Non sono tante?
Preciso: parlo molto a logica, dovrai approfondire ma...
A parte il fatto che hai cambiato il problema iniziale in cui parlavi della giunzione, anche la resistenza termica verso l'aria è complessa.
Posso farti un esempio poco attinente, ma probabilmente i concetti alla base sono gli stessi.
Io ho fatto il certificatore energetico per "hobby", ora ho smesso da un po' e inizio a dimenticare ma ci provo.
Lo scambio verso l'aria avviene per moti convettivi e per irraggiamento.
Per l'irraggiamento ci sono di nuovo un sacco di variabili come rugosità e finitura superficiale, che contano eccome, e conta pure molto il delta T tra metallo e aria. E contano credo eventuali corpi vicini che potrebbero assorbire o riflettere indietro i raggi infrarossi.
Per i moti convettivi forse la rugosità conta meno o niente (in prima approssimazione) ma conta l'orientamento della parete e quanto si può muovere l'aria esterna: se c'è ventilazione, o chiusure che limitano i moti convettivi.
Quindi per esempio per le pareti degli edifici la resistenza superficiale viene "stimata" in base a colore, orientamento, ventosità, eventuali intercapedini ventilate o no.
Non so se ti ho reso l'idea, ma devi cercare qualcosa di specifico.
Tornando alla miserabile realtà dei radiatori, la resistenza termica fornita considera per esempio il fatto che eventuali alette del radiatore siano messe in un modo definito (di solito verticali), tutti gli altri effetti sono compresi nel numerino che ti danno