domande a corredo dei PLC
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Da qualche mese a scuola all'itis (azzardiamo) facciamo il PLC e lo programmiamo con AWL e KOP...poi vengo qui e leggo che sono quasi inutili..che vergogna.
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danielepower
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Un qualunque programmatore, per qualunque sistema, parte sempre dall'assembly, e quindi nel nostro caso dall'AWL. Poi, puoi evolvere. Giustamente la scuola getta le basi si cui si fonderà poi il percorso formativo individuale. Non può essere l'opposto.
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Candy
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Candy ha scritto:Questa forse è l'unica ragione che ti deve preoccupare. L'economia moderna e l'azienda mediocre non riesce a mettere in pista un periodo formativo dei suoi tecnici. Tutti a cercare tecnici all'ultimo secondo per soddisfare le esigenze del momento.
all'ultimo colloquio glielo ho proprio detto: gli esperti prima o poi finiscono se nessuno li vuole formare...
e comunque resto dell'idea che le colpe siano da dividersi tra l'univ. che da una preparazione troppo lontana da quella effettivamente richiesta e le aziende che ormai nn vogliono spendere più nulla in formazione.....
io, per ciò che posso, sto cercando di farmi una formazione in proprio....
quando e se puoi ti sarei grato ti una opinione sul fatto dei "diagrammi di stato"...
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Io ho provato a guardare il link indicato ma il sito richiede la registrazione e la cosa al momento non mi interessa.
Sono un po perplesso da un 'atteggiamento che si sposta sullo svilimento di quanto acquisito, non in una, ma bensì in due magistrali.
E questo perché in ambito universitario non avete giocato con dei plc(s) ?
Mi pare davvero eccessivo.
Una persona con il tuo profilo immagino ci abbia già pensato ma voglio comunque provare a suggerire un altro e semplice approccio alla questione (magari tra le righe è già stato scritto).
Più che focalizzare l'attenzione sugli "strumenti" (in tal caso PLC) prova ad orientare le tue attenzioni su un settore, un contesto, un ambito applicativo: quello che poi ti servirà o verrà utilizzato te lo andrai a studiare.
Sarà anche un PLC ?
Può darsi, ma l'oggetto dell'interesse, prima di tutto, dal mio punto di vista, non dovrebbe essere lo strumento ma bensì il "processo".
Penso invece sia molto importante avere la possibilità di farsi un'idea: che usiate un linguaggio piuttosto che un altro il PLC è quello e quello rimane.
Saluti
Sono un po perplesso da un 'atteggiamento che si sposta sullo svilimento di quanto acquisito, non in una, ma bensì in due magistrali.
E questo perché in ambito universitario non avete giocato con dei plc(s) ?
Mi pare davvero eccessivo.
Una persona con il tuo profilo immagino ci abbia già pensato ma voglio comunque provare a suggerire un altro e semplice approccio alla questione (magari tra le righe è già stato scritto).
Più che focalizzare l'attenzione sugli "strumenti" (in tal caso PLC) prova ad orientare le tue attenzioni su un settore, un contesto, un ambito applicativo: quello che poi ti servirà o verrà utilizzato te lo andrai a studiare.
Sarà anche un PLC ?
Può darsi, ma l'oggetto dell'interesse, prima di tutto, dal mio punto di vista, non dovrebbe essere lo strumento ma bensì il "processo".
non sono quasi inutili, ne tanto meno inutili, e per questo ti suggerirei di non sentenziare in classe con valutazioni del genere.danielepower ha scritto:Da qualche mese a scuola all'itis (azzardiamo) facciamo il PLC e lo programmiamo con AWL e KOP...poi vengo qui e leggo che sono quasi inutili..che vergogna.
Penso invece sia molto importante avere la possibilità di farsi un'idea: che usiate un linguaggio piuttosto che un altro il PLC è quello e quello rimane.
Saluti
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WALTERmwp
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perdonami, nn avevo fatto caso che fosse richiesta la registrazione al sito, semmai provo a caricarlo io altrove.
i plc sono solo un esempio di come la teoria insegnata sia distate da quello che può essere poi il lavoro dell'ingegnere.
Ti riporto altri esempi: non inserire dei corsi d'inglese in un corso di laurea in ingegneria lo trovo grave, come nn fare degli esami dove s'insegni come condurre un progetto elettrico dall'inizio alla fine o come si sceglie una macchina elettrica da un catalogo: solo qualche ing. la progetterà ma la maggior parte la dovranno semplicemente scegliere...
Dopo le lauree ho dovuto investire altro tempo a studiare l'inglese seriamente, ora per i plc...se le cose che servono le devo fare tutte da solo, quale è il ruolo dell'università? tanta colpa credo sia dei professori che nn hanno mai messo il naso fuori da quelle 4 mura...
sto puntando sull'automazione in quanto lo considero un ambito abbastanza robusto rispetto ai periodi di crisi.
mi sarebbe piaciuto lavorare nell'oil e gas ma a parte il kazakistan, dove pure si è palesata l'astrazione della mia preparazione, non sto avendo riscontri né in italia né all'estero pur essendo disponibile a lavorare pure nel deserto o su piattaforme. In questo settore se nn hai almeno 3 anni di esperienza nn ti considerano proprio...
i plc sono solo un esempio di come la teoria insegnata sia distate da quello che può essere poi il lavoro dell'ingegnere.
Ti riporto altri esempi: non inserire dei corsi d'inglese in un corso di laurea in ingegneria lo trovo grave, come nn fare degli esami dove s'insegni come condurre un progetto elettrico dall'inizio alla fine o come si sceglie una macchina elettrica da un catalogo: solo qualche ing. la progetterà ma la maggior parte la dovranno semplicemente scegliere...
Dopo le lauree ho dovuto investire altro tempo a studiare l'inglese seriamente, ora per i plc...se le cose che servono le devo fare tutte da solo, quale è il ruolo dell'università? tanta colpa credo sia dei professori che nn hanno mai messo il naso fuori da quelle 4 mura...
sto puntando sull'automazione in quanto lo considero un ambito abbastanza robusto rispetto ai periodi di crisi.
mi sarebbe piaciuto lavorare nell'oil e gas ma a parte il kazakistan, dove pure si è palesata l'astrazione della mia preparazione, non sto avendo riscontri né in italia né all'estero pur essendo disponibile a lavorare pure nel deserto o su piattaforme. In questo settore se nn hai almeno 3 anni di esperienza nn ti considerano proprio...
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ecco, questa è una idea, non il PLC.antonio07 ha scritto:mi sarebbe piaciuto lavorare nell'oil e gas ma
Per quanto sia importante e magari interessante, mi spingerei a scrivere che "è il mezzo e non il fine".
lascia perdere, non ci pensare più di tanto, nessuna nasce "imparato di esperienza": non venirmi a scrivere che sei rimasto, poco o tanto, suggestionato da quel tecnico che hai incontrato nella patria della "Astana".antonio07 ha scritto:dove pure si è palesata l'astrazione della mia preparazione
Non ti preoccupare, ci sono persone di ogni genere, a prescindere dal titolo di studio.
penso tu sia ingeneroso; e te lo scrivo pur avendo già riportato in altro thread che gli insegnanti sono fondamentali.antonio07 ha scritto:tanta colpa credo sia dei professori che non hanno mai messo il naso fuori da quelle 4 mura...
Ma questo non è sufficiente per recriminare coma stai facendo tu (a proposito, attenzione perché anche tu sei un insegnante, quindi ... comportati bene ... ).
Seguendo il tuo "discorso", diversamente rispetto ad un PLC, se la tua attenzione si fosse riversata, per esempio, sulla progettazione o sull'utilizzo di un gascromatografo, in assenza di un pregresso specifico indottrinamento accuseresti ugualmente i docenti di incapacità.
Non mi pare coerenza.
Saluti
W - U.H.F.
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WALTERmwp
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mi pare che ora ci stiamo capendo meglio, ad ogni modo ho studiato per fatti miei il gascromatografo ma nn accuso l'univ che nn mi ha reso edotto su questo ma per altre cose quali i plc o l'inglese mi sento di accusarla.
un'altra cosa grave è che all'univ si fa tutto su carta, ma ing. nn è giurisprudenza, un ingegnere dovrebbe essere prima di tutto un buon operaio elettrotecnico, quesa cosa deve fare parte della formazione..
il problema è che all'univ formano solo buono ricercatori e nn pensano che il 90% degli ing. farà la professione e nn la ricerca.
mi fa piacere che approvi per l'oil& gas ma mi sento di dirti che entrarci èè davvero un'impresa, un recruiter eni che conobbi in una situazione informale mi disse che era solo una questione di raccomandazione, magari non è vero ma l'eni nn mi ha mai degnato di un colloquio finora...ad ogni modo ora come ora sono pure pronto a ridimensionare le mie ambizioni...
un'altra cosa grave è che all'univ si fa tutto su carta, ma ing. nn è giurisprudenza, un ingegnere dovrebbe essere prima di tutto un buon operaio elettrotecnico, quesa cosa deve fare parte della formazione..
il problema è che all'univ formano solo buono ricercatori e nn pensano che il 90% degli ing. farà la professione e nn la ricerca.
mi fa piacere che approvi per l'oil& gas ma mi sento di dirti che entrarci èè davvero un'impresa, un recruiter eni che conobbi in una situazione informale mi disse che era solo una questione di raccomandazione, magari non è vero ma l'eni nn mi ha mai degnato di un colloquio finora...ad ogni modo ora come ora sono pure pronto a ridimensionare le mie ambizioni...
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Ho fatto solo una citazione a caso, menzionando il gascromatografo: dal mio punto di vista comunque non puoi imputare negligenze o carenza, che pure ci saranno, al contesto universitario perché le tue attuali necessità non hanno avuto in precedenza una corrispondente soddisfazione.
La tecnologia evolve e magari, difficilmente, dal punto di vista materiale/strumentale, accade che in laboratorio ci sia la possibilità di trovare o utilizzare quanto esiste.
Molti svolgono una attività che non coincide con i propri interessi, molti svolgono un impiego da sotto-occupati e molti non sono nemmeno occupati o, se preferisci, non hanno un lavoro.
Insomma, si tratta di "guardare" le cose con un po più di serenità, per quel che si può.
Dimenticavo: la formazione/preparazione che tu hai ricevuto è la stessa che è hanno ricevuto gli altri, presumo.
Saluti
La tecnologia evolve e magari, difficilmente, dal punto di vista materiale/strumentale, accade che in laboratorio ci sia la possibilità di trovare o utilizzare quanto esiste.
se coincidono con i tuoi interessi e le tue passioni, per me, non dovresti; al tempo stesso, però, nemmeno deprimerti ( ... potrei scriverlo con termini più coloriti).antonio07 ha scritto:(...) ad ogni modo ora come ora sono pure pronto a ridimensionare le mie ambizioni...
Molti svolgono una attività che non coincide con i propri interessi, molti svolgono un impiego da sotto-occupati e molti non sono nemmeno occupati o, se preferisci, non hanno un lavoro.
Insomma, si tratta di "guardare" le cose con un po più di serenità, per quel che si può.
Dimenticavo: la formazione/preparazione che tu hai ricevuto è la stessa che è hanno ricevuto gli altri, presumo.
Saluti
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WALTERmwp
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Se ti vuoi far sentire ...
Non si tratta di essere approssimativi, è ben noto che con il termine "AWL" si intende fare riferimento ad una sintassi chiaramente riconducibile all'alveo dello "Instruction List".
E' altrettanto risaputo, quanto non formalmente codificato, che citando il termine "AWL" si intende chiaramente rifarsi ad un acronimo e a una modalità di programmazione che nel tempo è assurto a esemplificativo riferimento.
Saluti
... ti rispondo: di cosa si tratta lo "sappiamo" e dell'analogia è già stata data evidenza.ALMENO ABBIATE IL DECORO DI NON CHIAMARLO
AWL !!!!
Non si tratta di essere approssimativi, è ben noto che con il termine "AWL" si intende fare riferimento ad una sintassi chiaramente riconducibile all'alveo dello "Instruction List".
E' altrettanto risaputo, quanto non formalmente codificato, che citando il termine "AWL" si intende chiaramente rifarsi ad un acronimo e a una modalità di programmazione che nel tempo è assurto a esemplificativo riferimento.
Saluti
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WALTERmwp
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Anweisungsliste = Lista istruzioni = assembly. Poco conta in che lingua si dica, quello significa.
Step 5 e Step 7, (non conosco la storia precedente), hanno origine tedesca e, per i vari motivi che nemmeno conosco, non sono praticamente mai stati internazionalizzati. Un timido tentativo è stato fatto dallo step 7 5.4 in avanti, dove era possibile scegliere se utilizzare lo mnemonico in inglese od in tedesco. Ma il fatto che taluni acrononimi siano rimasti in lingua tedesca, non significa che abbiano un significato diverso dal previsto.
AWL è appunto l'acronimo del parolone tedesco Anweisungsliste, che significa nulla più, nulla meno di lista istruzioni. E' l'associare l'acronimo AWL al solo step 5 o step 7 che è sbagliato. In inglese l'acronimo corrispondente è IL, (AW diventa I), ma la sostanza non cambia affatto.
Purtroppo occorre spendere il tempo anche in questo forum a fare chiarezza sulle sparate inconcludenti di taluni utenti unicamente ed inutilmente polemici.
Step 5 e Step 7, (non conosco la storia precedente), hanno origine tedesca e, per i vari motivi che nemmeno conosco, non sono praticamente mai stati internazionalizzati. Un timido tentativo è stato fatto dallo step 7 5.4 in avanti, dove era possibile scegliere se utilizzare lo mnemonico in inglese od in tedesco. Ma il fatto che taluni acrononimi siano rimasti in lingua tedesca, non significa che abbiano un significato diverso dal previsto.
AWL è appunto l'acronimo del parolone tedesco Anweisungsliste, che significa nulla più, nulla meno di lista istruzioni. E' l'associare l'acronimo AWL al solo step 5 o step 7 che è sbagliato. In inglese l'acronimo corrispondente è IL, (AW diventa I), ma la sostanza non cambia affatto.
Purtroppo occorre spendere il tempo anche in questo forum a fare chiarezza sulle sparate inconcludenti di taluni utenti unicamente ed inutilmente polemici.
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Candy
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