1- Un aiuto sul post iniziale: ti servirebbe magari capire da un topografico come si dispongono i componenti in un QE, dato che si solito (e non proprio correttamente) al cablatore si forniscono i soli unifilari (o multifilari). con buona pace del resto.
2- un macchinario che non comprenda un solo misero motore e che non dispone di un topografico, delle sequenze di lavoro (tipo grafchat o simili) è una cosa artigianale che merita un approccio del pari tipo, con una ricerca guasti in stile pesta e mertella magari si aggiusta. Tanto per ridere, se un finecorsa si rompe e non lo installi nella medesima posizione iniziale, magari combini un enorme casino e quindi capire cosa si è rotto, ma non saperlo riparare correttamente è inutile. Aggiungo che la EN 13849-1 impone di passare delle info per quelle parti di circuito che svolgono funzioni legate alla sicurezza e quindi, ancora una volta, una manutenzione non può dirsi completa senza queste info anche se ho beccato il guasto. In sintesi secondo me per trovare il guasto è più importante conoscere il processo/impianto/macchina che non possedere tutta la documentazione ma per fare una riparazione/manutenzione corretta direi che documentazione e conoscenza pratica tendono a pareggiare con il sorpasso della documentazione per la sola (introvabile) manutenzione preventiva.
Schema completo cablaggio quadro elettrico
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Serafino ha scritto:In sintesi secondo me per trovare il guasto è più importante conoscere il processo/impianto/macchina che non possedere tutta la documentazione ...
che tradotto, significherebbe :"formazione",non puoi capire come e quanto sia difficile farlo capire a chi dovrebbe aver chiaro questo concetto per la figura che riveste ...
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Se serve a rinfrescarti la memoria, questo è un classico e storico schemario:
http://manuale.moeller.it/index.html#wp1069167
Esiste anche la versione pdf.
http://manuale.moeller.it/index.html#wp1069167
Esiste anche la versione pdf.
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Che è poi questo:
Una tecnica abbatanza comune, pratica soprattutto per capire meglio il nesso tra i vari elementi dello schema.
Non poco comune o disprezzata come si vorrebbe far pensare. Una tecnica, con pro e contro, come le innumerevoli altre problematiche della vita.
Una tecnica abbatanza comune, pratica soprattutto per capire meglio il nesso tra i vari elementi dello schema.
Non poco comune o disprezzata come si vorrebbe far pensare. Una tecnica, con pro e contro, come le innumerevoli altre problematiche della vita.
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Candy
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Una tecnica, ad esempio, poco pratica per banchi e macchine di montaggio, tipicamente caratterizzate da pochissime o poche motorizzazioni, ma da una quantità di pistoni con valvole tipicamente 5/2 e relativa coppia di reed.
Per chiudere, come per tutto il resto di questo mondo, non c'è nulla di migliore in assoluto, ma, per ogni problematica da affrontare, ci sono forse più soluzioni, tra cui una "migliore".
Per chiudere, come per tutto il resto di questo mondo, non c'è nulla di migliore in assoluto, ma, per ogni problematica da affrontare, ci sono forse più soluzioni, tra cui una "migliore".
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Candy
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In un banco o macchina di montaggio è di gran lunga più agevole, per tutti, uno schema ddove si vedono gli I/O raggruppati per banco, in ragioen anche del sistema di messaggistica e diagnostica, orientato a questo "stile" di lavoro:
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Candy
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ma come? e l'abitudine acquisita di cercare la catena dei comandi/consensi partendo dal controllore logico e dai segnali I/O, all'amplificatore... agli SSR, ai contattori fino agli attuatori, sfogliando 50 o più delle 300 pagine per capire il funzionamento di un pistone idrauluco? dici che non è buono?
be' in effetti mi è capitato diverse volte, sapessi poi quando non si trovava una o più delle 50 pagine necessarie a descrivere (in maniera inversa) il funzionamento di quel particolare dispositivo
ammetto che non ho mai avuto modo di vedere uno schema come da te descritto Cancellato, sebbene intuisco che sarebbe molto ma molto più utile e funzionale nella rapida comprensione della logica di funzionamento di ciascun dispositivo
perché non si fa? o non si usa? si ha paura di ridicolizzare il "concetto di schema"? schema che deve funzionare con la logica "dall'alto al basso" e "da sinistra a destra" qualunque cosa incontri lungo il suo percorso per poi trovare continuità nelle pagine a venire
sarebbe bello un giorno ritornare al mio (ormai ex) lavoro e scoprire questa novità, ma ormai credo che la forma mentis sia abbastanza definita e difficile da modificare, boh
Cancellato ha scritto:ecco come il manutentore non continuera' ad osservare lo schema elettrico solito sentendosi sempre piu' coglione
be' in effetti mi è capitato diverse volte, sapessi poi quando non si trovava una o più delle 50 pagine necessarie a descrivere (in maniera inversa) il funzionamento di quel particolare dispositivo
ammetto che non ho mai avuto modo di vedere uno schema come da te descritto Cancellato, sebbene intuisco che sarebbe molto ma molto più utile e funzionale nella rapida comprensione della logica di funzionamento di ciascun dispositivo
perché non si fa? o non si usa? si ha paura di ridicolizzare il "concetto di schema"? schema che deve funzionare con la logica "dall'alto al basso" e "da sinistra a destra" qualunque cosa incontri lungo il suo percorso per poi trovare continuità nelle pagine a venire
sarebbe bello un giorno ritornare al mio (ormai ex) lavoro e scoprire questa novità, ma ormai credo che la forma mentis sia abbastanza definita e difficile da modificare, boh
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Noi
attilio già da otto anni adottiamo quel tipo di schema.
Si cerca di raggruppare tutti i comandi e gli I/O alle singole fasi di proocesso in una sola pagina o in più pagine comunque adiacenti, seguendo una precisa logica.
In questo modo lo schema è di aiuto al manutentore invece che al cablatore, si implementa poi alla fine dello schema un topografico delle schede I/O del PLC per una consultazione più rapida per il programmatore.
Se mai volessi leggere uno dei nostri schemi odierni, sarei ben felice, dato che sei stato mio cliente in passato, di mandartene uno.
Ciao.
Si cerca di raggruppare tutti i comandi e gli I/O alle singole fasi di proocesso in una sola pagina o in più pagine comunque adiacenti, seguendo una precisa logica.
In questo modo lo schema è di aiuto al manutentore invece che al cablatore, si implementa poi alla fine dello schema un topografico delle schede I/O del PLC per una consultazione più rapida per il programmatore.
Se mai volessi leggere uno dei nostri schemi odierni, sarei ben felice, dato che sei stato mio cliente in passato, di mandartene uno.
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badilant ha scritto:Si cerca di raggruppare tuttli i comandi e gli I/O alle singole fasi di proocesso in una sola pagina o in più pagine comunque adiacenti, seguendo una precisa logica.
In questo modo lo chema è di aiuto al manutentore invece che al cablatore, si implementa poi alla fine dello scema un topografico delle schede I/O del PLC per una consultazione più rapida per il programmatore.
molto interessante ...

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badilant ha scritto:Noi Attilio già da otto anni adottiamo quel tipo di schema.
be' sai che i vostri schemi di cui sono a conoscenza sono tutti fine anni '90, sono contento che ora utilizzate anche questa soluzione, chissà che un giorno...
badilant ha scritto:Se mai volessi leggere uno dei nostri schemi odierni, sarei ben felice, dato che sei stato mio cliente in passato, di mandartene uno.
certo, mi farebbe molto piacere, anche per capire a "colpo d'occhio" quale sia l'efficienza reale di questa metodologia rappresentativa rispetto a quella che è stata uno standard per anni.
se non hai più la mia e-mail dimmelo che la mando via MP
ciao
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