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Due voltmetri nemici

Problemi curiosi e quiz vari.

Moderatore: Foto Utentecarlomariamanenti

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[11] Re: Due voltmetri nemici

Messaggioda Foto UtenteGost91 » 22 apr 2016, 19:44

Risposta 1: i due voltmetri vanno d'accordo

I=\frac{E}{R_1+R_2}

V_1=E-R_1I

\boxed{V_2=R_2I=V_1}

Risposta 2: i due voltmetri non vanno più tanto d'accordo

V_1=-R_1 I

\boxed{V_2=R_2 I\neq V_1}
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[12] Re: Due voltmetri nemici

Messaggioda Foto Utentefairyvilje » 22 apr 2016, 19:53

Una cosa che non mi sono mai chiesto e mi chiedo ora. La forza elettromotrice associata alla variazione del flusso dove si localizza nella spira? Perché quando si ha un solo resistore poco male. Ma se fosse "ai capi" del nodo A? O "ai capi" del nodo B?
Da qui si capisce quanto poco ho capito di fisica 2 probabilmente :mrgreen: .
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[13] Re: Due voltmetri nemici

Messaggioda Foto UtenteDirtyDeeds » 22 apr 2016, 20:31

fairyvilje ha scritto:La forza elettromotrice associata alla variazione del flusso dove si localizza nella spira?


Non si localizza, Foto Utentefairyvilje, è lì il casino ;-)
Poi c'è un altro casino, legato alla "cecità" di un voltmetro, che poveretto non vede al di là dei suoi terminali (come direbbe Foto UtenteIsidoroKZ :-) )
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[14] Re: Due voltmetri nemici

Messaggioda Foto Utentefairyvilje » 22 apr 2016, 21:21

:D wow.
Ora prendo i popcorn e aspetto spiegazioni :mrgreen: . Perché tutto ciò è abbastanza mindblow.
La mia domanda subito successiva è questa: il sistema fisico espresso in questa forma di grafo è ancora modello valido per la realtà? Il problema si presenta effettivamente nel mondo reale facendo un esperimento o è un limite alla capacità espressiva dei parametri condensati e compagnia?
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[15] Re: Due voltmetri nemici

Messaggioda Foto UtenteDanteCpp » 22 apr 2016, 23:30

Ci provo anche io :mrgreen:

la corrente nel circuito varia nel tempo, questa variazione di corrente genera una f.e.m autoindotta.



La mia ipotesi è che la f.e.m autoindotta sia tale per cui i due voltmetri continuino a leggere la stessa tensione pari a 0.9 V nell'istante in cui viene scattata l'istantanea.

Quindi si dovrebbe avere:

0.8 = L_1 \frac{di}{dt}

Chi sa! :mrgreen:
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[16] Re: Due voltmetri nemici

Messaggioda Foto UtenteDrCox » 25 apr 2016, 13:42

E bravo Foto UtenteGost91! =D> (anche se manca il calcolo del valore della corrente)

La soluzione del problema potete trovarla qua ;-)
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[17] Re: Due voltmetri nemici

Messaggioda Foto UtenteDrCox » 25 apr 2016, 13:50

fairyvilje ha scritto:Il problema si presenta effettivamente nel mondo reale facendo un esperimento o è un limite alla capacità espressiva dei parametri condensati e compagnia?


Il problema si presenta effettivamente nel mondo reale. Lo si può vedere nel video che segue quello citato nell'ultimo post. Ho fatto anche io l'esperimento, e ti confermo che non c'è trucco non c'è inganno, succede proprio così :-)
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[18] Re: Due voltmetri nemici

Messaggioda Foto Utentefairyvilje » 25 apr 2016, 14:28

Grazie per la risposta :mrgreen: .
Appena ho un computer con l'audio che va guardo :)
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[19] Re: Due voltmetri nemici

Messaggioda Foto UtenteEcoTan » 25 apr 2016, 20:36

Video abbastanza ben fatto nel suo genere, personalmente preferisco questo:
https://www.youtube.com/watch?v=WQ6TwrqEMjM
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[20] Re: Due voltmetri nemici

Messaggioda Foto UtenteDirtyDeeds » 25 apr 2016, 20:55

fairyvilje ha scritto: Il problema si presenta effettivamente nel mondo reale facendo un esperimento o è un limite alla capacità espressiva dei parametri condensati e compagnia?


Foto Utentefairyvilje, come detto da Foto UtenteDrCox, sì, il problema si presenta nel mondo reale. L'esperimento è anche presentato in questo articolo ben fatto. In realtà il problema ha una lunga storia, e ci sono almeno una decina di articoli che lo trattano in varie forme.

Se tale esperimento può sembrare architettato ad hoc, in realtà il problema ha risvolti pratici non banali, e uno è proprio quello che tu scrivi: "è un limite alla capacità espressiva dei parametri condensati". In particolare causa problemi nella definizione di induttanza e nella definizione della tensione a radiofrequenza.

Il primo aspetto è trattato molto bene in

R. M. Fano, L. J. Chu, R. B. Adler, Electromagnetic fields, energy and forces, MIT press, 1968.

Il secondo aspetto limita la possibilità di definire la tensione a radiofrequenza solo nei circuiti coassiali, considerando cammini contenuti completamente in una sezione trasversale del circuito coassiale.

Non ho tempo di scrivere di più, ma se riesco ci torno sopra.
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