Le tecnologie avanzate sono richieste per una polimerizzazione stabile e non tossica del cloruro di vinile, per la lavorazione che implica esalazioni di cloro, e per il suo riciclo (che, stante le suddette difficoltà e lo scarso ritorno economico da mancanza di valore intrinseco del materiale, tendenzialmente non viene fatto, mentre l'alluminio tra un po' vengono a rubartelo come il rame).
Anche i macchinari per la lavorazione sono più "avanzati", infatti è superiore l'automazione nel processo di costruzione dell'infisso in pvc (a partire dalla saldatura dell'angolo), mentre per quanto riguarda l'alluminio sono ancora richieste ampie partecipazioni umane (e esperienza!), con macchinari di concezione tranquillamente ultratrentennale. In generale, l'alluminio pretende, e poi rioffre, tolleranze minori, dall'estrusione all'installazione, con i pro e contro che ne derivano.
Le anime di acciaio (ferro zincato da 10-15 decimi, in tubolarità aperte o chiuse) hanno scarso potere antiafflosciamento o irrigidente, ma sono fondamentali per il fissaggio della ferramenta, che sarebbe demenziale avvitare direttamente sulla plastica. L'impatto sul peso (e quindi sull'usura delle cerniere) è notevole, e grava tutto sulla saldatura della superficie esterna dell'angolo a 45°, non ci sono, di solito, squadre interne portanti.
Al tocco ovviamente la plastica offre una sensazione diversa, sia per la finitura, sia per la conducibilità che ci fa sembrare un metallo più freddo del legno pur essendo alla medesima temperatura. Esistono comunque svariate tipologie di finitura dell'alluminio (anodizzazione, verniciatura lucida, opaca e ruvida, sublimazione a motivo legno, verniciatura stratificata motivo legno, pellicolazione con vero legno, pellicolazione con pvc).
Sull'aspetto "de gustibus ecc. ecc.", a me per esempio non piacciono i nodi immensi del pvc e i suoi sormonti da 10-15 mm, ma nemmeno l'eccessiva regolarità dell'alluminio.
