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attilio » 28 ott 2013, 12:24
Partiamo dal presupposto di capire il perche` dell' utilizzo di un interruttore 2P piuttosto che 1P+N.
Aprendo un interruttore magnetotermico 1P+N notiamo che lo sganciatore bimetallico e il solenoide ad intervento magnetico sono inseriti su uno solo dei due poli, quello su cui andra` collegata la fase del sistema.
Il costruttore indichera` inequivocabilmente la modalita` di connessione di fase e neutro.
Cosa succede se si invertono i collegamenti a monte?
A) In caso di cortocircuito fase-neutro, non succede nulla, poiche` la corrente di guasto viene ugualmente interrotta, sebbene essa sia rilevata sul polo del neutro.
B) In caso di cortocircuito fase-terra ad impedenza incognita, in assenza di interruttore differenziale a monte, c' e` il rischio concreto di innesco di incendio.
Normalmente, in condizioni ordinarie, e per ovvie ragioni insite al sistema stesso di distribuzione, la probabilita` che un corto neutro-terra inneschi gli stessi fenomeni e` del tutto insignificante.
Ora, se il DG a protezione del montante, in impianto bifase e` un interruttore 2P, tanto meglio.
Se trattasi di 1P+N, bisogna valutare il rischio di cortocircuito verso terra, quindi la presenza del PE o di masse con conduttura non assimilabile ad isolamento di classe II.
Questo fatto salvo cosa dicano le norme in proposito, cosa che dovrei verificare, ma in questo momento non ho tempo.
Personalmente, preferisco avere sempre un 2P come DG (o come generale di quadro). Non sara` sempre una scelta dettata da profonde analisi tecniche, ma laddove si tratta di uno o al massimo due interruttori (appartamento e cantinato o box), il maggior costo del dispositivo viene a mio modo compensato dal garantire un idonea (minima) protezione dell' impianto anche in caso di eventuali ed imprevedibili inversioni fase/neutro a monte del P.d.C.
Saluti
Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera
Salvatore Quasimodo