol{v} = \lambda \boldsymbol{v}

Adesso, somma ad entrambi i membri l'opposto di \lambda \boldsymbol{v}, cioè -\lambda \boldsymbol{v} (in uno spazio vettoriale, ogni vettore ha un opposto che sommato con il vettore stesso dà il vettore nullo):

\boldsymbol{A}\boldsymbol{v} - \lambda \boldsymbol{v} = \lambda \boldsymbol{v} -\lambda \boldsymbol{v} = \mathbf{0}

ovvero

\boldsymbol{A}\boldsymbol{v} - \lambda \boldsymbol{v}  =  \mathbf{0}

La matrice identica \mathbf{I}_n ha la proprietà che \mathbf{I}_n \boldsymbol{v} = \boldsymbol{v}, quindi si può scrivere

\boldsymbol{A}\boldsymbol{v} - \lambda \boldsymbol{v}  =  \boldsymbol{A}\boldsymbol{v} - \lambda \mathbf{I}_n\boldsymbol{v} = \mathbf{0}

Raccogliendo \boldsymbol{v} nel secondo passaggio si ottiene l'espressione cercata

(\boldsymbol{A} - \lambda \mathbf{I}_n)\boldsymbol{v} = \mathbf{0}
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[23] Re: Autovalori e autovettori

Messaggioda Foto UtenteIanero » 31 lug 2013, 11:27

Grazie Foto UtenteDirtyDeeds :D
Ora ho solo due curiosità :-)

DirtyDeeds ha scritto:Adesso, somma ad entrambi i membri l'opposto di \lambda \boldsymbol{v}, cioè -\lambda \boldsymbol{v} (in uno spazio vettoriale, ogni vettore ha un opposto che sommato con il vettore stesso dà il vettore nullo):

Non è la stessa cosa che portare direttamente all'altro membro \lambda \boldsymbol{v} poiché 0 non è scalare ma vettore? Dico bene?

La matrice identica \mathbf{I}_n ha la proprietà che \mathbf{I}_n \boldsymbol{v} = \boldsymbol{v}, quindi si può scrivere

\boldsymbol{A}\boldsymbol{v} - \lambda \boldsymbol{v}  =  \boldsymbol{A}\boldsymbol{v} - \lambda \mathbf{I}_n\boldsymbol{v} = \mathbf{0}

Raccogliendo \boldsymbol{v} nel secondo passaggio si ottiene l'espressione cercata


Perché non posso scrivere direttamente così?
(\boldsymbol{A} - \lambda) \boldsymbol{v}
:shock:
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[24] Re: Autovalori e autovettori

Messaggioda Foto UtenteDirtyDeeds » 31 lug 2013, 11:57

Ianero ha scritto:Non è la stessa cosa che portare direttamente all'altro membro poiché 0 non è scalare ma vettore? Dico bene?


E' la stessa cosa, ma l'ho scritta in modo esplicito. L'operazione di "portare all'altro membro" in realtà coinvolge diversi assiomi. Per esempio, prendiamo l'equazione, nei numeri reali, x+b = 0.

Alle superiori hai imparato che la soluzione di questa equazione è x = -b e hai imparato a ricavarla secondo un certo procedimento meccanico. Ma quali sono gli assiomi dei numeri reali coinvolti in questa soluzione? Vediamoli.

Per qualunque b

-b + 0 = -b

Questa uguaglianza è una conseguenza dell'assioma per l'elemento neutro della somma.

-b + (x+b) = -b

Questa è una conseguenza dell'assunzione x+b = 0 e dell'assioma logico sulla sostitutività degli uguali in tutti i contesti: se x = y posso scrivere x dovunque c'è un y e viceversa.

-b + (x+b) = -b

implica

(-b+x)+b = -b

per l'associatività dell'addizione.

Dalla commutatività si ottiene

[x+(-b)]+b = -b

e di nuovo per l'associatività

x+[(-b)+b] = -b

da cui, per l'assioma dell'opposto,

x+0 = -b

e per l'assioma dell'elemento neutro

x = -b

Visto quanti passaggi per portare b dall'altra parte? ;-) Quando si ha a che fare con strutture algebriche più strane dei reali (come per esempio le matrici), a volte, piuttosto che fare errori, conviene esplicitare qualche passaggio in più.

Ianero ha scritto:Perché non posso scrivere direttamente così?
(\boldsymbol{A} - \lambda) \boldsymbol{v}


Perché l'operazione \boldsymbol{A} - \lambda non è definita: \boldsymbol{A} è una matrice n\times n e \lambda è un numero, tra questi due tipi di enti non è definita un'operazione di somma. Bisogna fare mooooolta attenzione a questi particolari, altrimenti si rischia di prendere delle belle cantonate algebriche.
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[25] Re: Autovalori e autovettori

Messaggioda Foto Utentesebago » 31 lug 2013, 11:59

RenzoDF ha scritto:non sono certo in grado di affrontarlo io

CHE BUGIA, stai giocando a "pinocchio"?.... :^o
Ti butta male, questo stesso intervento è la prova provata!
E ogni volta che leggo i tuoi post ho la sensazione che il mio pozzo (buco nero?) di ignoranza aumenti la profondità di qualche anno luce. :shock:
Ma come è possibile che tu sappia così tanto di così tante cose? Cosa hai mangiato da piccolo? Quanto tempo (presumo qualche decina di secoli) hai impiegato ad imparare tutto?
Boh, ma è proprio vero che vivi nel terzo pianeta del sistema solare?
E non tirare fuori la storiella dell'idraulico...

Se non temessi di distruggere qualche foresta amUtenteCancellatoca mi stamperei in carta patinata tutti i tuoi post e tutti i tuoi articoli , non perché avessi l'assurda ambizione di comprenderli perfettamente ma giusto per avere in casa un po' di OPERE D'ARTE.
Meno male che esistono i pdf e EY. E soprattutto coloro che ti hanno acchiappato e reso visibile ai comuni mortali: Foto Utenteadmin e Foto Utentewebmaster.
Che, anche se fosse solo per questo, non ringrazieremo mai abbastanza.
Un abbraccio.
Sebastiano
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[26] Re: Autovalori e autovettori

Messaggioda Foto UtenteIanero » 31 lug 2013, 12:09

DirtyDeeds ha scritto:Visto quanti passaggi per portare b dall'altra parte? ;-)

:mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:


Perché l'operazione \boldsymbol{A} - \lambda non è definita...

Giusto! #-o
:shock:
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[27] Re: Autovalori e autovettori

Messaggioda Foto Utenteclavicordo » 31 lug 2013, 12:57

Foto UtenteDirtyDeeds riporta giustamente l'attenzione su "portare all'altro membro" che a scuola si impara in modo troppo meccanico, senza sapere cosa si fa.

Su wikipedia ci sono cosette simpatiche su questi argomenti. A me piacciono sempre le interpretazioni geometriche perché agganciano l'intuizione visiva con quel mondo astratto e per me oscuro dei matematici: http://it.wikipedia.org/wiki/Determinante . Ad esempio per la semplice matrice 2 x 2:= (a, b, c, d) il determinante, che vale ad-bc, si può visualizzare come area del parallelogramma individuato dai vettori (a,c) e (b,d).

Una delle visualizzazioni "pratiche" dell'autovalore è associata alla "conservazione della forma" (da ricondurre a un "endomorfismo", in questo caso, credo): ad esempio moltiplicando un vettore per uno scalare \lambda non se ne varia la direzione ma solo il modulo e, se lo scalare è negativo, il verso; ricordando che un vettore è anche una matrice a una sola riga o colonna....
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[28] Re: Autovalori e autovettori

Messaggioda Foto UtenteDirtyDeeds » 31 lug 2013, 13:35

clavicordo ha scritto: A me piacciono sempre le interpretazioni geometriche perché agganciano l'intuizione visiva con quel mondo astratto e per me oscuro dei matematici


Giusto, ecco perché avevo fatto l'esempio della rotazione. Però bisogna anche stare attenti a non limitarsi alle interpretazioni geometriche nel nostro spazio tridimensionale perché esistono spazi vettoriali che sfuggono a tale tipo di interpretazione. Ecco perché avevo anche fatto la domanda:

Adesso prendiamo un filtro (elettrico, acustico): un filtro è un dispositivo che effettua una trasformazione lineare di un segnale. Chi sono gli autovettori? E gli autovalori?


Ma non solo: nella risposta alla domanda sopra c'è tutta l'essenza del perché sia utile considerare problemi agli autovalori ;-)

clavicordo ha scritto:da ricondurre a un "endomorfismo", in questo caso, credo)


Endomorfismo è sinonimo di operatore, cioè di una funzione da uno spazio vettoriale in se stesso.

clavicordo ha scritto:ad esempio moltiplicando un vettore per uno scalare non se ne varia la direzione ma solo il modulo


Attenzione che il concetto di modulo è struttura aggiuntiva: nel linguaggio degli spazi vettoriali \lambda \boldsymbol{v} è semplicemente un vettore proporzionale a \boldsymbol{v}.
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[29] Re: Autovalori e autovettori

Messaggioda Foto Utenteclavicordo » 31 lug 2013, 14:22

Attenzione che il concetto di modulo è struttura aggiuntiva

Questo mi pare un punto importante, che delinea il confine tra chi è realmente competente in questa materia e chi no (come me :-) ): non si può spiegare ciò che viene "prima" con ciò che viene "dopo"!

Peraltro voglio ringraziare Foto UtenteRenzoDF per le sue segnalazioni. L'articolo sugli strumenti musicali mostra come le soluzioni dell'equazione d'onda applicata a uno strumento musicale siano associate agli autovalori indotti da una trasformazione lineare (nei limiti delle approssimazioni) che riproduce il modello di ogni strumento musicale. L'articolista però non accenna nemmeno a tale trasformazione ma si limita a riportare gli "autovalori", che non sono altro che le "frequenze di risonanza" dello strumento... Molto illuminante è invece la lezione del prof.
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[30] Re: Autovalori e autovettori

Messaggioda Foto UtenteIanero » 31 lug 2013, 15:51

DirtyDeeds ha scritto: Attenzione che il concetto di modulo è struttura aggiuntiva: nel linguaggio degli spazi vettoriali \lambda \boldsymbol{v} è semplicemente un vettore proporzionale a \boldsymbol{v}.

Sono curioso di capirne qualcosa in più riguardo questa precisazione :)
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