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Referendum 17 aprile 2016

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[151] Re: Referendum 17 aprile 2016

Messaggioda Foto UtentePoirot » 12 apr 2016, 10:15

Brianz ha scritto:Nel nostro caso, certamente il non andare a votare fa vincere il no, ma non come espressione del diritto/dovere democratico, bensì come semplice mancanza del quorum.


Veramente, la faccenda del quorum è il motivo per cui rende il non andare a votare un referendum un espressione di scelta democratica.
Ma vedo che ancora la cosa non è capita.
A me sta benissimo se si trova un sistema giusto per fare in modo che, ai referendum, il risultato dipenda solo da chi ha votato.
Però, fino ad allora, è inutile continuare a dare lezioncine di democrazia.
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[152] Re: Referendum 17 aprile 2016

Messaggioda Foto Utenteguzz » 12 apr 2016, 10:27

WALTERmwp ha scritto:perché se mi imponi dei vincoli stringenti, che addirittura hanno la pretesa di condizionare la mia attività, di stabilire come e quando devo estrarre, io, e tutti gli altri, ce ne andiam da un'altra parte.

perché secondo te sto referendum che imporrà alle compagnie di chiudere impianti ancora utilizzabili incentiva l'arrivo di nuovi investimenti?

in italia siamo campioni nell'allontanare gli investitori, questa ne è l'ennesima dimostrazione...
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[153] Re: Referendum 17 aprile 2016

Messaggioda Foto UtenteWALTERmwp » 12 apr 2016, 10:44

Mike ha scritto:Rimane il fatto che questo referendum è del tutto inutile perché non entra nel merito delle questioni per cui era stato ipotizzato dagli ambientalisti. (...)
una prospettiva un pochino radicale, ma qui si torna su cose già scritte: la genesi è stata un'altra e se è arrivato depotenziato i motivi ci sono stati.

guzz ha scritto:in italia siamo campioni nell'allontanare gli investitori, questa ne è l'ennesima dimostrazione...
la prima affermazione la condivido, la seconda no perché, a mio parere, non rientra tra gli elementi dissuasivi che, invece, sono bel altri.
Ma qui si rischia di ri-allargare il bacino della discussione con altre questioni.

Saluti
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[154] Re: Referendum 17 aprile 2016

Messaggioda Foto UtenteMike » 12 apr 2016, 17:17

Per quanto riguarda gli appelli ad andare a votare il referendum per presunti doveri riporto a seguito

IL PRESIDENTE CONTA SOLO FINO A 74
(la gaffe “ignorante” di Paolo Grossi)

La guerra all’astensione del presidente della Corte Costituzionale entusiasma i costituzionalisti fondamentalisti e imbarazza quelli, come Michele Ainis, non hanno il coraggio di dargli completamente ragione ma si barcamenano per “antirenzismo contrattuale” (per esempio se scrivono sul Corriere della sera) con espressioni del tipo “il testo crea effettivamente qualche problema”. Dato che non sono costituzionalista, faccio quello che nella favola fa il bambino che, non avendo i timori degli adulti, dice: “Il Re è nudo”.
Anche quel bambino noterebbe che l’articolo 48, il quale definisce il voto un “dovere”, fa parte del capitolo “Diritti politici”, mentre l’articolo 75 sui referendum fa parte della sezione “La formazione delle leggi”. E qui viene il bello. L’articolo 75 stabilisce inequivocabilmente tre possibili espressioni della propria volontà: il sì, il no, l’astensione. E contrariamente al voto politico, dove l’astensione non ha valore, nel caso del referendum il sì abroga la norma, il no la mantiene e la blinda per almeno 5 anni, l’astensione non l’abroga e non la blinda ma la lascia alla facoltà del legislatore.
Ergo, il presidente Grossi l’ha fatta fuori dal vaso.

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[155] Re: Referendum 17 aprile 2016

Messaggioda Foto UtenteBrianz » 12 apr 2016, 18:05

Dal sito www.senato.it

Costituzione - art.75

E` indetto referendum popolare [cfr. art. 87 c. 6] per deliberare l'abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge [cfr. artt. 76, 77], quando lo richiedono cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali.
Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio [cfr. art. 81], di amnistia e di indulto [cfr. art. 79], di autorizzazione a ratificare trattati internazionali [cfr. art. 80].
Hanno diritto di partecipare al referendum tutti i cittadini chiamati ad eleggere la Camera dei deputati.
La proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto, e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi.
La legge determina le modalità di attuazione del referendum.


Dove noti che sono stabilite inequivocabilmente tre possibili espressioni della propria volontà: il sì, il no, l’astensione?

Dice, invece, chiaramente, che è un diritto. E come tale ha per forza di cose la controparte di un dovere. Almeno quello di mantenere il diritto.

I cosiddetti padri della costituzione si possono benissimo contestare, ma non si può negare che quello che hanno prodotto è qualcosa di sensato.

Che non andando a votare si ottiene lo stesso risultato di un no è evidente.
Ma questo non è certamente quanto indica la Costituzione. La base su cui è stato definito il quorum come elemento di validazione di un referendum, che può essere solo abrogativo, è una cosa ben diversa dal voto negativo.

Il referendum non interessa e non vado a votare: questa è una motivazione perfettamente accettabile. Non c'è obbligo che comporti una qualche condanna o ammenda e quindi rinuncio al diritto del voto sostituendolo con l'astensione.
Che è pure azione di diritto, ma che, per questo, origina un dovere.

Dovrebbe essere è evidente che un referendum abrogativo vuole l'opposto di quello che vogliono i governanti. E il mantenere l'assenteismo dei votanti è un mezzo molto potente per far si che le voci di opposizione siano spente.
Così, quando non si forniscono i mezzi al cittadino per poter prendere una posizione, anzi, si fa in modo che non sia non solo motivato, ma possibilmente neppure informato dell' evento, dovrebbe essere un segnale di allarme.

L'andare a votare no, si, scheda bianca o scheda nulla è dire a chi governa che i cittadini ci sono ancora e magari è possibile che si debba tenere presente la cosa.

Indipendentemente dal referendum attuale, che se ne poteva anche fare a meno, almeno in questa forma.

Comunque, mi fermo qui e non interverrò oltre.
Però, qualsiasi sia la posizione vostra, tenete presente che passare da una "democrazia" a qualcos'altro è un passo molto facile, come la storia dovrebbe insegnare.
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[156] Re: Referendum 17 aprile 2016

Messaggioda Foto Utenteguzz » 12 apr 2016, 18:27

Brianz ha scritto:La proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto, e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi.

in questa frase io ce lo leggo in maniera abbastanza chiara.

c'è il referendum, se si raggiunge la maggioranza degli aventi diritto, la votazione viene approvata.
quindi non andare a votare è un modo per non far approvare la proposta.
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[157] Re: Referendum 17 aprile 2016

Messaggioda Foto UtenteMike » 12 apr 2016, 18:48

Brianz ha scritto:Dove noti che sono stabilite inequivocabilmente tre possibili espressioni della propria volontà: il sì, il no, l’astensione?


Risponde il giornalista Pier Michele Girola:

La proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto, e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi.
La legge (del 1970) determina le modalità di attuazione del referendum.
PS. LA LEGGE CHIESTA DALLA COSTITUZIONE DETERMINA CHE LA NORMA SIA "LIBERA" NEL CASO NON SI RAGGIUNGA IL QUORUM.
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[158] Re: Referendum 17 aprile 2016

Messaggioda Foto Utenterichiurci » 12 apr 2016, 20:04

tra le riforme in programma dovrebbe esserci anche quella che elimina o riduce il quorum, speriamo, così certi inviti ad "andare al mare" diventeranno uno squallido ricordo.

Infatti nessuno mette in dubbio la legittimità dell'astensione, ma era stata prevista quando la partecipazione al voto era massiccia. Oggi, purtroppo, non è più così, e questo vuol dire meno democrazia... e allora chi si prende il "fastidio" di andare a votare deve pesare, chi resta a casa no.
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[159] Re: Referendum 17 aprile 2016

Messaggioda Foto UtenteWALTERmwp » 13 apr 2016, 0:24

Ritenere una proposta abrogativa priva d'interesse per la collettività, quindi poco meritoria d'attenzione da parte della cittadinanza italiana, è cosa ben diversa rispetto alla rinuncia.
Continuare a confondere le due cose fa il gioco di chi, un pezzo alla volta, ti erode la facoltà d'espressione.

Per quanto io ritenga legittimo in quel giorno andare al mare ( ... per chi può), considero, al tempo stesso, il rifiuto della "cabina elettorale" una inconsapevole perdita di diritto: dico che non m'importa mi si chieda opinione.
Certo, questo non ha effetti nell'immediato, ma fa sapere, che lo si creda o meno, che tutto sommato non voglio essere coinvolto, ed è questo il messaggio che rimane, e sedimenta, non un SI o un NO.

A mio parere, l'errore, e lo sbaglio, è quello di credere che l'esternazione del biasimo per il "tipo" e il merito di questo refererendum possa passare dall'astensione.

Saluti
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[160] Re: Referendum 17 aprile 2016

Messaggioda Foto Utenterichiurci » 13 apr 2016, 0:43

esatto, e un risultato è già sotto occhi e orecchi di tutti: si spendono tanti soldi e i commenti sono quasi tutti del tipo "tanto non si raggiunge il quorum"... #-o
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