sedetiam ha scritto:Occhio che c'è un errore in [1].
La successione di Fibonacci è così definita:
F(0)=0
F(1)=1
F(2)=1
F(n)=F(n-1)+F(n-2)
...
sedetiam, non si tratta di un errore: in genere

vale

e non

; ma in questo modo la soluzione era più facile da trovare.
Grazie a tutti per la partecipazione, proverò, (se riuscirò a non incasinarmi con Latex), a dissipare la curiosità di
Ianero
Per

che va da

a

i primi valori di

, sono:

,

,

,

,

,

,

.
Quest'ultimo numero è

e quindi ci fa "subito" pensare ai quadrati dei numeri della famosa frequenza del nostro amico Leonardo Pisano filius del Bonacci.
Da una più "attenta" osservazione possiamo congetturare che ci siano due formule per i valori: quando

è pari, la somma vale

, mentre se

è dispari vale

.
Ora proviamo a dimostrare la congettura in funzione di

con il sistema in genere ritenuto il più semplice: l'induzione.
Anche se per le due formule si potrebbe pensare procedere in due modi differenti, in pratica basta pero una unica procedura.
Si dimostra quindi che per un qualunque

, se

allora

.
Non si tratta di un'ipotesi standard di induzione, perché si passa da

a

e la dimostrazione del tutto è parecchio noiosa da scrivere usando le varie proprietà dei numeri di Fibonacci.
Il disegno in FidocadJ, dove il cerchio nero indica il "più o meno k", ci aiuta però a dare la soluzione senza troppe descrizioni; a questo punto ci basta verificare i due casi

e

, cosa che si fa velocemente ... e "facendo" un doppio salto induttivo "carpiato" si ottiene la soluzione.
L'induzione è uno senza dubbio un trucco "sporco": non serve infatti a trovare la soluzione di un problema, suppone invece che questa sia già stata data ... per un caso o per magia.
Quindi l'induzione serve per dimostrare che la soluzione "data" sia effettivamente la soluzione.