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DiCo e Diri.

Progettazione, esercizio, manutenzione, sicurezza, leggi, normative...

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[21] Re: DiCo e Diri.

Messaggioda Foto UtenteMassimoB » 21 set 2014, 20:08

Lipari ha scritto:Amico bello non mi mettere in bocca parole che non ho detto!Rileggiti i post!

Prima di sganciare i soldi che documenti mi deve dare l'elettrecista?

Perdonami ma rileggendo il dubbio viene.
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[22] Re: DiCo e Diri.

Messaggioda Foto UtenteLipari » 21 set 2014, 20:26

Ottenute le risposte passo alle mie considerazioni personali sulla DiCo.
E' una pratica burocratica prevista dalla legge e che fa impazzire non poco i tecnici del settore, non su un edificio civile di modeste dimensioni dove si fanno in automatico e servono ad un elettrecista per sentirsi un notaio!

In questo atto l'elettrecista dichiara che ha eseguito un lavoro al regola d'arte.
E' una sciocchezza.
Un artigiano è sempre tenuto a fare il lavoro a regola d'arte seguendo la buona diligenza, glielo impone il codice civile agli art. 2224 e 2225

La dichiarazione di conformità alla regola d'arte può essere riassunto in " E' un buon lavoro, lo garantisco io che sono quello che l'ha fatto!".
La DiRi ha invece un senso logico perché redatto da una persona estranea: io tecnico dichiaro che questo impianto è fatto bene

Dopo aver compilato tutto si declina ogni responsabilità, ne potrebbe essere altrimenti.
L'elettrecista è responsabile mentre lavora (cantiere aperto) non certo dopo aver consegnato l'impianto al cliente che può farne l'uso che vuole ed è sempre il cliente che la responsabilità sul suo edificio e la responsabilità penale è sempre personale.

Ho fatto le domande, ho ottenuto le risposte e resto della mia idea, già espressa: non stuzzicare il cane che dorme. Se nessuno me la chiede non la consegno.
Ma la conservo. Sempre come atto burocratico.
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[23] Re: DiCo e Diri.

Messaggioda Foto UtenteLipari » 21 set 2014, 20:30

Perdonami ma rileggendo il dubbio viene.

Si è vero, quella frase non avrei dovuto scriverla.
Ma ripeto: se il tecnico è un estraneo c'è una freddezza di comportmaneto...se è un amico il pericolo del "dopo se ne parla" è sempre in agguato"...
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[24] Re: DiCo e Diri.

Messaggioda Foto UtenteMassimoB » 21 set 2014, 20:35

Se nessuno me la chiede non la consegno.
Ma la conservo. Sempre come atto burocratico.

Mi dispiace ma non mi trovi assolutamente d' accordo ma ovviamente a casa tua sei libero di fare ciò che vuoi come è giusto che sia.
Ovviamente un impianto nuovo senza una dichiarazione di conformità redatta come si deve da chi ne ha i requisiti e depositata non è conforme a quanto richiesto dal DM 37/08.
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[25] Re: DiCo e Diri.

Messaggioda Foto Utenteelettroigor » 21 set 2014, 20:54

Lipari ha scritto:Ottenute le risposte passo alle mie considerazioni personali sulla DiCo.
E' una pratica burocratica prevista dalla legge e che fa impazzire non poco i tecnici del settore, non su un edificio civile di modeste dimensioni dove si fanno in automatico e servono ad un elettrecista per sentirsi un notaio!


capito tutto della dichiarazione e del ruolo dell' "elettricista" :ok: :ok:
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[26] Re: DiCo e Diri.

Messaggioda Foto UtenteMike » 21 set 2014, 20:56

Lipari ha scritto:Ottenute le risposte passo alle mie considerazioni personali sulla DiCo.
E' una pratica burocratica prevista dalla legge e che fa impazzire non poco i tecnici del settore, non su un edificio civile di modeste dimensioni dove si fanno in automatico e servono ad un elettrecista per sentirsi un notaio!


Fa impazzire i "tirafili", agli elettricisti qualificati cambia poco o nulla.

Lipari ha scritto:In questo atto l'elettrecista dichiara che ha eseguito un lavoro al regola d'arte.
E' una sciocchezza.
Un artigiano è sempre tenuto a fare il lavoro a regola d'arte seguendo la buona diligenza, glielo impone il codice civile agli art. 2224 e 2225


C'entra nulla, un ditta installatrice può non essere un artigiano, ma una s.r.l., una s.p.a., una cooperativa, una ditta non installatrice.

Lipari ha scritto:La dichiarazione di conformità alla regola d'arte può essere riassunto in " E' un buon lavoro, lo garantisco io che sono quello che l'ha fatto!".


Si, di fatto è così, solo che chi lo garantisce deve avere delle qualifiche.

Lipari ha scritto:La DiRi ha invece un senso logico perché redatto da una persona estranea: io tecnico dichiaro che questo impianto è fatto bene


No. Sai cos'è una DIRI e in che casi si applica?

Lipari ha scritto:Dopo aver compilato tutto si declina ogni responsabilità, ne potrebbe essere altrimenti.
L'elettrecista è responsabile mentre lavora (cantiere aperto) non certo dopo aver consegnato l'impianto al cliente che può farne l'uso che vuole ed è sempre il cliente che la responsabilità sul suo edificio e la responsabilità penale è sempre personale.


Sbagliato. L'installatore è responsabile per tutto il tempo in cui l'impianto rimane in funzione, in caso di infortunio sarà il perito del giudice a stabilire se è stato causato da mancata manutenzione o da errata installazione o errata progettazione o entrambe le cose.

Lipari ha scritto:Ho fatto le domande, ho ottenuto le risposte e resto della mia idea, già espressa: non stuzzicare il cane che dorme. Se nessuno me la chiede non la consegno.
Ma la conservo. Sempre come atto burocratico.


Certo, se l'immobile ha già l'agibilità non sei tenuto a consegnarla in comune. Ti può essere richiesta dal fornitore di energia elettrica che se non la riceve può procedere alla sospensione dell'erogazione.
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[27] Re: DiCo e Diri.

Messaggioda Foto UtenteLipari » 21 set 2014, 21:53

Fa impazzire i "tirafili", agli elettricisti qualificati cambia poco o nulla.

Un tirafili rimane un tirafili, con o senza diploma, con o senza iscrizione all'artigianato con o senza qualifica per la firma.Per la controversie sulla DiCo...mi piacerebbe fargliela leggere ad un avvocato per vedere quanto "pesa" sotto il profilo penale e civile, ma è una curiosità troppo costosa e quindi me la tengo.
Certo che se un elettrecista ha reponsabilità penali sull'impianto anche dopo la consegna dell'impianto è una bella spada di Samocle !
Come fanno a dormire la notte! :cry:
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[28] Re: DiCo e Diri.

Messaggioda Foto UtenteMassimoB » 21 set 2014, 22:55

nonostante la spada fosse di Damocle :mrgreen: se lavori come si deve ti assicuro che di notte si dorme tranquilli.
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[29] Re: DiCo e Diri.

Messaggioda Foto Utenteattilio » 21 set 2014, 23:05

mi sembra una discussione esoterica

premessa
tu e il tuo amico (responsabile tecnico di ditta installatrice o ingegnere con laurea nel settore specifico e relativa abilitazione) avete fatto ex novo 'sto impianto (tuo privato immagino, non conto terzi), questo è il dato di fatto

poi
non vuoi rovinare l'amicizia per una dichiarazione di conformità, ma che vuol dire?
hai esordito chiedendo se la dichiarazione è un modello prestampato e quali allegati siano obbligatori, da questo deduco che comunque tu non abbia una gran fiducia nel tuo amico, magari non sotto il profilo lavorativo ma sull'aspetto "burocratese" della compilazione "scartoffie"

intuisco che forse avete accennato al discorso e ipotizzo che il tuo amico abbia pronunciato una frase che mai al mondo nessun altro installatore più o meno qualificato abbia mai pronunciato :^o . . .
"a che ti serve la DICO??? non te la chiederà mai nessuno, fregatene!"

a questo punto, se invece di venire a chiedere informazioni su "cosa il tuo amico deve rilasciarti" (che poi gli allegati obbligatori li trovi semplicemente sfogliando le pagine del DM 37/08 o leggendo il frontespizio della dichiarazione stessa), avessi chiesto al tuo amico con fare amichevole. . .
"ma no dai, fammi sta benedetta dichiarazione, ci tengo a farla vedere agli amici, infondo sarai talmente abituato a farla che non sarà certo un problema per te..."
non vedo perché questi dovrebbe rifiutarsi [*]

per dirla tutta, la mia sensazione è che se di Amicizia si tratta, il problema nemmeno l'avresti posto, ma avreste già discusso e risolto la cosa con mezza parola ciascuno

[*] unico motivo valido, ma poco credibile, è che egli non si fidi del tuo lavoro svolto a suo aiuto nella realizzazione dell'impianto, ma se così fosse la sua responsabilità è addirittura doppia!

P.S. esistono le dichiarazioni per fini burocratici, quelle fatte da "professionisti" che lo vedono solo come un pallosissimo adempimento, sono in genere scarne se non addirittura incomplete o errate (ma tanto chi le contesta? gli organi preposti al ricevimento di questi documenti, a volte non sanno nemmeno di cosa si tratta)

e ci sono le dichiarazioni per fini professionali, quelle fatte da "professionisti con i coglioni", che lo vedono come uno strumento per valorizzare il loro lavoro e per esplicitare quello che sta dietro al lavoro svolto,
sono documenti (forse inutili, all'atto pratico) ma è un piacere sfogliarle

io sono sempre dell'idea che se una cosa va fatta, tanto vale farla bene, ci perdi (in realtà è un guadagno) un po' di tempo in più è vero, ma quando lo fai tanto per farlo, elaborando una ciofeca di documento il tempo non solo l'hai perso, ma anche inutilmente
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[30] Re: DiCo e Diri.

Messaggioda Foto Utenteattilio » 21 set 2014, 23:20

altra faccia della medaglia...

quando trovi [*] clienti con allergia (non motivata da problematiche e congiunture reali) al saldo (€) o ai vari acconti in corso d'opera, ti viene un po' voglia di rifarti su tutto... non gli metto le fascette per tenere ordinati i cablaggi, non ti metto la targa sul quadro e non ti indico la funzionalità degli interruttori (te la dico a voce), i vecchi fili del citofono adesso arrivano giusti giusti (normalmente cambi la tratta dalla cassetta all'apparecchio)... vanno benissimo così, se hai già finito l'impianto, puoi solo rifarti sulla dichiarazione, gliene fai una "burocratica minimalist"

sì insomma viene l'istinto di rivalsa, poi il più delle volte prevale l'indole che ci frega (in molti), perché quando si parla di regola d'arte la parola arte non è buttata a caso, penso che per molti, l'opera realizzata sia vista come una propria espressione e fare le cose male farebbe del male prima ancora a noi stessi

pero che cazzo, ci sono clienti che certe cose se le meritano! non prendiamoci in giro! :mrgreen:

[*] è una buona fetta della torta, una buonissima fetta
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