La questione sollevata e` di quelle difficili, anche perche' nel titolo c'e` la parola studio, e l'OP e` uno studente.
Vorrei provare a fare un esempio, considerando questo circuito che e` comparso da poco in questo forum. Supponiamo che lo si voglia polarizzare con una VCE=6V, in modo da avere la massima dinamica dei segnale, si tratta di trovare RB.
Il rifugiando nella matematica puo` scrivere le varie equazioni del circuito, magari in forma letterale, e tirare fuori il valore di RB, che viene una cosa del genere (non riporto tutti i passaggi, sono solo noiosi).

Allora visto che tanti libri dicono che la tensione base emettitore vale 0.7V e il beta vale 100, si sostituiscono i valori e si ottiene

. Problema risolto! Magari gli si fa anche notare che quel valore in commercio non lo si trova, ma comunque il problema matematicamente e` risolto. E` un grande progettista di elettronica!
Oppure un approccio in cui si ha una comprensione del circuito porta a dire che con una tensione VCE di 6V, la corrente attraverso RC, che praticamente e` tutta quella di collettore, vale 6V/3kΩ=2mA e quindi la corrente di base potrebbe essere dalle parti di 20uA. Di conseguenza per avere 20µA di corrente su RB, sulla quale cadono 6V-0.7V=5.3V circa, serve una resistenza di base di 265kΩ circa, facciamo 270kΩ e non se ne parli piu`!
Se lo studente e` un po' "studiato", probabilmente riconosce anche che la RB introduce una retroazione negativa che stabilizza il bias, perche' se per qualunque ragione la VCE ad esempio scende, diminuisce anche la caduta di tensione ai capi di RB che riduce la corrente di base, che a sua volta riduce la corrente di collettore facendo risalire la VCE.
Quest'ultima e` una visione ingenua del funzionamento della retroazione, per certi aspetti anche sbagliata, ma meglio di nulla.
Se invece il progettista ha anche un po' di esperienza, oltre a fare i conti rapidi indicati prima, vede immediatamente che il circuito impone la corrente di base, cosa che non si fa mai quando si vuole polarizzare un transistore bipolare, data l'incertezza e le derive del beta. D'altra parte pero` c'e` anche una retroazione negativa, che potrebbe stabilizzare il circuito. Come si fa a vedere
quanto e` stabile il circuito? Qui e` dove torna in gioco la matematica, quella "pesante".
Ad esempio si puo` andare a calcolare la sensibilita` del circuito alle variazioni del beta del transistore o rispetto al valore di RB, usando le
sensitivities (e anche
qui).
L'espressione che ne risulta e` abbastanza complicata, ma facendo un paio di approssimazioni da ingegneri, del tipo beta+1 e` uguale a beta e il valore di VBE e` trascurabile, almeno in prima battuta, rispetto alla VCE, si ottiene una espressione piu` maneggevole, del tipo

e con il valore trovato per RB si ha -0.53. Il conto preciso (giusto per verificare che le approssimazioni non fossero troppo cattive. La sensitivity e` locale quindi un valore preciso non e` molto importante) da` -0.49. In entrambi i casi e` una schifezza! Stesso discorso per le variazioni di RB, ma queste non sono cosi` grandi.
Conclusione: rifugiarsi nella matematica senza capire che cosa fa il circuito e` grave. Rifugiarsi nella pratica senza sapere come analizzare il circuito pure. Servono entrambe, e sfortunatamente serve sia la matematica "avanzata" sia la sensibilita` circuitale anch'essa avanzata!