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A che serve la matematica?

Analisi, geometria, algebra, topologia...

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[31] Re: A che serve la matematica?

Messaggioda Foto UtenteMargherita » 15 mar 2016, 11:10

Caro Sjuanez,
il tuo post è bellissimo. Però vorrei sollevare un'obiezione. A meno di non soffrire di discalculia, non esistono menti non matematiche. La matematica è una materia "dura", ossia richiede studio dalle basi e poi ancora studio e studio e non può essere intuita - infatti, è una convenzione, un linguaggio creato dall'uomo per l'uomo, non è qualcosa di naturale, tant'è che di linguaggi matematici ne esistono tantissimi e di molto diversi. Quella che viene millantata come predisposizione naturale è in realtà, a ben guardare, frutto di un contatto continuo con questa materia fin dalla tenera età e di un buon insegnamento. Non a caso, gli orientali, che vivono a contatto con la matematica fin da piccoli, hanno punteggi superiori nei test per il QI, che sono basati appunto sulla logica matematica.
Il disegno ad esempio è materia "soffice", teoricamente non servono insegnanti che ti spieghino le basi, basta sviluppare una buona coordinazione occhio mano. Le lingue straniere, la danza o la musica, spacciate per materia "soffice", sono ben difficili per un sordomuto da apprendere mentre, vivendo noi immersi in un contatto continuo con queste discipline, le viviamo come intuitive.
Spero di averti dato uno spunto di riflessione. Io ho derivato queste riflessioni da un noto discorso di Margherita Hack sul perché le donne non sono brave in matematica. Le figlie/mogli di matematici lo sono, eccome!
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[32] Re: A che serve la matematica?

Messaggioda Foto UtenteSjuanez » 15 mar 2016, 14:41

Obiezione accolta! :D quello che dici è corretto da ogni punto di vista.

Tuttavia l'utilizzo della matematica in alcuni campi scientifici e ad un certo livello. Potrebbe precludere l'accesso a questi campi a chi, pur non avendo dimestichezza con il linguaggio matematico, possiede altre qualità. Ed è una evoluzione contemporanea della scienza. (stando sempre all'autore dell'articolo che citavo all'inizio.)

Io sono convinto come te che una grandissima parte dell'abilità matematica la dia lo studio e l'applicazione, magari dalla tenera età, magari pure per gioco. Poi sono pure convinto che qualcuno parta con un pizzico di talento in più e incontri la materia perfetta per lui, consentendoci riflessioni e scoperte nuove.

O_/ O_/ O_/
Più so e più mi accorgo di non sapere.

Qualsiasi cosa abbia scritto, tieni presente che sono ancora al mio primo rocchetto di stagno.
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[33] Re: A che serve la matematica?

Messaggioda Foto Utentepaofanello » 15 mar 2016, 14:49

Margherita ha scritto:sul perché le donne non sono brave in matematica


Discorso estremamente interessante. Ultimamente la questione è tornata alla ribalta insieme all'intenzione di abbattere gli stereotipi sessisti (che sono ovunque), ed è stata studiata su vari livelli, i risultati sono fantastici, e dimostrano quanto dici riguardo l'applicazione (non lo studio!) di una materia, o meglio l'applicazione del metodo di ragionamento proprio di quella materia, fin dalla tenera età.
Se solo nidi, materne e elementari si evolvessero con obiettivi ben precisi in tal senso...
Piuttosto che chiedere qualcosa a me, chiedila a Mara Maionchi. E' più competente.
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[34] Re: A che serve la matematica?

Messaggioda Foto UtenteGuerra » 15 mar 2016, 15:01

Quale disciplina non richiede applicazione e studio?
Lo stesso disegno necessita di studio. Il talento o la predisposizione (come si voglia chiamarla) aiuta, ma anche i grandi artisti "studiano".
Comprensibile.
Chiaramente parlare di matematica pura richiede una serie di nozioni per nulla semplici e non proprio comprensibili ai più. Esistono fortunatamente delle caratteristiche personali che fanno propendere l'individuo verso materie o attività ben precise, fa parte della ricchezza data dalle diversità. Così per la matematica che non a tutti è gradita. Tutti acquisiscono una base di aritmetica, ma non tutti riescono a comprendere la complessa matematica che risiede sotto i lanci spaziali/orbitali.
perché queste diversità? Sono aree del cervello meno stimolate, meno sviluppate?
Io non so disegnare, mio fratello invece è un pittore. Entrambi suoniamo uno strumento (lui nel suo è più bravo); entrambi abbiamo intrapreso studi cosiddetti scientifici.

Non condivido perciò l'idea che la matematica sia acquisibile nello stesso modo studiando (per la grandissima parte definita da Sjuanez); come tutte le discipline c'è chi riesce meglio per sue doti personali, per talento.

Sull'evoluzione delle scuole andrei cauto: è giusto modernizzare gli insegnamenti, ma non si deve pensare di creare necessariamente dei geni specialisti, sarebbe un mondo estremamente povero.
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[35] Re: A che serve la matematica?

Messaggioda Foto Utentepoggioventoso » 15 mar 2016, 16:10

Approvo in pieno il pensiero espresso da Foto UtenteGuerra, nel percorso di studi "obbligatori" ogni studente deve essere messo nelle condizioni di ricevere un'istruzione generale di base, poi la singola persona sceglie il proprio, anche sbagliando, indirizzo specialistico.
O_/
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[36] Re: A che serve la matematica?

Messaggioda Foto Utentepaofanello » 16 mar 2016, 0:40

Guerra ha scritto:Sull'evoluzione delle scuole andrei cauto: è giusto modernizzare gli insegnamenti, ma non si deve pensare di creare necessariamente dei geni specialisti, sarebbe un mondo estremamente povero.
Lasciamo giocare i bambini senza fare una caccia alle streghe/geni.


Assolutamente, io intendevo tutt'altro! Lasciamo giocare i bambini senza farli stare tutte le ore davanti ad un libro o a una maestra che parla, visto che può influenzare (positivamente) più un "gioco" ben pensato che delle nozioni date al vento.
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[37] Re: A che serve la matematica?

Messaggioda Foto Utenteclaudiocedrone » 16 mar 2016, 2:24

:-) Condivido in pieno quanto espresso da Foto UtenteGuerra, mio fratello ha la "mente matematica" io invece no; mio fratello e mia sorella, quando avevo diciotto mesi, mi facevano "fare il pappagallo*" mostrando agli amici (di un episodio di questi ne ho addiritura il ricordo !) che ero in grado di riconoscere e distinguere le figure geometriche "elementari" (cerchio, quadrato, triangolo, rombo, trapezio etc.) disegnate in ordine sparso e diverso su dei fogli, quindi non ritengo di essere proprio stupido... ho visto bimbi di tre anni massacrare di martellate "cunei" esagonali (sapete, quelli di plastica colorata) tentando di farli entrare nel foro qudrato... e non erano certo disabili, uno di loro è ora uno stimato professionista; a tre anni ho imparato a leggere e scrivere (in stampatello... il corsivo lo incontrai in prima elementare e praticamente ho tuttora la calligrafia di allora :mrgreen: )... mi regalarono le lettere magnetiche che attaccavo sul frigo; mia sorella ci scrisse "penna" e mi lasciò da solo, tornata dopo qualche minuto trasecolò vedendo che avevo modificato la scritta scrivendo... "pena di morte" :mrgreen: e da allora sono divenuto un lettore compulsivo #-o ; non ho mai avuto problemi con la aritmetica ma p. es. quando in quinta elementare affrontammo (a livello ovviamente elementare, le prime basi) l'insiemistica furono dolori e per quanto mi applicassi e mi spiegassero e rispiegassero le cose non ci ho capito un'acca e tuttora non ci capisco nulla e se cerco di sforzarmici dopo un po' avverto un vero e proprio disagio psicofisico... idem con la logica (non solo matematica; con l'analisi grammaticale ero un asso, incontrata l'analisi logica furono dolori... ci ho messo trentanni per metabolizzarla e cominciare a capirci qualcosa) figuriamoci con la matematica che incontro p. es. qui sul forum :( ... Foto UtenteMargherita, test del Q.I. ? Lo ho fatto per curiosità una quindicina di anni fa e il punteggio è risultato di 146 saltando a pié pari tutti i quiz di logica dato che non ci capisco nulla :lol: ... O_/

* "Fare il pappagallo" poiché anni fa vidi un documentario su alcuni esperimenti in cui, dopo aver subito una istruzione minima, dei pappagalli erano in grado di riconoscere e indicare cerchi, quadrati, triangoli etc. e anche distinguere p. es. il triangolo rosso da quello verde :-)
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[38] Re: A che serve la matematica?

Messaggioda Foto UtenteMargherita » 5 apr 2016, 11:00

Ciao a tutti,
grazie per i commenti e per le critiche costruttive!
Francamente io sono un po' scettica sul concetto di talento innato. Siamo un Paese latino, quindi capisco che il Fatalismo sia un po' nelle nostre corde, ma è anche vero che io credo piuttosto nella "gettatezza" che nel fatalismo. In altre parole, secondo me le condizioni ambientali in cui siamo immersi plasmano il nostro cervello molto più di un ipotetico Fato scritto nel nostro DNA - che pure, sono pronta ad ammettere, per certi versi esiste.
Un abbraccio!
Margherita
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[39] Re: A che serve la matematica?

Messaggioda Foto UtenteGuerra » 5 apr 2016, 11:29

Metti insieme talento e fato, ma sono cose molto diverse.
Il contesto in cui vivi necessariamente condiziona, ma è alquanto difficile quantificare i "contributi" di ciascun condizionamento subito.
Margherita ha scritto:secondo me le condizioni ambientali in cui siamo immersi plasmano il nostro cervello molto più di un ipotetico Fato scritto nel nostro DNA

Condivido poco l'affermazione. Plasmare il cervello è un verbo che non condivido in quel contesto in cui lo hai citato.
"ipotetico Fato scritto nel DNA" ancora meno.
Il concetto di Heidegger porterebbe la discussione su percorsi impervi e lontani.
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[40] Re: A che serve la matematica?

Messaggioda Foto UtenteWALTERmwp » 5 apr 2016, 12:25

Guerra ha scritto:Il contesto in cui vivi necessariamente condiziona, ma è alquanto difficile quantificare i "contributi" di ciascun condizionamento (...)
è un bilancio sul quale ho provato a ragionarci, fare un consuntivo, ma è veramente difficile, è tutto molto opinabile.
E' difficile anche come esercizio perché penso che a volte si perda di obiettività, succede nei casi in cui si prova a dare delle interpretazioni che spieghino la propria condizione: ho fatto dei tentativi, ma alla fin fine bisogna essere sinceri con se stessi, come si dice: se sei nato tondo difficilmente finirai per essere quadrato ... o vivecersa se preferite.
Qui, a mio avviso
Margherita ha scritto:(...) in cui siamo immersi plasmano il nostro cervello (...)
@Margherita ha usato il termine in senso generale, ad indicare il naturale condizionamento.

Saluti
W - U.H.F.
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