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Terra sui secondari

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[21] Re: Terra sui secondari

Messaggioda Foto Utentemir » 3 nov 2014, 0:32

in questo thread,si è partiti dalla connessione al sistema di protezione di un lato del secondario di alimentazione comandi, per arrivare alle competenze delle figure interessate ai lavori elettrici, Foto Utentecoreforse è il caso che apri altri thread per domande più specifiche ;-)
comunque in relazione alle figure idonee ad eseguire lavori elettrici ti consiglio questa lettura, anche se la Norma CEI 11-27 è giunta di recente alla sua IV ediz la sostanza resta la stessa-
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[22] Re: Terra sui secondari

Messaggioda Foto Utenteattilio » 3 nov 2014, 0:33

core ha scritto:i PES devono sempre togliere tensione prima di operare, anche per misurare una tensione devono farlo collegando lo strumento senza tensione di rete e solo dopo alimentare tenendo la giusta distanza..

:shock: eh?
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[23] Re: Terra sui secondari

Messaggioda Foto Utentemir » 3 nov 2014, 0:36

core ha scritto:si in effetti ...

Foto Utentecore la misura si utilizza in questi casi per verificare la presenza di tensione,eseguita con i dovuti DPI considerando tali anche le caratteristiche dei putnali di misura ;-)
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[24] Re: Terra sui secondari

Messaggioda Foto Utentecore » 3 nov 2014, 0:42

da quanto ne so un PES puo svolgere lavori solo fuori tensione e in prossimità a differenza del PE.I che può svolgere lavori sotto tensione
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[25] Re: Terra sui secondari

Messaggioda Foto Utenteattilio » 3 nov 2014, 0:52

non conosco nello specifico le "abilitazioni" di quegli acronimi, ma quello che hai ipotizzato mi prefigura scenari paradossali,
mi immagino l'operatore addestrato (PES come da te citato) che per eseguire una verifica di tensione su un sottoquadro sale con scala o trabattello ad aprire un sezionatore fusibilato (spina) di blindo, poi scende, fissa i coccodrilli o i puntali del tester magari allentando i morsetti, poi risale a chiudere il sezionatore e finalmente riesce a verificare la tensione adoperando un binocolo puntato verso il display del multimetro...
...poi ovviamente deve ripetere le operazioni precedenti in maniera inversa per scollegare lo strumento

no, davvero, direi che se questa è la filosofia andante, ci sono diverse cosa da rivedere
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[26] Re: Terra sui secondari

Messaggioda Foto Utentecore » 3 nov 2014, 1:02

sissignore però non con il binocolo, mi pare che fino a 1000V la distanza sia fissata sui 65cm dalla parte attiva
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[27] Re: Terra sui secondari

Messaggioda Foto Utenteattilio » 3 nov 2014, 1:11

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[28] Re: Terra sui secondari

Messaggioda Foto Utentemir » 3 nov 2014, 7:29

@ Foto Utentecore, come ben saprai la Norma CEI 11-27 riconosce nelle sigle PES,PAV,e PEC rispettivamente Persona Esperta,Persona Avvertita e Persona Comune, ritrovando nella prima quella con le caratteristiche idonee per eseguire lavori elettrici, fuori ed in prossimità di tensione.
La misura elettrica,come indicato nella CEI 11-27 deve essere eseguita solo da PES o PAV,utilizzando adeguata strumentazione,e verificando dapprima il regolare funzionamento degli strumenti stessi, e qualora l'operatore ravveda la possibilità di rischio elettrico,ad esempio possibile contatto con parti attive scoperte,dovrà valutare e utilizzare i dovuti DPI o prendere le dovute precauzioni per evitare possbili cortocircuiti o archi elettrici.
Pertanto nella misura gioca un ruolo importante il grado di protezione sulle parti sotto misura che dovrà essere almeno IPXXB.
Pertanto la misura elettrica,può essere eseguita rispettando le indicazioni(come dettagliatamente riportate nella norma citata) sulle procedure che la norma suggerisce per evitare rischi elettrici relativamente alle figure indicate che hanno appunto le giuste conoscenze.
la figura PEI, persona idonea è una figura professionale che segue un iter di formazione differente ed è interessata da un'altra specifica Norma per particolari lavori elettrici.
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[29] Re: Terra sui secondari

Messaggioda Foto Utenteattilio » 3 nov 2014, 11:42

Foto Utentecore, forse è il caso di fare un reset, perché mi pare che questa discussione non abbia più né capo né coda

progettare e realizzare un quadro elettrico, sia esso un prototipo o meno, richiede comunque un approccio circostanziale

le norme e le pubblicazioni aiutano sicuramente, ma forse è o sarebbe buona prassi anche porsi delle domande e darsi delle risposte in maniera critica, successivamente verificare che non ci si stia dimenticando di qualcosa

ti faccio un esempio stupido,
se ti trovassi a realizzare un quadro contenente un avviamento stella/triangolo per motori asincroni, i cui comandi di marcia e arresto fossero li confinati, ci sarebbe bisogno di utilizzare un trasformatore di sicurezza?
e se anche si volesse, sarebbe necessario mettere il polo freddo del secondario a terra?

e piuttosto che pensare a cosa succede se "uno" va ad aprire quel quadro e stringere una vite lenta di un morsetto pensassi che cautelativamente sarebbe giusto prevedere un interruttore che consenta l'apertura del quadro solo dopo avene messo n-1 dispositivi fuori tensione?
[tanto so già a priori che il manutentore a portella aperta, forzerà il blocco con un cacciavite a taglio]

credo siano domande che è lecito farsi,
successivamente (almeno è così che io la vedo), quando ci si è chiariti quello che sembra giusto voler mettere in campo, si verifica che anche le norme lo consentano e soprattutto si cerca di capirne i motivi

-------

sul discorso di chi invece può o non può mettere le mani in un quadro o in prossimità di esso, penso che anche quella dei PES/PAV/PEI e chi mi sono di sicuro dimenticato, sia nata con un nobile e preciso intento, che tuttavia ritengo, per come spesso ho visto applicare certe "prescrizioni/obblighi", possano essere un'arma a doppio taglio

non capisco il senso (ammesso che ci sia) per cui una misura di tensione in BT, possa essere condotta secondo modalità operative diverse a seconda del fatto che ad eseguirla sia io o la signora maria (PAV?)
credo che questo introduca più rischi potenziali che altro,
perché invece di formare adeguatamente la signora maria, le dico che ella può fare una determinata manovra solo avendone prima fatta un'altra, ma siamo sicuri che in condizioni "non standard", la signora maria, forte di questi "dogmi di operatività in sicurezza" non risulti più esposta al rischio, rispetto a chi invece, per una più ampia formazione ed esperienza, arrivi di suo a considerare altre due, cinque o dieci possibilità non preventivate?

sarebbe diverso (sempre secondo me) se quegli acronimi, fossero parte integrante di una formazione continua, ovvero che un essere PAV, tenda a diventare (attraverso la formazione) a breve termine un PES o o un PEI e non di restare tale
ma se così fosse credo che verrebbe meno tutto questo castello di carte, il cui fine principale è forse quello di identificare e specificare tutto e tutti a mo' di cintura di castità contro possibili "incidenti" o derive del sistema

sarà una mia deformazione, ma vedo che invece di semplificare le situazioni, si cerca spesso di ingarbugliarle e basta
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[30] Re: Terra sui secondari

Messaggioda Foto Utenteivano » 4 nov 2014, 0:50

attilio , tu stai dicendo la sacrosanta verita'.
ormai viviamo in un sistema economico politico completamente deviato che cerca solo di proteggersi da incidenti ai lavoratori nel modo piu' assurdo possibile, ovvero scaricando loro la colpa di cio che e' successo.
( ovviamente se rispettava le norme l'incidente non succedeva)
POI vanno a dire che nessuno vuole piu' svolgere lavori tradizionali e che stanno alleggerendo la burocrazia
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