E dopo essere andati un po' a zonzo, provo a rispondere a
marcoh 
.
Il metodo dei potenziali ai nodi consiste nello scrivere per ogni nodo una equazione di bilancio della corrente (Kirchhoff per le correnti): tanta corrente entra in un nodo, tanta ne deve uscire. Oppure si puo` anche dire che la somma di tutte le correnti, prese positive entranti, deve fare zero. Quest'ultimo modo di esprimere il concetto e` piu` formale ma mi piace di meno, ci sono troppi segni negativi!
Guardiamo il nodo 1, come lo hai chiamato tu. Se avessi fatto lo schema in fidcadj avrei potuto prenderlo, modificarlo, evidenziare le cose che sto dicendo. Sara` per la prossima volta, tanto qui il problema non e` difficile.
Dal ramo di sinistra entra nel nodo 1 la corrente

. Il fatto che ci siano R1 e C1 in serie non da` nessun effetto sulla corrente che arriva da questo ramo. Un generatore di corrente spinge sempre la stessa corrente, indipendentemente da quello che ha in serie.
La corrente che entra da sinistra un po' va in giu` attraverso L1 ed R2, e un po' va via attraverso C2, andando nel nodo 2.
La corrente che scende attraverso L1 R2, come avevi gia` scritto tu, vale

. Suppongo di essere in regime sinusoidale, altrimenti non si puo` parlare di reattanze in quel modo.
La corrente che esce da C2 va verso il nodo 2 dipende anche dalla tensione del nodo 2. La corrente che passa in un condensatore e` data dalla tensione ai suoi capi moltiplicata per la suscettanza del condensatore, quindi questo secondo contribiuto, che prendo uscente perche' mi fa comodo, vale

.
Mettendo insieme i vari pezzi si ha questa equazione al nodo

Si puo` dire che il risultato non ha errori palesi perche' non contiene i componenti R1 e C1, che essendo in serie a un generatore di corrente non ne modificano la corrente, e contiene V2, dato che il nodo 1 e` collegato al nodo 2 attraverso C2. Altri errori meno visibili possono sempre essere in agguato.
Nota che
per questo nodo ho scelto la corrente di C2 che scorre da sinistra verso destra. Quando vado ad analizzare il nodo 2, posso usare la stessa convenzione, ma, se mi viene piu` comodo, posso pensare la corrente che esce dal nodo 2 verso il nodo 1, e quindi il contributo di questa corrente uscente dal nodo due sara`

. Per semplificarsi un po' la vita nello scrivere le equazioni al nodo 2 mi pare che si possano scambiare fra di loro il generatore di tensione e la resistenza R4.