Ciao a tutti,
chi saprebbe spiegarmi perché il passaggio dal sistema di riferimento stazionario a quello sincrono non è invariante per la potenza e quale è la trasformazione da adottare?
Grazie in anticipo........
P.S.: si parla di macchine rotanti: in particolare è di mio interesse il motore asincrono.
riferimenti e potenza
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g.schgor,
IsidoroKZ
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Alcuni leggono "Guerra e pace", e pensano che sia solamente un libro d'avventure; altri, leggendo gli ingredienti su una cartina del chewing-gum, scoprono i segreti dell'universo.
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parte sottolineata, pag 59 del testo (oppure 8 del pdf):
http://www.diegm.uniud.it/petrella/Azionamenti%20Elettrici%20II/MSMP.pdf
http://www.diegm.uniud.it/petrella/Azionamenti%20Elettrici%20II/MSMP.pdf
Alcuni leggono "Guerra e pace", e pensano che sia solamente un libro d'avventure; altri, leggendo gli ingredienti su una cartina del chewing-gum, scoprono i segreti dell'universo.
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sinceramente non me lo ricordo però mi viene da pensare che cambiando reference frame, ottieni i valori di tensione e corrente scalati di tale fattore(2/3)^0.5 quindi quando vai al calcolo finale devi ricordrti che questo fattore va compensato. odio i modelli dinamici ! :)
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Ti rispondo citando sempre Petrella!
La risposta la trovi in parte in qui al paragrafo 3.1.3: in pratica la trasformazione
è definita dalla matrice (trascurando la componente omopolare):

Mentre quella
è:

Se parti dall'espressione della potenza istantanea
nel tempo, la ottieni come

che, espressa nel riferimento stazionario
e trascurando per semplicità la componente omopolare, hai
,
avendo indicato con
l'inversa di
.
Il prodotto
, se provi a calcolarlo, restituisce la matrice

Per cui il risultato finale della potenza è
. Ovviamente le componenti
e
dipendono dal tempo, io non l'ho messo per non incasinare l'espressione.
Qui vedi che la potenza in
NON è la calcoli banalmente come
, ma c'è un fattore
che sfalsa il risultato.
Se ora trasformi in
, sapendo che
(e analogamente per la corrente), ottieni:

,
dove anche qui per semplicità di notazione ho messo solo
e
.
Per cui anche qui c'è lo stesso fattore
in più, analogamente a quanto accadeva per
(lo potevi vedere anche notando che
è ortogonale, per cui non varia la scala).
In questo senso sia quando calcoli la potenza in
sia quando la calcoli in
devi tener conto cher la trasformazioni dal "dominio" trifase introduce dei contributi che, a seconda dei riferimenti utilizzati, porteranno la potenza ad avere espressione rispettivamente:

La risposta la trovi in parte in qui al paragrafo 3.1.3: in pratica la trasformazione
è definita dalla matrice (trascurando la componente omopolare):
Mentre quella
è:
Se parti dall'espressione della potenza istantanea
nel tempo, la ottieni come
che, espressa nel riferimento stazionario
e trascurando per semplicità la componente omopolare, hai
,avendo indicato con
l'inversa di
.Il prodotto
, se provi a calcolarlo, restituisce la matrice 
Per cui il risultato finale della potenza è
. Ovviamente le componenti
e
dipendono dal tempo, io non l'ho messo per non incasinare l'espressione.Qui vedi che la potenza in
NON è la calcoli banalmente come
, ma c'è un fattore
che sfalsa il risultato. Se ora trasformi in
, sapendo che
(e analogamente per la corrente), ottieni:
,dove anche qui per semplicità di notazione ho messo solo
e
.Per cui anche qui c'è lo stesso fattore
in più, analogamente a quanto accadeva per
(lo potevi vedere anche notando che
è ortogonale, per cui non varia la scala).In questo senso sia quando calcoli la potenza in
sia quando la calcoli in
devi tener conto cher la trasformazioni dal "dominio" trifase introduce dei contributi che, a seconda dei riferimenti utilizzati, porteranno la potenza ad avere espressione rispettivamente:
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OTTIMO, GRANDE!
perché però sto trovando (altrove) che la matrice di trasformazione ha per coefficiente
invece che 2/3?
perché però sto trovando (altrove) che la matrice di trasformazione ha per coefficiente
invece che 2/3?Alcuni leggono "Guerra e pace", e pensano che sia solamente un libro d'avventure; altri, leggendo gli ingredienti su una cartina del chewing-gum, scoprono i segreti dell'universo.
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E come si passa, in presenza di componenti omopolari, da:

a:
![\[p(t)=\frac{3}{2} Re \left [ \overline{u}(t)\breve{i}(t) \right ]\] \[p(t)=\frac{3}{2} Re \left [ \overline{u}(t)\breve{i}(t) \right ]\]](/forum/latexrender/pictures/4c8f09cc9c47963a5ab97bc0460ba307.png)
con
Re: operatore parte reale
-: vettore spaziale
U: complesso e coniugato
?

a:
![\[p(t)=\frac{3}{2} Re \left [ \overline{u}(t)\breve{i}(t) \right ]\] \[p(t)=\frac{3}{2} Re \left [ \overline{u}(t)\breve{i}(t) \right ]\]](/forum/latexrender/pictures/4c8f09cc9c47963a5ab97bc0460ba307.png)
con
Re: operatore parte reale
-: vettore spaziale
U: complesso e coniugato
?
Alcuni leggono "Guerra e pace", e pensano che sia solamente un libro d'avventure; altri, leggendo gli ingredienti su una cartina del chewing-gum, scoprono i segreti dell'universo.
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L'utilizzo del termine
al posto di
serve proprio a normalizzare le potenze: si tratta di una notazione leggermente diversa, che modifica le ampiezze dei vettori nei riferimenti sincroni e rotanti ma che dall'altro lato permette di calcolare la potenza come
, dove stavolta
e
sono i vettori rotanti calcolati con la matrice di rotazione "alternativa" con
.
In pratica o conservi le ampiezze delle componenti o la potenza, ma non entrambe: con
mantieni costanti le ampiezze ma la potenza va corretta di
, con
mantieni la potenza ma devi ricordarti che le ampiezze differiscono per un fattore
.
al posto di
serve proprio a normalizzare le potenze: si tratta di una notazione leggermente diversa, che modifica le ampiezze dei vettori nei riferimenti sincroni e rotanti ma che dall'altro lato permette di calcolare la potenza come
, dove stavolta
e
sono i vettori rotanti calcolati con la matrice di rotazione "alternativa" con
.In pratica o conservi le ampiezze delle componenti o la potenza, ma non entrambe: con
mantieni costanti le ampiezze ma la potenza va corretta di
, con
mantieni la potenza ma devi ricordarti che le ampiezze differiscono per un fattore
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abj79 ha scritto:E come si passa, in presenza di componenti omopolari, da:
a:
Non mi è mai capitato, però direi che non è possibile: la presenza della componente omopolare rende il vettore nel riferimento stazionario dotato di 3 basi:
,
e
. La notazione complessa
la puoi utilizzare solo quando non è presente la componente omopolare, in questo modo hai 2 dimensioni (basi ortogonali) che possono essere rappresentate agevolmente nel piano di Gauss. Se ci metti anche la base
la notazione complessa della potenza perde di senso: dove finirebbe la componente omopolare nella formula? Se è presente anche la componente omopolare, la potenza devi calcolartela considerando la matrice intera
, mentre se non c'è, onde evitare di ricorrere alla matrice
, puoi utilizzare tranquillamente la notazione complessa (ma solo in quel caso).
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