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riferimenti e potenza

Circuiti, campi elettromagnetici e teoria delle linee di trasmissione e distribuzione dell’energia elettrica

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[1] riferimenti e potenza

Messaggioda Foto Utenteabj79 » 20 mag 2015, 10:32

Ciao a tutti,
chi saprebbe spiegarmi perché il passaggio dal sistema di riferimento stazionario a quello sincrono non è invariante per la potenza e quale è la trasformazione da adottare?
Grazie in anticipo........


P.S.: si parla di macchine rotanti: in particolare è di mio interesse il motore asincrono.
Alcuni leggono "Guerra e pace", e pensano che sia solamente un libro d'avventure; altri, leggendo gli ingredienti su una cartina del chewing-gum, scoprono i segreti dell'universo.
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[2] Re: riferimenti e potenza

Messaggioda Foto Utentetorla91 » 20 mag 2015, 20:59

abj79 ha scritto: non è invariante per la potenza

cosa intendi ??? le trasformzioni generlmente sono quasi tutte geometriche, la potenza non entra quasi mai in campo!
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[3] Re: riferimenti e potenza

Messaggioda Foto Utenteabj79 » 20 mag 2015, 22:23

parte sottolineata, pag 59 del testo (oppure 8 del pdf):
http://www.diegm.uniud.it/petrella/Azionamenti%20Elettrici%20II/MSMP.pdf
Alcuni leggono "Guerra e pace", e pensano che sia solamente un libro d'avventure; altri, leggendo gli ingredienti su una cartina del chewing-gum, scoprono i segreti dell'universo.
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[4] Re: riferimenti e potenza

Messaggioda Foto Utentetorla91 » 21 mag 2015, 9:01

sinceramente non me lo ricordo però mi viene da pensare che cambiando reference frame, ottieni i valori di tensione e corrente scalati di tale fattore(2/3)^0.5 quindi quando vai al calcolo finale devi ricordrti che questo fattore va compensato. odio i modelli dinamici ! :)
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[5] Re: riferimenti e potenza

Messaggioda Foto Utentegill90 » 21 mag 2015, 11:51

Ti rispondo citando sempre Petrella! :mrgreen:
La risposta la trovi in parte in qui al paragrafo 3.1.3: in pratica la trasformazione abc \rightarrow \alpha \beta è definita dalla matrice (trascurando la componente omopolare):

T_{abc \rightarrow \alpha \beta} = \frac{2}{3}\begin{bmatrix}
1 & -\frac{1}{2} & -\frac{1}{2} \\
0 & \frac{\sqrt{3}}{2} & -\frac{\sqrt{3}}{2}
\end{bmatrix}

Mentre quella \alpha \beta \rightarrow dq è:

T_{\alpha \beta 0 \rightarrow dq} = \frac{2}{3}\begin{bmatrix}
\cos(\theta_{dq}) & \sin(\theta_{dq}) \\
-\sin(\theta_{dq}) & \cos(\theta_{dq}) \\
\end{bmatrix}

Se parti dall'espressione della potenza istantanea p(t) nel tempo, la ottieni come

p(t)=u(t)^Ti(t)

che, espressa nel riferimento stazionario \alpha \beta e trascurando per semplicità la componente omopolare, hai

p(t)=u_{\alpha \beta}^TT_{\alpha \beta \rightarrow abc}^TT_{\alpha \beta \rightarrow abc}i_{\alpha \beta},

avendo indicato con T_{\alpha \beta \rightarrow abc} l'inversa di T_{abc \rightarrow \alpha \beta}.
Il prodotto T_{\alpha \beta \rightarrow abc}^TT_{\alpha \beta \rightarrow abc}, se provi a calcolarlo, restituisce la matrice

\frac{3}{2}\begin{bmatrix}
1 & 0 \\
0 & 1
\end{bmatrix}

Per cui il risultato finale della potenza è p(t)=\frac{3}{2}(u_{\alpha}i_{\alpha}+u_{\beta}i_{\beta}). Ovviamente le componenti \alpha e \beta dipendono dal tempo, io non l'ho messo per non incasinare l'espressione.
Qui vedi che la potenza in \alpha \beta NON è la calcoli banalmente come u_{\alpha}i_{\alpha}+u_{\beta}i_{\beta}, ma c'è un fattore \frac{3}{2} che sfalsa il risultato.
Se ora trasformi in dq, sapendo che u_{dq}=T_{\alpha \beta \rightarrow  dq}u_{\alpha \beta} (e analogamente per la corrente), ottieni:

p(t)=u_{dq}^TT_{\alpha \beta \rightarrow  dq}^TT_{\alpha \beta \rightarrow abc}^TT_{\alpha \beta \rightarrow abc}T_{\alpha \beta \rightarrow  dq}i_{\alpha \beta}

p(t)=\frac{3}{2}(u_{dq}^T \begin{bmatrix} \cos & -\sin \\ \sin & \cos  \end{bmatrix}   \begin{bmatrix} 1 & 0 \\ 0 & 1\end{bmatrix}  \begin{bmatrix} \cos & \sin \\ -\sin & \cos \end{bmatrix} i_{dq})=\frac{3}{2}(u_{dq}^T\begin{bmatrix} 1 & 0 \\ 0 & 1\end{bmatrix}i_{dq})=\frac{3}{2}(u_di_d+u_qi_q),

dove anche qui per semplicità di notazione ho messo solo \cos e \sin.
Per cui anche qui c'è lo stesso fattore \frac{3}{2} in più, analogamente a quanto accadeva per \alpha \beta (lo potevi vedere anche notando che T_{\alpha \beta \rightarrow  dq} è ortogonale, per cui non varia la scala).

In questo senso sia quando calcoli la potenza in \alpha \beta sia quando la calcoli in dq devi tener conto cher la trasformazioni dal "dominio" trifase introduce dei contributi che, a seconda dei riferimenti utilizzati, porteranno la potenza ad avere espressione rispettivamente:

p(t)=\begin{cases}
(u_ai_a+u_bi_b+i_ci_c) \\
\frac{3}{2}(u_\alpha i_\alpha+u_\beta i_\beta) \\
\frac{3}{2}(u_d i_d+u_q i_q)\end{cases}
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[6] Re: riferimenti e potenza

Messaggioda Foto Utenteabj79 » 21 mag 2015, 12:11

OTTIMO, GRANDE!
perché però sto trovando (altrove) che la matrice di trasformazione ha per coefficiente \[\sqrt{2/3}\] invece che 2/3?
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[7] Re: riferimenti e potenza

Messaggioda Foto Utenteabj79 » 21 mag 2015, 12:29

E come si passa, in presenza di componenti omopolari, da:
p(t)=
\frac{3}{2}(u_\alpha i_\alpha+u_\beta i_\beta)
a:
\[p(t)=\frac{3}{2} Re \left [ \overline{u}(t)\breve{i}(t) \right ]\]
con
Re: operatore parte reale
-: vettore spaziale
U: complesso e coniugato
?
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[8] Re: riferimenti e potenza

Messaggioda Foto Utentegill90 » 21 mag 2015, 12:55

L'utilizzo del termine \sqrt{\frac{2}{3}} al posto di \frac{2}{3} serve proprio a normalizzare le potenze: si tratta di una notazione leggermente diversa, che modifica le ampiezze dei vettori nei riferimenti sincroni e rotanti ma che dall'altro lato permette di calcolare la potenza come p(t)=(u'_\alpha i'_\alpha+u'_\beta i'_\beta), dove stavolta u'_{\alpha \beta} e i'_{\alpha \beta} sono i vettori rotanti calcolati con la matrice di rotazione "alternativa" con \sqrt{\frac{2}{3}}.
In pratica o conservi le ampiezze delle componenti o la potenza, ma non entrambe: con \frac{2}{3} mantieni costanti le ampiezze ma la potenza va corretta di \frac{3}{2}, con \sqrt{\frac{2}{3}} mantieni la potenza ma devi ricordarti che le ampiezze differiscono per un fattore \sqrt{\frac{3}{2}}.
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[9] Re: riferimenti e potenza

Messaggioda Foto Utentegill90 » 21 mag 2015, 13:08

abj79 ha scritto:E come si passa, in presenza di componenti omopolari, da:
p(t)=
\frac{3}{2}(u_\alpha i_\alpha+u_\beta i_\beta)
a:
\[p(t)=\frac{3}{2} Re \left [ \overline{u}(t)\breve{i}(t) \right ]\]


Non mi è mai capitato, però direi che non è possibile: la presenza della componente omopolare rende il vettore nel riferimento stazionario dotato di 3 basi: \alpha, \beta e 0. La notazione complessa x_\alpha + jx_\beta la puoi utilizzare solo quando non è presente la componente omopolare, in questo modo hai 2 dimensioni (basi ortogonali) che possono essere rappresentate agevolmente nel piano di Gauss. Se ci metti anche la base 0 la notazione complessa della potenza perde di senso: dove finirebbe la componente omopolare nella formula?
Se è presente anche la componente omopolare, la potenza devi calcolartela considerando la matrice intera 3\times 3, mentre se non c'è, onde evitare di ricorrere alla matrice 2\times 2, puoi utilizzare tranquillamente la notazione complessa (ma solo in quel caso).
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[10] Re: riferimenti e potenza

Messaggioda Foto Utentetorla91 » 21 mag 2015, 18:38

la mia risposta era sicuramente più completa! :^o
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