mir ha scritto: e che aspetti ...

Caro mio, anche le migliori rose hanno le loro spine!

Fuor di battuta: è che non ho più la stessa energia di prima a seguire tutto. A EY riesco ancora a dare volentieri qualche occhiata e, saltuariamente, a intervenire (anche se il più delle volte proferisco leggere interventi di altri molto più preparati di me). Onestamente poi devo ammettere che non mi piacciono alcune pieghe che ha preso la situazione generale, non di EY ma piuttosto dei suoi utenti: A parte le continue invasioni da parte di emeriti idioti che hanno ormai da tempo costretto molti moderatori a diventare quasi dei poliziotti, vi è comunque (per me) un generale calo di qualità di spirito con cui molti utenti intervengono: c'è molta più tendenza a scroccare vere e proprie consulenze gratuite (che andrebbero retribuite...) ai professionisti del forum che non a fornire contributi propri o anche dei buoni stimoli alla discussione, alla riflessione e al bagaglio di conoscenze ed esperienze di tutti.
Non che queste manchino, eh? Ma sto notando comunque l'avanzare di una tendenza che, almeno in me, ha spento pian piano l'interesse per i newsgroup di elettronica che frequentavo alcuni anni fa: a parte il chiedere sempre le stesse cose (ma qui non c'è veramente niente di male: per fortuna la gente si rinnova e, come escono e vecchie leve, entrano quelle nuove a cui necessariamente vanno in qualche modo trasmesse le conoscenze e le esperienze di chi è venuto prima di loro), vi è comunque un BANALIZZARSI di molti interventi a causa proprio di quella che, lo dico senza mezzi termini, è proprio mancanza di voglia di far lavorare il cervello, di darsi da fare e, per dirla colloquialmente, di MUOVERE IL CULO, attivando la propria curiosità, interesse e voglia di capire, senza il quale, scusate il francese, non va avanti un cazzo.
E quando poi confronti tutto questo con il tono di documenti come la biografia di Madeleine Bruniere o (mi sono scaricato anche questo in francese anche se da qualche parte ho una versione cartacea in italiano) del classico "Il caso e la necessità" di Jacques Monod, che ha fatto quel che ha fatto disponendo di mezzi che, per un elettronico, rispetto a quello che dispongono la microbiologia e la genetica oggi, sono l'equivalente delle radio a galena, viene un po' di stanchezza... Sarò bacato io, neh? Ma alla fine, se proprio devo avere dei modelli a cui riferirmi, preferisco quelli che mi spronano ad andare avanti (che sono pochi) che non una maggioranza che invece mi pare un immenso campo di sabbie mobili che vuole tirarmi indietro se non proprio mandarmi "sotto" e amen.
Non mi sfogo oltre perché è una situazione comunque sotto gli occhi di tutti ma dico soltanto una cosa: se per produrre un minimo di qualità nella comunità umana bisogna fare passare la gente attraverso due guerre mondiali, crisi economiche al confronto della quale l'attuale è ancora acqua fresca. più altri disastri che adesso non voglio farmi venire in mente, beh, direi che siamo messi un po' maluccio.
L'umanità può anche fare a meno (ma non troppo) di personalità eccezionali... ma non può fare certamente fare a meno di persone NORMALI consapevoli e responsabili e soprattutto pronte a fare la loro parte a risolvere i problemi che ci sono e non aspettare come pesi morti che lo facciano altri al posto loro, soprattutto quando, grazie a internet, ciascuno di noi dispone di mezzi immensi (e quasi del tutto gratuiti) per farlo, per crescere per conto proprio e, in ultima istanza, vivere una vita degna di essere vissuta. IMHO almeno.
Spezzo una lancia in favore dei più giovani. Sono andato al Maker Faire di Roma e, fosse stato solo per quello che hanno presentato i vari "yuppie" della scienza - in genere tripponi trenta-quarantenni in carriera spacciati per "nerds" . potevo risparmiarmi il viaggio fino a Roma. Ma quel che ho visto tra i giovani studenti di vari ITIS d'Italia, il loro entusiasmo unito anche a una innegabile voglia di giocare (ma giocare bene!), più alcune iniziative che mi han fatto sorridere (mitico l'invio di un Arduino su un pallone sonda per andare a vedere "di persona" come si vede il cucco a 30 chilometri di altezza da parte degli studenti di un ITS friulano! Il tutto in una scatola di polistirolo - con tutta probabilità una ex confezione di gelato! - argentata perché non venisse disintegrata dagli ultravioletti) hanno riscattato la fatica del viaggio (niente alta velocità, troppo cara), la spesa e qualche altro piccolo disagio senza alcun rimpianto. Per me una briciola di pura gioia!
Ciao
Piercarlo