
Vintage... che passione!
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Mike
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Ecco il Supertester ICE 680E, uscito nel 1966, che fu di mio Padre, che conservo e ogni tanto uso tuttora.
È uno strumento costruito per durare. Infatti dopo 49 anni funziona ancora benissimo.
Tanti anni fa, credo per un colpo, si era stortato l'indice, che così andava a strisciare a metà scala e non permetteva più di fare misure affidabili.
Allora io, ancora ragazzo, di nascosto da Papà avevo aperto il tester, e a rischio di romperlo avevo raddrizzato l'indice. Era tornato a funzionare perfettamente.
Ecco la pubblicità, dalla seconda pagina di questa rivista del 1967, con le sue caratteristiche e il prezzo (10500 lire di allora).
All'interno ho sostituito la pila "torcetta" zinco-carbone da 3 V, per lungo tempo irreperibile (ora invece si trova), necessaria per misurare le resistenze, con una pila ER14505 al litio-cloruro di tionile da 3,6 V.
La maggiore tensione non dà alcun fastidio. Basta regolare il fondo scala con l'apposito potenziometro, come si deve fare sempre prima di misurare una resistenza.
Ho collegato i terminali saldabili della pila alle saldature delle molle originali in bronzo fosforoso (materiale specificato sul manuale).
Si potrebbe utilizzare anche la versione senza terminali saldabili, predisponendo un portapile formato stilo (AA) nell'abbondante spazio disponibile.
Questa pila al litio-cloruro dura almeno dieci anni, dà una tensione molto più stabile e non perde elettrolita.
Si può costruire anche un adattatore per pile al litio CR123A, oppure inserire nello spazio prima occupato dalla pila da 3 V un portapile a 2 posti per pile alcaline ministilo (AAA), più facili da reperire, e collegarlo con due fili alle saldature delle molle portapila originali.
Si notano all'interno le resistenze di precisione allo 0,5% e 1%, saldate a mano, ancora senza circuito stampato.
Qui la risposta che avevo dato in altro thread a
micter, che ha lo stesso tester, anch'esso appartenuto a suo padre, e che desidera restaurarlo.
In quella risposta ho inserito qualche informazione in più riguardo alla riparazione.
È uno strumento costruito per durare. Infatti dopo 49 anni funziona ancora benissimo.
Tanti anni fa, credo per un colpo, si era stortato l'indice, che così andava a strisciare a metà scala e non permetteva più di fare misure affidabili.
Allora io, ancora ragazzo, di nascosto da Papà avevo aperto il tester, e a rischio di romperlo avevo raddrizzato l'indice. Era tornato a funzionare perfettamente.
Ecco la pubblicità, dalla seconda pagina di questa rivista del 1967, con le sue caratteristiche e il prezzo (10500 lire di allora).
All'interno ho sostituito la pila "torcetta" zinco-carbone da 3 V, per lungo tempo irreperibile (ora invece si trova), necessaria per misurare le resistenze, con una pila ER14505 al litio-cloruro di tionile da 3,6 V.
La maggiore tensione non dà alcun fastidio. Basta regolare il fondo scala con l'apposito potenziometro, come si deve fare sempre prima di misurare una resistenza.
Ho collegato i terminali saldabili della pila alle saldature delle molle originali in bronzo fosforoso (materiale specificato sul manuale).
Si potrebbe utilizzare anche la versione senza terminali saldabili, predisponendo un portapile formato stilo (AA) nell'abbondante spazio disponibile.
Questa pila al litio-cloruro dura almeno dieci anni, dà una tensione molto più stabile e non perde elettrolita.
Si può costruire anche un adattatore per pile al litio CR123A, oppure inserire nello spazio prima occupato dalla pila da 3 V un portapile a 2 posti per pile alcaline ministilo (AAA), più facili da reperire, e collegarlo con due fili alle saldature delle molle portapila originali.
Si notano all'interno le resistenze di precisione allo 0,5% e 1%, saldate a mano, ancora senza circuito stampato.
Qui la risposta che avevo dato in altro thread a
In quella risposta ho inserito qualche informazione in più riguardo alla riparazione.
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Caratteri utili: À È É Ì Ò Ó Ù α β γ δ ε η θ λ μ π ρ σ τ φ ω Ω º ª ² ³ √ ∛ ∜ ₀ ₁ ₂ ₃ ₄ ₅ ₆ ∃ ∄ ∆ ∈ ∉ ± ∓ ∾ ≃ ≈ ≠ ≤ ≥
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Questo specie di portafusibile è sicuramente "vintage", ma non so cosa sia in realtà. Si trova all'interno di una scatola di derivazione, protetta da uno sportellino metallico. I fili dei cavi sono metallici, piuttosto spessi, e ricoperti da una guaina in tela (o roba del genere). E' situato nel corridoio di un condominio, a piano terra, in corrispondenza dell'accesso ad uno degli appartamenti. L'edificio è stato costruito nel 1950 circa.
Quando avrò tempo, proverò a controllare se nei contatti c'è tensione elettrica, e di che tipo.
Quando avrò tempo, proverò a controllare se nei contatti c'è tensione elettrica, e di che tipo.
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Sì, sono i fusibili di protezione che si metteva dopo il contatore. Per sostituire il fusibile bisognava svitare il tappo dal supporto, poi si doveva svitare il coperchietto finale, li si trovava il filo di piombo da sostituire se lo si trovava fuso. Per togliere tensione bastava solamente svitare i tappi. In quel periodo si usavano anche i portafusibili a tabacchiera vedi post 167.Potrebbe essere un porta fusibile?
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StefanoSunda
2.880 3 6 10 - Master

- Messaggi: 1962
- Iscritto il: 16 set 2010, 19:29
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Grazie per le informazioni. Da quello che dici, i cavi dovrebbero essere quelli in uscita dal contatore condominiale (l'unico che si trova nei paraggi) e potrebbero ancora essere attivi (anche se qualcosa non quadra nei collegamenti: se i fusibili sono due, presumibilmente per la fase e per il neutro, perché ci sono solo 3 cavi, e uno dei morsetti non è collegato?). Proverò a controllare.
Ultima modifica di
mir il 7 ott 2015, 15:39, modificato 1 volta in totale.
Motivazione: eliminarto quote inutile.
Motivazione: eliminarto quote inutile.
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Franco012 ha scritto:...perché ci sono solo 3 cavi, e uno dei morsetti non è collegato?
perché immagino (ammesso che siano attivi i conduttori) si è preferito utilizzare un solo fusibile per proteggere la sola fase, o meglio solo un conduttore ... ma a giudicare dallo stato dei conduttori e del protafusibili non direi siano attivi ...almeno spero ...
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Rispolverando alcuni contenitori nel box,è spuntata fuori questa credo "cassettina di derivazione"telefonica, dal marchio vintage SIP ...
mi ha sorpreso l'ottimo stato delle due barrette di collegamento nonostante il tempo e il luogo di conservazione non proprio il massimo...
mi ha sorpreso l'ottimo stato delle due barrette di collegamento nonostante il tempo e il luogo di conservazione non proprio il massimo...
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Impianto vintage, come si eseguiva tanto tempo fa.
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StefanoSunda
2.880 3 6 10 - Master

- Messaggi: 1962
- Iscritto il: 16 set 2010, 19:29
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Ogni tanto qualche conoscente amico che intende disfarsi di apparecchiatura obsoleta mi contatta "rifilandomi" delle autentiche chicche.
Questa volta, in mezzo ad altri strumenti, c'era un raro dinosauro ( quanti mai ne avrà venduti la HP ) un 4191A Impedance Analyzer.
Ho il vizio di tentare sempre e comunque una riparazione e in questo caso è stato sufficiente intervenire sull'alimentatore, saldature fredde su un 7815 e sostituire le batterie della memoria, due stilo della General Electric.
Non saprei dire se il vintage sono le batterie o lo strumento stesso ...
Certo che certi strumenti, sotto il vestito, sono sempre uno spettacolo.
Questa volta, in mezzo ad altri strumenti, c'era un raro dinosauro ( quanti mai ne avrà venduti la HP ) un 4191A Impedance Analyzer.
Ho il vizio di tentare sempre e comunque una riparazione e in questo caso è stato sufficiente intervenire sull'alimentatore, saldature fredde su un 7815 e sostituire le batterie della memoria, due stilo della General Electric.
Non saprei dire se il vintage sono le batterie o lo strumento stesso ...
Certo che certi strumenti, sotto il vestito, sono sempre uno spettacolo.
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poggioventoso
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