Bruno, ci sono troppi punti di disaccordo per affrontare un problema complesso come quello che hai posto. Se continuiamo su questa strada non si giunge a nulla. Propongo di semplificare il problema al massimo per accordarci su alcuni punti chiave (se possibile) e affrontare poi il problema iniziale in un secondo momento.
Il primo punto chiave è la questione della corrente infinita in una spira a resistenza nulla mossa in un circuito magnetico. Ho preparato un circuito semplice che può essere utile a comprendere la questione, nel modo in cui la vedo io.
Premetto che utilizzare il concetto della forza elettromotrice in una spira a resistenza nulla non ha molto senso, ma la legge di Lenz determina questa forza controelettromotrice come conseguenza della corrente indotta e non viceversa. Citando:
La legge di Lenz descrive il fatto che, in seguito alla variazione del campo magnetico, nel circuito si genera un campo elettrico che "si oppone" alla variazione del campo magnetico in modo tale da rispettare la legge di conservazione dell'energia ed il terzo principio della dinamica. Più precisamente, al campo elettrico che si genera nel circuito è associata una corrente elettrica che bilancia la variazione del flusso del campo magnetico concatenato al circuito.
La parte importante da comprendere è che la condizione da rispettare non è la formuletta della fem, ma la conservazione dell’energia. In questo caso la conservazione del flusso attraverso la spira a resistenza nulla.
Se ad un certo istante to in una spira a resistenza nulla attraversata da un certo flusso Fo si opera dall’esterno, cercando di variare quel flusso, nella spira si genererà una corrente tale da annullare la variazione che si cercava di imporre.
Il circuito proposto è formato da un circuito magnetico ideale con traferro infinitesimo, attraverso il quale viene trascinata una spira di dimensioni finite e resistenza nulla. Il circuito magnetico è associato ad un avvolgimento primario connesso ad un generatore di corrente costante.
Nella condizione iniziale A, si ha la spira in posizione esterna al circuito magnetico senza alcuna corrente circolante in essa. Nell’avvolgimento primario scorre la corrente Io che genera un flusso Fo nel circuito magnetico.
Nel tratto A-B non ci sono variazioni dato che le variabili del sistema non subiscono variazioni.
Nel tratto B-C, l’ingresso della spira nel circuito magnetico tenderebbe a far scorrere un flusso magnetico nella spira, modificando la condizione di flusso nullo che si aveva nella condizione precedente. Questo è contrastato (Legge di Lenz) dalla corrente che nasce nella spira e che genera un campo magnetico opposto, rendendo nullo il flusso nella spira. Man mano che la spira entra nel circuito magnetico, la corrente nella spira cresce fino a raggiungere il suo massimo al punto C. In questa condizione, tutto il flusso del circuito magnetico è concatenato con la spira, ma dovendo essere nullo, anche il flusso nel circuito magnetico è annullato.
Nel tratto C-D non cambia nulla,
mentre nel tratto D-E si ha la situazione opposta rispetto a quella del tratto B-C. Il flusso tenderebbe a diminuire perché la spira esce dal circuito magnetico, ma la cosa viene compensata dalla riduzione della corrente nella spira che mantiene nullo il flusso nella stessa. Al punto E, la spira è fuori dal circuito magnetico e la corrente nella spira è nulla.
Il tratto E-F non comporta ovviamente variazioni di sorta.
E’ importante notare la situazione delle variabili di stato nel tratto C-D. Il flusso nel circuito è nullo e la corrente nel primario (una spira) è uguale a quella del secondario (una spira). E’ la condizione di un trasformatore ideale con secondario in cortocircuito, come in effetti è.
Nessuna corrente infinita nella spira a resistenza nulla. Seguono i diagrammi delle variabili di stato.