Dal sito
www.senato.itCostituzione - art.75
E` indetto referendum popolare [cfr. art. 87 c. 6] per deliberare l'abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge [cfr. artt. 76, 77], quando lo richiedono cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali.
Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio [cfr. art. 81], di amnistia e di indulto [cfr. art. 79], di autorizzazione a ratificare trattati internazionali [cfr. art. 80].
Hanno diritto di partecipare al referendum tutti i cittadini chiamati ad eleggere la Camera dei deputati.
La proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto, e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi.
La legge determina le modalità di attuazione del referendum.Dove noti che sono stabilite inequivocabilmente tre possibili espressioni della propria volontà: il sì, il no, l’astensione?
Dice, invece, chiaramente, che è un diritto. E come tale ha per forza di cose la controparte di un dovere. Almeno quello di mantenere il diritto.
I cosiddetti padri della costituzione si possono benissimo contestare, ma non si può negare che quello che hanno prodotto è qualcosa di sensato.
Che non andando a votare si ottiene lo stesso risultato di un no è evidente.
Ma questo non è certamente quanto indica la Costituzione. La base su cui è stato definito il quorum come elemento di validazione di un referendum, che può essere solo abrogativo, è una cosa ben diversa dal voto negativo.
Il referendum non interessa e non vado a votare: questa è una motivazione perfettamente accettabile. Non c'è obbligo che comporti una qualche condanna o ammenda e quindi rinuncio al diritto del voto sostituendolo con l'astensione.
Che è pure azione di diritto, ma che, per questo, origina un dovere.
Dovrebbe essere è evidente che un referendum abrogativo vuole l'opposto di quello che vogliono i governanti. E il mantenere l'assenteismo dei votanti è un mezzo molto potente per far si che le voci di opposizione siano spente.
Così, quando non si forniscono i mezzi al cittadino per poter prendere una posizione, anzi, si fa in modo che non sia non solo motivato, ma possibilmente neppure informato dell' evento, dovrebbe essere un segnale di allarme.
L'andare a votare no, si, scheda bianca o scheda nulla è dire a chi governa che i cittadini ci sono ancora e magari è possibile che si debba tenere presente la cosa.
Indipendentemente dal referendum attuale, che se ne poteva anche fare a meno, almeno in questa forma.
Comunque, mi fermo qui e non interverrò oltre.
Però, qualsiasi sia la posizione vostra, tenete presente che passare da una "democrazia" a qualcos'altro è un passo molto facile, come la storia dovrebbe insegnare.