salve,
ho qualche perplessità sul trasformatore ideale.
sui testi leggo che è l'idealizzazione del mutuo accopp. quando le induttanze al primario e secondario tendono all'infinito. Con riferimento alla seguente figura:
dunque, supponendo di nn voler usare il trasporto dell'impedenza e volr invece conoscere le tensioni ai due lati del trafo:
1. sul circuito 1 tutta la tensione del gen di V cade ai capi del trafo dato che domian nel partitore di tesione con R1;
2. sul secondo ragioando solo al priamrio, come potrei trovare la tensione che cade sull'induttanza? lo potrei fare solo passando attraverso la corrente al secondario?
grazie
Trasformatore ideale
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g.schgor,
IsidoroKZ
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antonio07 ha scritto:1. sul circuito 1 tutta la tensione del gen di V cade ai capi del trafo dato che domian nel partitore di tesione con R1
Sicuro ?
Se nel circuito primario scorre una corrente
si avrà una caduta sulla resistenza
per cui non è vero che tutta la tensione cade sull'avvolgimento primario del trasformatore.antonio07 ha scritto:....sul secondo ragionando solo al priamario...
Come fai a ragionare solo sul primario ? Secondo te se il secondario è cortocircuitato o aperto è la stessa cosa in termini di tensione ? Devi sapere che carico viene applicato al secondario per capire a partire dalla corrente che tensione si instaura.
Ingegneria : alternativa intelligente alla droga.
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dimaios
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caro dimaios, grazie innanzitutto per la risposta.
in effetti qualcosa nn mi tornava, sul punto primo avevo considerato che in un partitore di tensione tra una restenza finita R1e una impedenza induttiva infinita tutta la tensione cadesse sull'ipedenza infinita. Dove fallisce questo mio ragionamento? nel fatto che in realtA sitratta di un trafo e quindi anche la tensione sull'impedenza induttiva è limitata dalla presenza di un carico al secondario?
grazie
in effetti qualcosa nn mi tornava, sul punto primo avevo considerato che in un partitore di tensione tra una restenza finita R1e una impedenza induttiva infinita tutta la tensione cadesse sull'ipedenza infinita. Dove fallisce questo mio ragionamento? nel fatto che in realtA sitratta di un trafo e quindi anche la tensione sull'impedenza induttiva è limitata dalla presenza di un carico al secondario?
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Il trasformatore ideale e` quel componente che hai disegnato con i due archi che si intersecano e che e` descritto dalle equazioni
e
. E` un componente "astratto", senza avvolgimenti, nucleo... Puo` essere rappresentato con due generatori comandati.
Se si vuole andare un po' piu` verso la realta`, si aggiunge in parallelo a uno dei due lati del trasfo una induttanza, che rappresenta l'induttanza di magnetizzazione. L'effetto trasformatore pero` rimane quello descritto dalle due equazioni, l'induttanza di magnetizzazione e`un di piu`. Se poi vuoi aggiungere anche le induttanze disperse, le perdite... sono tutti componenenti che si aggiungono al trasfo ideale.
E adesso la risposta alla tua domanda: la resistenza R1 NON e` in serie alla impedenza di magnetizzazione, perche' in parallelo a questa induttanza c'e` il primario del trasformatore e il L e R non passa la stessa corrente, a meno che sul secondario del trasformatore non ci sia nessun carico.
Se avessi fatto i disegni in fidocadj, come richiedono le regole del forum, avrei potuto prendere il disegno e modificarlo per far vedere con uno schema di che cosa sto parlando. La prossima volta usa fidocadj per gli schemi.
e
. E` un componente "astratto", senza avvolgimenti, nucleo... Puo` essere rappresentato con due generatori comandati.Se si vuole andare un po' piu` verso la realta`, si aggiunge in parallelo a uno dei due lati del trasfo una induttanza, che rappresenta l'induttanza di magnetizzazione. L'effetto trasformatore pero` rimane quello descritto dalle due equazioni, l'induttanza di magnetizzazione e`un di piu`. Se poi vuoi aggiungere anche le induttanze disperse, le perdite... sono tutti componenenti che si aggiungono al trasfo ideale.
E adesso la risposta alla tua domanda: la resistenza R1 NON e` in serie alla impedenza di magnetizzazione, perche' in parallelo a questa induttanza c'e` il primario del trasformatore e il L e R non passa la stessa corrente, a meno che sul secondario del trasformatore non ci sia nessun carico.
Se avessi fatto i disegni in fidocadj, come richiedono le regole del forum, avrei potuto prendere il disegno e modificarlo per far vedere con uno schema di che cosa sto parlando. La prossima volta usa fidocadj per gli schemi.
Per usare proficuamente un simulatore, bisogna sapere molta più elettronica di lui
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Il 555 sta all'elettronica come Arduino all'informatica! (entrambi loro malgrado)
Se volete risposte rispondete a tutte le mie domande
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grazie Isodoro,
il mio dubbio riguardava proprio il circuito equivalente a cui pensare dovendo risolvere il trasf ideale. Dalla teoria pensavo a un induttore di induttanza infinita e da qui il mio ragionamento.
Volendo invece pensare a dei generatori pilotati potrei indifferentemente pensare a generatori pilotati in tensione o corrente primaria/ secondaria senza perdita di generalità?
grazie
il mio dubbio riguardava proprio il circuito equivalente a cui pensare dovendo risolvere il trasf ideale. Dalla teoria pensavo a un induttore di induttanza infinita e da qui il mio ragionamento.
Volendo invece pensare a dei generatori pilotati potrei indifferentemente pensare a generatori pilotati in tensione o corrente primaria/ secondaria senza perdita di generalità?
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