Come funziona il trasformatore 400 / 230?
Moderatori:
sebago,
MASSIMO-G,
lillo,
Mike
36 messaggi
• Pagina 1 di 4 • 1, 2, 3, 4
0
voti
Si ottengono due fasi, poi se una delle due la metti a terra, diventa il neutro,
-

andreandrea
1.572 1 5 6 - Expert EY

- Messaggi: 790
- Iscritto il: 21 apr 2008, 13:26
- Località: Genova
0
voti
andreandrea ha scritto:Si ottengono due fasi, poi se una delle due la metti a terra, diventa il neutro,
Potresti spiegarti meglio? O magari darmi un'indicazione di dove posso trovare una spiegazione tecnica? Grazie, ciao.
0
voti
Non saprei spiegarmi meglio, tutto dipende da cosa ti serve fare. Quando trovo un trasformatore, non di isolamento, con il secondario a 230 V per alimentare, ad esempio, un circuito luce, oltre a proteggere il circuito che alimenta il primario, collego a terra un polo del secondario, poi parto con fase, terra e neutro, e proteggo il circuito al secondario e il sovraccarico del trasformatore, con un fusibile. Diventa un piccolo sistema TN-S.
Preferisco fare così, perché altrimenti il primo guasto a terra non sarebbe "visto" da niente e nessuno.
Saluti
Preferisco fare così, perché altrimenti il primo guasto a terra non sarebbe "visto" da niente e nessuno.
Saluti
-

andreandrea
1.572 1 5 6 - Expert EY

- Messaggi: 790
- Iscritto il: 21 apr 2008, 13:26
- Località: Genova
1
voti
Un trasformatore non crea né neutri né fasi. Fase, tra l'altro, è sinonimo di generatore, quindi un trasformatore monofase non può creare due fasi.Trasforma, come dice il nome, la tensione di un generatore applicata all'avvolgimento detto primario, da un valore (es 400 V) ad un altro (es:230), tensione che si preleva tra i terminali dell'avvolgimento detto secondario. La tensione rispetto a terra di ognuno di questi terminali, per effetto della capacità tra ciascun terminale e terra, è in pratica la metà di 230, essendo le due capacità verso terra uguali. Collegando un terminale a terra, la capacità di questo rispetto a terra è cortocircuitata ed il assume il potenziale di terra, convenzionalmente zero. L'altro terminale mantiene sempre i suoi 230 V rispetto a quello messo a terra, quindi anche rispetto a terra.
0
voti
Ok, cerco di essere più chiaro con un esempio. Poniamo che io ho un quadro cablato con un generale quadripolare, con all'interno un plc, della logica cablata, dei piccoli avviamenti etc. Poniamo che si arriva nell'impianto e ci si rende conto che si ha a disposizione solo la 400 (senza il neutro ovviamente). Come ci si comporta?
1
voti
dall'esempio che hai fatto mi sembra di capire, che hai la necessità di collegare un quadro cablato con un generale quadripolare, r-s-t-N,e a campo ti manca il neutro, per cui il problema è come alimentare il circuito funzionante a 220 V,all'interno del quadro, non avendo il Neutro ;da qui la necessità di inserire un trafo 380 V/220 V; adesso bisognerebbe capire questi 220 V cosa andranno ad alimentare: prese aux,alimentatori, circuiti ext....considerando così le eventuali necessità di protezioni, o magari la sostituzione di alcuni componenti qualora convenga,esempio in luogo di un trafo 380/220 V per servire un alimentatore 220 V/24 V cambierei l'alimentatoresono solo ipotesi;se così fosse,cioè la necessità di avere il 220 volt nel quadro,la soluzione del trafo non è sbagliata valutando opportunamente la potenza in gioco.
ciao
mir
ciao
mir
1
voti
demerzel ha scritto:Come ci si comporta?
Dipende da come si intende ottenere la protezione dai contatti indiretti. Si può alimentare il quadro a 230 V senza alcun collegamento a terra, attuando la separazione elettrica, nel caso in cui ciò che è alimentato dal trasformatore abbia i requisiti che permettano tale soluzione. Un guasto all'isolamento non provoca pericolo e tutto continua a funzionare garantendo continuità di servizio. Però il guasto non viene segnalato ed occorre un regolare controllo delle condizioni di isolamento.
Se si desidera rivelare il primo guasto interrompendo l'alimentazione si collega, come già ha detto andreaandrea, un terminale del trasformatore a terra.
Non esiste, in altre parole, una regola unica di comportamento. Dipende dall'impianto che si sta eseguendo e dalle esigenze di funzionamento in sicurezza che per esso si desiderano.
36 messaggi
• Pagina 1 di 4 • 1, 2, 3, 4
Torna a Impianti, sicurezza e quadristica
Chi c’è in linea
Visitano il forum: Nessuno e 46 ospiti

Elettrotecnica e non solo (admin)
Un gatto tra gli elettroni (IsidoroKZ)
Esperienza e simulazioni (g.schgor)
Moleskine di un idraulico (RenzoDF)
Il Blog di ElectroYou (webmaster)
Idee microcontrollate (TardoFreak)
PICcoli grandi PICMicro (Paolino)
Il blog elettrico di carloc (carloc)
DirtEYblooog (dirtydeeds)
Di tutto... un po' (jordan20)
AK47 (lillo)
Esperienze elettroniche (marco438)
Telecomunicazioni musicali (clavicordo)
Automazione ed Elettronica (gustavo)
Direttive per la sicurezza (ErnestoCappelletti)
EYnfo dall'Alaska (mir)
Apriamo il quadro! (attilio)
H7-25 (asdf)
Passione Elettrica (massimob)
Elettroni a spasso (guidob)
Bloguerra (guerra)




