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Parliamo di nuovo di selettività

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[1] Parliamo di nuovo di selettività

Messaggioda Foto Utentefuspietto » 17 gen 2016, 9:26

Buongiorno a tutti!
Sto cercando di capire seriamente i concetti di selettività delle protezioni magnetotermiche. Ho letto molto su libri e in giro sul web ma c'è un punto che non mi convince molto: la selettività amperometrica.
Cerco di fare un ragionamento che sia il più chiaro possibile.

Supponiamo di avere questa situazione: una protezione di monte, A, che protegge una serie di carichi in derivazione. Uno dei rami viene protetto da una protezione di valle, B.

Immagine

Ora, tutti dicono che la selettività amperometrica si ottiene spostando la soglia di intervento magnetico della protezione A a valori di corrente superiori alla corrente di corto circuito (massima), Icc,B max, che si registra in corrispondenza della protezione B (immediatamente a valle di essa).

Ora, quello che io immagino quando devo dimensionare una protezione è questo:

  • La protezione A deve garantire il suo intervento quando avviene un guasto tra A e B. Quindi avrò due valori di corrente di corto della linea, una Icc,A max, e una Icc,A min. La curva di intervento magnetico della protezione A dovrà coprire entrambi questi valori di corto.
  • La protezione B deve garantire il suo intervento quando avviene un guasto dopo B.
    Anche qui avrò due valori di corto circuito, uno massimo, Icc,B max, immediatamente a valle dell'interruttore B e uno minimo, Icc,B min, in corrispondenza del carico (per esempio).

Ora, dal momento che la minima corrente di corto circuito del primo tratto coincide con la massima corrente di corto circuito del secondo tratto, Icc,A min = Icc,B max, come posso pensare di regolare la soglia di intervento magnetico della protezione A a valori superiori di Icc,B max...????
Così facendo non sto rendendo la protezione A insensibile al corto circuito che potrebbe svilupparsi immediatamente a monte di B...???

Spero di essermi spiegato. Grazie a tutti coloro che cercheranno di farmi capire...! O_/
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[2] Re: Parliamo di nuovo di selettività

Messaggioda Foto UtenteGoofy » 17 gen 2016, 9:49

La selettività non è totale ma limitata a un valore di corrente di cortocircuito, sopra il quale intervengono i due interruttori.
La probabilità di avere un cortocircuito franco ai morsetti di uscita è molto bassa e la corrente di guasto è sempre inferiore a quella teorica.
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[3] Re: Parliamo di nuovo di selettività

Messaggioda Foto Utentealphabit » 17 gen 2016, 10:50

Ciao. Non bisogna guardare solo se intervengono o no, ma anche in quanto tempo intervengono le protezioni. Nel caso da te prospettato, che poi è ad esempio quello di un classico quadro generale di una cabina elettrica,
A inter verrebbe lo stesso per un guasto a valle di B ma in un tempo nettamente superiore a B tempo che dipende dalla curva di intervento. Quindi per una stessa ICC i tempi di intervento sono molto diversi. Per fare questo, cioè rimanere fermo durante il corto circuito A deve essere un interruttore molto robusto, in genere un interruttore scatolato o aperto.
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[4] Re: Parliamo di nuovo di selettività

Messaggioda Foto Utentefuspietto » 17 gen 2016, 11:41

Ok,
allora intanto vi ringrazio tutti per la pronta risposta...!

Premesso che tutto quello che mi avete detto l'ho trovato molto utile, noto che tutti voi parlate di selettività facendo riferimento a cabine mt/bt e a protezioni scatolate/aperte (dove spesso ho diversi campi di regolazione: tempo di intervento, soglia di intervento magnetico, tipo di curva, ecc...).

Posso quindi immaginare (sperando di non dire eresie oppure ovvie banalità #-o ) che quando parliamo di protezioni modulari, neanche ci poniamo il problema della selettività...? Nel senso... quando ho a che fare con sistemi in bassa tensione con correnti inferiori ai 160A, ovviamente non posso che utilizzare interruttori modulari. In questi casi io vado a dimensionare le corrette taglie delle protezioni e, per quanto riguarda la selettività, chi si è visto si è visto... Giusto?
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[5] Re: Parliamo di nuovo di selettività

Messaggioda Foto UtenteGoofy » 17 gen 2016, 14:02

fuspietto ha scritto:Ma perché dici che ciò va controcorrente con i principi di selettività...?


Un interruttore da 10 kA ha i contatti più "robusti" di uno da 4,5kA , quindi più massa da muovere e più inerzia, dunque ci si può aspettare che sia più lento a intervenire.
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[6] Re: Parliamo di nuovo di selettività

Messaggioda Foto Utentefuspietto » 17 gen 2016, 15:38

Ah giusto!!! Ok ok! Capito tutto!! Grazie mille a tutti!! :-)
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[7] Re: Parliamo di nuovo di selettività

Messaggioda Foto Utentealphabit » 17 gen 2016, 16:24

Se è importante la selettività per l impianto in oggetto la si realizza scegliendo i giusti interruttori, quindi per sfatare alcuni miti anche sotto i 160 A si possono usare interruttori scatolati e non solo modulari ( tanto per dire esistono e si usano interruttori scatolati da In 10 A 16 kA di potere di interruzione, cioè prestazioni da interruttore modulare). Tutto dipende da cosa si vuole fare e dalle czratteristiche tecniche delle apparecchiature e dalle tabelle di coordinamento e curve di intervento fornite dai costruttori. In merito agli interruttori modulari da 10 kA usati impropriamente per ottenere selettività, proprio perché modulari e usati per alti poteri di interruzione credo che siano limitatori e quindi aprano subito invece che in ritardo. Allo stesso modo ritengo che il meccanismo di sgancio dei contatti ( una volta attivato dalla bobina ) sia un fatto puramente meccanico indipendente dal potere di interruzione dell interruttore. Un saluto
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[8] Re: Parliamo di nuovo di selettività

Messaggioda Foto Utentegioca21 » 17 gen 2016, 19:15

ne deriva che il meccanismo di apertura a ginocchio determina una IRREVERSIBILE apertura che si oppone alla tendenza del contatto a rimanere chiuso

Un bel po' di tempo fa mi dicevano che i contatti tendono sempre ad aprirsi e che solo un'adeguata spinta delle molle (allora la chiamavano "pressata") li mantiene chiusi.
Parlando di limitatori, la penso come Foto Utentealphabit, in occasione di un corto circuito i contatti aprono subito per repulsione elettrodinamica, anticipando l'azione del cinematismo di apertura.
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[9] Re: Parliamo di nuovo di selettività

Messaggioda Foto Utentealphabit » 17 gen 2016, 20:02

Ciao, secondo me si è fatto molta confusione mischiando un po di tutto, io la penso cosi:


Gli interruttori limitatori nascono per limitare le sollecitazioni elettriche a valle degli stessi, nel senso che proteggono cavi, sbarre, ecc dagli effetti delle alte correnti di corto circuito.
Per fare questo hanno bisogno di aprire il piu' velocemente possibile (cioè nella prima semionda) usando inoltre la tecnica della limitazione di corrente.
Proprio la loro caratteristica di limitazione permette di raggiungere i poteri di interruzione che raggiungono i modulari odierni (ad esempio).
Purtroppo tale caratteristica fa a pugni con la selettività, anzi è addirittura la base della protezione da filiazione o backup che dir si voglia che è il contrario. (cioè un limitatore a monte di altri interruttori ma con le tabelle del costruttore non a casaccio)

Tuttavia qualche costruttore (scnhaider) ha trovato un sistema di utilizzare la limitazione di corrente per ottenere una selettività parziale con interruttori a valle con elevati accorgimenti e tecniche raffinate che a condizioni ben specificate (cioè a Icc molto minori del limite massimo) non fanno scattare la protezione a monte. Tuttavia questa tecnica è attiva credo solo sugli interruttori aperti e scatolati non certo sui modulari.
Di certo è una applicazione particolare ma non il motivo principale dell' utilizzo dei limitatori.
Un saluto
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[10] Re: Parliamo di nuovo di selettività

Messaggioda Foto Utentegioca21 » 17 gen 2016, 20:57

... limitatori modulari secondo me non esistono

E quelli dell'immagine allegata?
Del resto, come potrebbe un affarino da 18 mm interrompere 100 kA se non limitasse l' I2t?
... ESALTANDO DI FATTO LA SELETTIVITA' (backup)

Ma selettività e back up non sono sinonimi, anzi, tutt'altro.
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