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Esempio pratico vantaggi PLC

PLC, servomotori, inverter...robot

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[31] Re: Esempio pratico vantaggi PLC

Messaggioda Foto Utenteattiliovolpe » 15 giu 2016, 20:36

alev ha scritto:Mi sembra che la domanda sia mal posta

PLC è una branca dell'automazione industriale che sfrutta tecnologie hardware e software per il controllo di processi...



Scusami, sto seguendo il thread ma non mi pare giusto quanto hai affermato all'inizio:

PLC è l'acronimo di Programmable Logic Controller (Controllore a Logica Programmabile) e non una branca; la differenza la definirei tra logica cablata e logica programmabile piuttosto, altrimenti facciamo più confusione ancora.
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[32] Re: Esempio pratico vantaggi PLC

Messaggioda Foto Utentealev » 15 giu 2016, 20:43

PLC è l'acronimo di Programmable Logic Controller (Controllore a Logica Programmabile) e non una branca

Se scrivevo "PLC è una tecnologia nel campo dell'automazione industriale che studia soluzioni hardware e software (...)" forse era meglio, ma non è stata certo la mia frase a creare confusione
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[33] Re: Esempio pratico vantaggi PLC

Messaggioda Foto Utenteattiliovolpe » 15 giu 2016, 21:29

Perdonami, non ho detto che la frase ha creato confusione, semplicemente mi sembra giusto trasmettere ad una persona che della materia sa poco o niente la giusta informazione.

Non è una critica, magari e sfuggito anche a te per distrazione.
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[34] Re: Esempio pratico vantaggi PLC

Messaggioda Foto Utentealev » 16 giu 2016, 9:33

attiliovolpe ha scritto:magari e sfuggito anche a te per distrazione.

Nessun problema, probabilmente ho inteso in senso troppo esteso la definizione di branca
Suddivisione, ripartizione, particolare settore (di scienze, letteratura, arte, ecc.)

(Fonte: Treccani.it)
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[35] Re: Esempio pratico vantaggi PLC

Messaggioda Foto Utentefranx » 16 giu 2016, 10:09

Cambia la "metodologia": la stessa "cosa" la puoi fare con la logica cablata (teleruttori) o con la logica cosiddetta programmabile (PLC). Con la logica cablata se vuoi cambiare funzionamento, devi cambiare connessioni e componenti fisici. Con la logica programmabile, te la puoi cavare solo cambiando il software.

Lo stesso dualismo in elettronica, dove si è passati dalla logica cablata (fatta di op.amp, 555, circuiti logici ecc.) alla logica "programmabile" con un microcontrollore.
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[36] Re: Esempio pratico vantaggi PLC

Messaggioda Foto UtenteCandy » 16 giu 2016, 10:57

franx ha scritto:Cambia la "metodologia": la stessa "cosa" la puoi fare con la logica cablata (teleruttori) o con la logica cosiddetta programmabile (PLC). Con la logica cablata se vuoi cambiare funzionamento, devi cambiare connessioni e componenti fisici. Con la logica programmabile, te la puoi cavare solo cambiando il software.

Lo stesso dualismo in elettronica, dove si è passati dalla logica cablata (fatta di op.amp, 555, circuiti logici ecc.) alla logica "programmabile" con un microcontrollore.


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[37] Re: Esempio pratico vantaggi PLC

Messaggioda Foto Utenteattiliovolpe » 16 giu 2016, 11:12

Candy ha scritto:Visione limitata e riduttiva


Pienamente d'accordo, non è una definizione che si può esprimere in questi termini
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[38] Re: Esempio pratico vantaggi PLC

Messaggioda Foto UtenteBrianz » 16 giu 2016, 11:52

A mio parere il problema essenziale è questo: per comprendere con chiarezza quanto richiesto inizialmente occorre avere altrettanto chiari diversi concetti, il primo dei quali è: che cosa è l'automazione? perché è nata, a quale scopo, come.
Il che presume di avere i concetti di prodotto, produzione, produzione industriale e principalmente quello di "macchina".
Tra l'artigiano, che fa un lavoro evidente, e la catena di montaggio, dove la comprensione va al prodotto finale e meno al come, non c'è solo una diversità di metodo, ma di finalità. Il lavoro dell' artigiano è conoscenza "naturale", la macchina è qualcosa di differente, la macchina automatica è ancor più diversa, dato che non si limita ad aiutare l'uomo, ma tende a sostituirlo.

Il passaggio dalla soluzione meccanica di un problema a quella logica ha richiesto un cambio di paradigma molto forte: l'atomizzazione del problema stesso, l'applicazione della logica booleana ed il suo trattamento attraverso soli segnali elettrici.
Non si tratta di un passaggio né semplice, né "naturale", e che richiede altri concetti per essere compreso appieno.

Ovvero, penso non sia proprio semplice descrivere sinteticamente in cosa consista la differenza tra un quadro a relè e un PLC; per chi non ha precise cognizioni sui temi precedenti e sullo specifico della tecnologia descritta, al massimo si arriva ad una comprensione superficiale centrata su vantaggi, mentre resta comunque fuzzy il senso più profondo.

Non ultimo, va considerato che, a chi ha assorbito in qualsiasi modo questi concetti e ne fa la base di una attività giornaliera, risulta non semplice cercare di spiegare quelle che per lui sono evidenza ad altri per cui sono solo parole.

Secondo me, per comprendere realmente quello che importa, occorrerebbe non tanto la conoscenza immediata dell'elettronica (che è un supporto alla realizzazione del concetto, non il concetto), ma piuttosto seguire una storia dell' automazione, dal regolatore di Watt alla Pascalina, al lavoro di Boole, MARK 1, Turing, ecc. Da qui si possono conoscere i princìpi. Ed avendo chiari questi, la conoscenza, poi, delle soluzioni pratiche è questione solo di specializzazione.
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