Salve a tutti, vorrei sapere come faccio a ricavare un valore per la corrente di corto circuito trifase e la corrente di corto circuito fase neutro a inizio linea.
Io solitamente mi baso su questo ragionamento:
Se c'è il limitatore si assume quale corrente dicorto circuito presunta il Pdi dell'interruttore limitatore, quindi con i contatori elettronici, 6 kA. Per le forniture senza limitatore occorre chiedere al distributore tale valore, il quale viene cautelativamente indicato con 15 kA. (Fonte tuttonormel)
Però con questo ragionamento riesco solo a ricavare la Icc trifase. Inoltre vorrei sapere da dove è venuto fuori questo ragionamento. Sarebbe necessario conoscere l'impedenza della linea a monte per ricavare tale valore.
Questa era solo la prima domanda...
Ora vorrei chiedervi la differenza fra poteri di interruzione Icn e Icu. Per quello che ne ho capito io, quando ho un'applicazione residenziale di un tale interruttore devo considerare Icn per la scelta del Pdi, invece quando ho un applicazione nell'industria dello stesso interruttore devo considerare il valore di Icu..
Giusto?
Grazie a tutti siete gentilissimi
Correnti di corto circuito
Moderatori:
sebago,
MASSIMO-G,
lillo,
Mike
11 messaggi
• Pagina 1 di 2 • 1, 2
0
voti
Ciao,
Per quanto posso saperne, il potere di interruzione di servizio (Ics) è la massima corrente che l'interruttore è in grado di interrompere senza che l'interruttore si danneggi; ossia a seguito di un un interruzione su un c.to-c.to se l'interruttore ha aperto su una corrente inferiore a Ics dopo il riarmo può ancora portare la corrente nominale e svolgere tutte le funzioni iniziali. Se l'interruttore invece fosse chiamato ad aprire una corrente di cortocircuito superiore a Ics ma inferiore sicuramente a Icu (altrimenti non apre perché significherebbe Icto>PdI) potrebbe succedere che l'interruttore non sia più in grado di portare la corrente nominale dopo apertura su c.to c.to e quindi deve essere sostituito. In pratica i due poteri di interruzione delineano 2 casi:
1. se Icto < Ics --> l'interruttore deve per norma continuare a funzionare anche dopo un apertura su c.to c.to.
2. se Ics < Icto < Icu --> l'interruttore deve intervenire sul corto ma può non essere poi più funzionante al riarmo.
Solitamente Icu e Ics stanno nei seguenti rapporti (in base all'interruttore scelto):
1. Ics = 50% Icu
2. Ics = 75% Icu
3. Ics =100% Icu
Solitamente nei punti in cui i cortocircuiti sono frequenti (fine linea - utilizzatori) l'interruttore mag.ter. si fa aprire con Ics così da non doverlo sostituire in caso di apertura su cortocircuito, mentre in punti in cui i cortocircuiti hanno basse probabilità di avvenire (inizio linea) si può far intervenire l'interruttore anche con l'Icu (in seguito a un apertura su corto l'interruttore potrebbe non essere però più funzionante e si dovrebbe passare a un eventuale sostituzione). Forse ti chiederai perché farlo intervenire su Icu e non su Ics. Il motivo è prettamente economico in quanto in ambito domestico gli interruttori hanno costi poco elevati, in caso industriale ciò non è vero e quindi per risparmiare si preferisce comprare un interruttore che apre in caso di corto con Icu invece che con Ics (questo si può fare poiché la probabilità di corto a inizio impianto è bassa!).
Saluti
Mike
Per quanto posso saperne, il potere di interruzione di servizio (Ics) è la massima corrente che l'interruttore è in grado di interrompere senza che l'interruttore si danneggi; ossia a seguito di un un interruzione su un c.to-c.to se l'interruttore ha aperto su una corrente inferiore a Ics dopo il riarmo può ancora portare la corrente nominale e svolgere tutte le funzioni iniziali. Se l'interruttore invece fosse chiamato ad aprire una corrente di cortocircuito superiore a Ics ma inferiore sicuramente a Icu (altrimenti non apre perché significherebbe Icto>PdI) potrebbe succedere che l'interruttore non sia più in grado di portare la corrente nominale dopo apertura su c.to c.to e quindi deve essere sostituito. In pratica i due poteri di interruzione delineano 2 casi:
1. se Icto < Ics --> l'interruttore deve per norma continuare a funzionare anche dopo un apertura su c.to c.to.
2. se Ics < Icto < Icu --> l'interruttore deve intervenire sul corto ma può non essere poi più funzionante al riarmo.
Solitamente Icu e Ics stanno nei seguenti rapporti (in base all'interruttore scelto):
1. Ics = 50% Icu
2. Ics = 75% Icu
3. Ics =100% Icu
Solitamente nei punti in cui i cortocircuiti sono frequenti (fine linea - utilizzatori) l'interruttore mag.ter. si fa aprire con Ics così da non doverlo sostituire in caso di apertura su cortocircuito, mentre in punti in cui i cortocircuiti hanno basse probabilità di avvenire (inizio linea) si può far intervenire l'interruttore anche con l'Icu (in seguito a un apertura su corto l'interruttore potrebbe non essere però più funzionante e si dovrebbe passare a un eventuale sostituzione). Forse ti chiederai perché farlo intervenire su Icu e non su Ics. Il motivo è prettamente economico in quanto in ambito domestico gli interruttori hanno costi poco elevati, in caso industriale ciò non è vero e quindi per risparmiare si preferisce comprare un interruttore che apre in caso di corto con Icu invece che con Ics (questo si può fare poiché la probabilità di corto a inizio impianto è bassa!).
Saluti
Mike
-

Ingegnere1986
0 3 - Messaggi: 24
- Iscritto il: 27 lug 2008, 15:09
0
voti
Avevo letto troppo velocemente la domanda.
Rettifico: L'Icn e l'Icu sono hanno lo stesso significato solo che con Icn si indica il potere di interruzione estremo nel caso di interruttori domestici, metre con Icu si indica il potere di interruzione estremo nel caso degli altri interruttori (scatolati e aperti). La differenza è solo una questione di nomenclatura.
Sopra avevo letto Ics e non Icn, mi scuso per l'errore e spero di non averne fati altri.
Scusa ancora. Saluti
Miche
Rettifico: L'Icn e l'Icu sono hanno lo stesso significato solo che con Icn si indica il potere di interruzione estremo nel caso di interruttori domestici, metre con Icu si indica il potere di interruzione estremo nel caso degli altri interruttori (scatolati e aperti). La differenza è solo una questione di nomenclatura.
Sopra avevo letto Ics e non Icn, mi scuso per l'errore e spero di non averne fati altri.
Scusa ancora. Saluti
Miche
-

Ingegnere1986
0 3 - Messaggi: 24
- Iscritto il: 27 lug 2008, 15:09
0
voti
Grazie della risposta...
Però non mi è ancora chiara una cosa: quindi tu mi dici che per interruttori per uso domestico si intende i modulari e interruttori per uso industriale quelli scatolati... io credevo che anche utilizzando un modulare in ambito industriale (es. in un officina meccanica) io potessi dimensionarlo in base a Icu e non a Icn (quindi risparmiare come dicevi tu prima), è sbagliato?
Qualcuno mi può aiutare anche sulla domanda sulle correnti di corto circuito?
Grazie a tutti
Però non mi è ancora chiara una cosa: quindi tu mi dici che per interruttori per uso domestico si intende i modulari e interruttori per uso industriale quelli scatolati... io credevo che anche utilizzando un modulare in ambito industriale (es. in un officina meccanica) io potessi dimensionarlo in base a Icu e non a Icn (quindi risparmiare come dicevi tu prima), è sbagliato?
Qualcuno mi può aiutare anche sulla domanda sulle correnti di corto circuito?
Grazie a tutti
0
voti
non so se sarà sufficiente, rinfrescandomi la mia memoria da un mio manuale posso dirti che.il valore della corrente di cortocircuito che si può verificare inun determinato punt di una conduttura dipende dalla sorgente di energia che la alimenta e dalle condutture a monte.la sorgente di energia è generalmente costituita da un trasformatore facente parte di una cabina di trasformazione privata o ENEL.
I trasformatori hanno una corrente di corto circuito ai morsetti dell'avvolgimento secondario a 400 volt circa 25 volte la corrente nominale, con alcuni valori riportatiin tabella.
nei casiin cui vi siano due o piuì trasformatoriinparallelo le correnti di cortocircuito Icc si sommano.
i valori di corrente di corto circuito variano con la sezione e con la lunghezza della conduttura. Un trasformatore della potenza di 250KVA ha una corrente niminale In di 360A, una corrente di corto circuito Icc di 8900A e la conduttura dovrà avere una sezione di 150 mmq.
Dopo 20m di conduttura la Icc è di 7500A, a 40 m è di 6500 A, a 70m di 5000A, a 90m di 4500a, a 140m dI 3500A,a 190m di 2500A , a 300m di 1300A con una riduzione dello 0,28% al metro.
la riduzione percentuale della corrente di corto non è però sempre la stessa.
con condutture da 25 mmq è dello 0,5% al metro e con 6 mmq è dell'1%, come ad esempio in figura:
il valore esatto della Icc deve essere calcolato, ma il valore ottenuto con le indicazioni percentuali citate può essere sufficientemente attendibile come valore presunto.
nel caso in cui la fonte sia un generatore, ovvero un gruppo elettrogeno, questi ha correnti di cortocircuito molto basse pari a 2-3 volte la corrente nominale.
Pertanto determinato il valore della corrente di corto circuito nel punto in cui inizieremeo la conduttura da calcolare e quindi nel punto in cui dovrà essere installato l'interruttore automatico magnetotermico , si potrà determinare il potere di interruzione di tale protezione che dovrà essere superiore al valore della Icc.
il valore della corrente di corto circuito dovrà essere tenuto presente anche per la verifica della sopportabilità da parte dell'isolamento dei conduttori della conseguente sovratemperatura e della resistenza meccanica delle sbarre colletrtrici dei quadri elettrici e dei relativi supporti isolanti alle conseguenti forze elettrodinamiche
ciao
mir
I trasformatori hanno una corrente di corto circuito ai morsetti dell'avvolgimento secondario a 400 volt circa 25 volte la corrente nominale, con alcuni valori riportatiin tabella.
nei casiin cui vi siano due o piuì trasformatoriinparallelo le correnti di cortocircuito Icc si sommano.
i valori di corrente di corto circuito variano con la sezione e con la lunghezza della conduttura. Un trasformatore della potenza di 250KVA ha una corrente niminale In di 360A, una corrente di corto circuito Icc di 8900A e la conduttura dovrà avere una sezione di 150 mmq.
Dopo 20m di conduttura la Icc è di 7500A, a 40 m è di 6500 A, a 70m di 5000A, a 90m di 4500a, a 140m dI 3500A,a 190m di 2500A , a 300m di 1300A con una riduzione dello 0,28% al metro.
la riduzione percentuale della corrente di corto non è però sempre la stessa.
con condutture da 25 mmq è dello 0,5% al metro e con 6 mmq è dell'1%, come ad esempio in figura:
il valore esatto della Icc deve essere calcolato, ma il valore ottenuto con le indicazioni percentuali citate può essere sufficientemente attendibile come valore presunto.
nel caso in cui la fonte sia un generatore, ovvero un gruppo elettrogeno, questi ha correnti di cortocircuito molto basse pari a 2-3 volte la corrente nominale.
Pertanto determinato il valore della corrente di corto circuito nel punto in cui inizieremeo la conduttura da calcolare e quindi nel punto in cui dovrà essere installato l'interruttore automatico magnetotermico , si potrà determinare il potere di interruzione di tale protezione che dovrà essere superiore al valore della Icc.
il valore della corrente di corto circuito dovrà essere tenuto presente anche per la verifica della sopportabilità da parte dell'isolamento dei conduttori della conseguente sovratemperatura e della resistenza meccanica delle sbarre colletrtrici dei quadri elettrici e dei relativi supporti isolanti alle conseguenti forze elettrodinamiche
ciao
mir
- Allegati
-
- schemir1.gif (19.61 KiB) Osservato 10848 volte
-
- schemir.gif (10.34 KiB) Osservato 10837 volte
0
voti
Ho capito... il tuo ragionamento però è praticamente uguale al mio perché per avere quindi un valore di Icc a inizio linea devo conoscere la lunghezza della linea a monte e il tipo di trasformatore.. così conoscerei l'impedenza della linea e riuscirei tranquillamente a calcolarmi la Icc..
Se io non li conosco va bene fare il ragionamento dei 15 kA se non c'è limitatore e 6 kA se c'è?
E cosa ne pensi di Icu, Icn e Ics?
Se io non li conosco va bene fare il ragionamento dei 15 kA se non c'è limitatore e 6 kA se c'è?
E cosa ne pensi di Icu, Icn e Ics?
0
voti
mir,
devi allegare immagini leggibili, non inutilmente enormi, come quella che ho ridimensionato nel tuo messaggio sul divisore di frequenza, né quasi invisibili e prevalentemente bianche, che ho ritagliato, come queste ultime!
devi allegare immagini leggibili, non inutilmente enormi, come quella che ho ridimensionato nel tuo messaggio sul divisore di frequenza, né quasi invisibili e prevalentemente bianche, che ho ritagliato, come queste ultime!
0
voti
admin, scusa per le immagini dimensionalmente scorrette,non ho ancora afferato bene la procedura.
danielex scirve "--così conoscerei l'impedenza della linea e riuscirei tranquillamente a calcolarmi la Icc..
Se io non li conosco....."
approfndendo ulteriormente sulla corrente di corto cirucito ho scoperto che:
Norma CEI 64-8/2 art 25-8:
-nel calcolo della corente di corto circuito va trascurata l'impedenza di guasto.
Per gli apparecchi diprotezione si deve considerare sia la corrente presunta di cto cto max sia la min; ilprimo valore è significativo ai fini antiinfortunistici, poiché lo si può ottenere trascurando le impedenze incognite con errori per eccesso che tornano in favore alle indicazioni della Norma Cei
per il valore min si fa riferimento all'art 533.3
-quando il conduttore di neutro non è distribuito : I= 0,8 U/ 1,5 r (2L/S)
U:tensione concatenata di alimentazione in volt
r: resistività a 20°C del materiale dei conduttori per il rame 0,018 ohm x mmq/m
S: sezione del conduttore in mmq
I: corrente di cortocircuito presunta in A
-quando il cpnduttore di neutro è distribuito
I= 0,8 Uo/ 1,5 r ( I + m ) L/S
dove
Uo è la tensione di fase di alimentazione in volt
m è il rapporto tra la resistenza del conduttore di neutro e la resistenza del conduttore di fase, nel caso in cui essi siano costituiti dallo stesso materiale, esso è uguale al rapporto tra la sezione del conduttore di fase e quella del conduttore di neutro.
"va bene fare il ragionamento dei 15 kA se non c'è limitatore e 6 kA se c'è?"
a mio avviso va calcolata.
ciao
mariano
danielex scirve "--così conoscerei l'impedenza della linea e riuscirei tranquillamente a calcolarmi la Icc..
Se io non li conosco....."
approfndendo ulteriormente sulla corrente di corto cirucito ho scoperto che:
Norma CEI 64-8/2 art 25-8:
-nel calcolo della corente di corto circuito va trascurata l'impedenza di guasto.
Per gli apparecchi diprotezione si deve considerare sia la corrente presunta di cto cto max sia la min; ilprimo valore è significativo ai fini antiinfortunistici, poiché lo si può ottenere trascurando le impedenze incognite con errori per eccesso che tornano in favore alle indicazioni della Norma Cei
per il valore min si fa riferimento all'art 533.3
-quando il conduttore di neutro non è distribuito : I= 0,8 U/ 1,5 r (2L/S)
U:tensione concatenata di alimentazione in volt
r: resistività a 20°C del materiale dei conduttori per il rame 0,018 ohm x mmq/m
S: sezione del conduttore in mmq
I: corrente di cortocircuito presunta in A
-quando il cpnduttore di neutro è distribuito
I= 0,8 Uo/ 1,5 r ( I + m ) L/S
dove
Uo è la tensione di fase di alimentazione in volt
m è il rapporto tra la resistenza del conduttore di neutro e la resistenza del conduttore di fase, nel caso in cui essi siano costituiti dallo stesso materiale, esso è uguale al rapporto tra la sezione del conduttore di fase e quella del conduttore di neutro.
"va bene fare il ragionamento dei 15 kA se non c'è limitatore e 6 kA se c'è?"
a mio avviso va calcolata.
ciao
mariano
11 messaggi
• Pagina 1 di 2 • 1, 2
Torna a Impianti, sicurezza e quadristica
Chi c’è in linea
Visitano il forum: Nessuno e 165 ospiti

Elettrotecnica e non solo (admin)
Un gatto tra gli elettroni (IsidoroKZ)
Esperienza e simulazioni (g.schgor)
Moleskine di un idraulico (RenzoDF)
Il Blog di ElectroYou (webmaster)
Idee microcontrollate (TardoFreak)
PICcoli grandi PICMicro (Paolino)
Il blog elettrico di carloc (carloc)
DirtEYblooog (dirtydeeds)
Di tutto... un po' (jordan20)
AK47 (lillo)
Esperienze elettroniche (marco438)
Telecomunicazioni musicali (clavicordo)
Automazione ed Elettronica (gustavo)
Direttive per la sicurezza (ErnestoCappelletti)
EYnfo dall'Alaska (mir)
Apriamo il quadro! (attilio)
H7-25 (asdf)
Passione Elettrica (massimob)
Elettroni a spasso (guidob)
Bloguerra (guerra)




