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Ipotetico motore spaziale

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[1] Ipotetico motore spaziale

Messaggioda Foto UtentePiercarlo » 11 apr 2017, 23:55

Ok, sono impazzito... Succede anche nelle migliori famiglie dicono... e io non mi vanto certo di discendere da tanto portentoso campionario sociale; mi accontento di dichiararmi un po' fuori di melone e di aver cercato di fare il meglio che potevo per rimanere un caso circoscritto e relativamente innocuo, tirando scemo solo chi lo era già per conto suo senza aggiungere nuovi esemplari verso cui alcuni avrebbero nutrito acidissime gelosie.

Questo post sarà, date le premesse, inevitabilmente un po' "crackpottoso" ma tranquilli: ci sono SuperBP, SuperDD (senza T) e SuperOrangeCat che vigileranno sulla serenità dei vostri sonni. Quindi non agitatevi: io posso impazzire, loro per fortuna no.

Comincio. Da ragazzo nutrivo un vivo e forte interesse verso gli UFO, allora un argomento molto in voga e io ero solo uno dei tanti irretiti da questi soggetti che, mutatis mutandis, alla fine non erano altro (cosa di cui però mi resi veramente conto solo molto dopo, quando ragazzo avevo smesso ormai di esserlo da un bel po') che una versione riveduta e tecnologicamente aggiornata e corretta degli antichi cespugli roventi, madonne lucenti e piangenti ecc.
La sola differenza tra me e gli altri era che io non guardavo a questi "UFO" e ai loro ipotetici occupanti come "salvatori" o a secondi possibili "messia"; li pensavo invece come a esseri in carne e ossa (o equivalenti ma allora non andavo tanto per il sottile con i distinguo) e pensavo agni "UFO" esattamente come a qualunque altro veicolo: un qualcosa che sfruttasse energie e leggi fisiche per fare quanto erano stati pensati per fare: muoversi in qualche modo da un punto all'altro.
E quindi, se erano veicoli, dovevano avere un motore in grado di spostarli e soprattutto un modo di raccogliere e consumare energia sotto forma di qualche tipo di carburante che facesse da vettore. Inoltre, spaziali o no, terrestri o extraterrestri, dovevano sottostare alle stesse leggi fisiche a cui sottostava tutto il resto di quanto conoscevo del mondo e dell'universo. In particolare, se per il resto del mondo valeva la proprietà della velocità della luce di essere una velocità limite e invalicabile, lo stesso doveva valere, senza eccezioni, anche per gli stessi UFO e i loro occupanti. Inoltre doveva valere la "proprietà" che, se per caso va storto qualcosa in volo, semplicemente son cazzi amari per tutti, terrestri o extraterrestri che siano. Si muore e basta, non ci sono miracoli per nessuno.

Ora, nonostante gran parte dei cosiddetti "avvistamenti" fossero in realtà fischi per fiaschi (aerei in volo soprattutto o, in tempi più recenti, anche qualche grosso satellite) o più spesso ancora fossero balle fiorite e annaffiate, vi erano comunque delle caratteristiche che si ripetevano con una certa costanza che, nella mia ingenuità di allora, mi avevano portato a pensare che, se erano costanti, qualche fondamento dovevano pur averlo. Che potessero essere "costanti" semplicemente perché tutti raccontavano e ripetevano la stessa storia, allora proprio non avevo né la perspicacia né la maturità necessaria a comprenderlo.

Comunque sia, gli "indizi" nel loro insieme, inclusi quelli relativi a supposti eventi catastrofici e ad alcune loro peculiarità, mi avevano indotto a pensare, anche sulla base di letture in quel momento freschissime (ma comunque divulgative!) sulle possibilità di innescare e sfruttare la fusione nucleare in plasmi confinati all'interno di campi magnetici instaurati in una struttura toroidale (i famosi tokamak) che proprio questa fosse la chiave di volta del funzionamento sia dei motori di queste macchine, sia della loro attitudine a fungere da motori interstellari allorché venissero accelerati a velocità relativistiche, di fatto pari alla velocità della luce rispetto al punto di partenza del viaggio.

In questo scenario andrebbero soddisfatte tre condizioni, due tecniche e una etica. Quest'ultima consiste semplicemente nell'accettare, da parte di un possibile "spaziale", il fatto puro e semplice che questo significa l'esilio definitivo se non dal proprio mondo di origine, sicuramente dal proprio tempo e dalla propria cultura; le altre due, tecniche, sono 1) il possesso di una tecnologia tale da garantire il controllo del plasma in fusione confinandolo ALL'ESTERNO della macchina anziché al suo interno e 2) la capacità di viaggiare costantemente a velocità relativistiche tali da assicurare che il gas interstellare sia di fatto, lungo la rotta, sempre abbastanza "denso" da fungere da "rifornitore" di carburante per tutto il viaggio o almeno durante le (lunghe) fasi di accelerazione e decelerazione del veicolo, visto che questo, date le distanze da percorrere, non potrebbe mai avere un serbatoio abbastanza grande da portarsi da casa tutto il carburante che serve.

La domanda che ora vorrei porre a qualche astrofisico è: ammesso che si riuscissero a soddisfare due di queste tre condizioni (accettazione della condizione di esilio e un'evoluzione tecnologica sufficiente a garantire il controllo di un plasma non racchiuso in una camera interamente solida - anche se ovviamente un qualche tipo di "gabbia" va comunque costruito), la terza condizione (assicurare, grazie alle velocità relativistiche del veicolo, un approvvigionamento sufficientemente consistente e "denso" di gas interstellare per sostenere l'intero viaggio) è, almeno teoricamente fattibile o no? :-) ;-)

(nel frattempo che leggete il post scappo per non essere picchiato! :mrgreen: )
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[2] Re: Ipotetico motore spaziale

Messaggioda Foto UtenteEcoTan » 12 apr 2017, 0:01

Si può usare l'antimateria o è contro le regole?
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[3] Re: Ipotetico motore spaziale

Messaggioda Foto UtentePiercarlo » 12 apr 2017, 0:03

EcoTan ha scritto:Si può usare l'antimateria o è contro le regole?


Solo materia ordinaria.
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[4] Re: Ipotetico motore spaziale

Messaggioda Foto UtenteCarloCoriolano » 12 apr 2017, 0:13

Io non l'ho letto per il vero... Solo le prime tre righe e l'ultima... Ma un riassunto?
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[5] Re: Ipotetico motore spaziale

Messaggioda Foto UtentePiercarlo » 12 apr 2017, 0:17

Più riassunto di così... mi son pure sforzato di dargli un tono leggero per non addormentare la gente... cosa vuoi che faccia di più?
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[6] Re: Ipotetico motore spaziale

Messaggioda Foto UtenteCarloCoriolano » 12 apr 2017, 0:23

Ho letto un poco, ed ho pensato, nella mia ruvida ignoranza: tu stai immaginando un vettore, una fonte di energia, in funzione delle conoscenze piu` o meno approfondite, del tempo attuale.
Ma se domani un PB qualunque fosse capace di avvicinarsi di piu` a quel rapporto cui stanno massa ed energia, largamente abusato nella sua forma piu` semplice, basterebbe portarsi dietro un poco di nulla per accedere a molta energia.
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[7] Re: Ipotetico motore spaziale

Messaggioda Foto Utentetaglialegna » 12 apr 2017, 0:37

Una cosa mi lascia perplesso.
Ragioniamo sempre come se il sistema spazio tempo in cui noi viviamo fosse univoco nell'universo.
Cosa che non è sicuramente così.
La percezione di spazio, distanze, ma soprattutto tempo, ritengo sia diversa in tutti i punti dell'universo conosciuto.
Qundi , rimanendo sul fantascientifico, quello che secondo i nostri calcoli sarebbe la durata di un viaggio interstellare, per altri sistemi di riferiemnto darebbe risultati o aspettative ben diverse.

Adesso torno a bermi una birretta che ne ho bisogno per dormire.

Ciao.
Bruno
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[8] Re: Ipotetico motore spaziale

Messaggioda Foto UtentePiercarlo » 12 apr 2017, 0:46

CarloCoriolano ha scritto:Ho letto un poco, ed ho pensato, nella mia ruvida ignoranza: tu stai immaginando un vettore, una fonte di energia, in funzione delle conoscenze piu` o meno approfondite, del tempo attuale.


Sì, nei limiti di quello che ne capivo a 17-18 anni. Inoltre, da quel che pensavo di saperne allora di queste ipotetiche macchine, il loro funzionamento, a parte le occasionali tracce di radioattività riferite ai supposti "atterraggi" facevano pensare, in atmosfera, a un funzionamento più da motore esotermico che non da vero e proprio motore nucleare. Nel complesso è tutta una fantasia ma, nel mio piccolo (quando ritenevo tutta la faccenda plausibile) cercavo di mantenere una certa coerenza interna al tutto proprio perché pensavo che fossero macchine reali, non fantasie.

In effetti tutta la faccenda ha avuto su di me lunga presa nel tempo proprio perché il tutto, escludendo madonne, apparizioni, "rapimenti" e altre palesi assurdità una sua coerenza sembrava averla.

@Bruno, hai ragione però dietro tutto questo gioco di idee c'erano altre due restrizioni: 1) che valesse solo per i nostri dintorni celesti (entro al più qualche decina o centiaio di anni luce) e 2) che non valesse per lo spazio intergalattico dove di gas non c'è n'è proprio: l'ipotesi di un "benzinaio spaziale diffuso" ha senso solo dove il gas interstellare è abbastanza denso (all'interno delle galassie appunto); fuori non ha nemmeno senso porsi la quiestione se il sistema possa funzionare: non c'è niente! :(
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[9] Re: Ipotetico motore spaziale

Messaggioda Foto UtenteCarloCoriolano » 12 apr 2017, 7:28

Beh, molto interessante è anche la rilettura dei testi antichi privi di traduzione ed interpretazione teologica.
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[10] Re: Ipotetico motore spaziale

Messaggioda Foto UtentePiercarlo » 12 apr 2017, 9:05

CarloCoriolano ha scritto:Beh, molto interessante è anche la rilettura dei testi antichi privi di traduzione ed interpretazione teologica.


Interessante sicuramente ma non per quello che certe correnti dedite ai cosiddetti "ufo del passato" tendono a pensare. L'interesse per le epifanie (apparizioni) ha senso se viste con un occhio "neurologico": quando la mente umana (la cui nascita credo sia ancora più recente della nostra specie come tale; potrebbe avere anche meno di centomila anni, anche se è tutto tranne che qualcosa nato dal nulla) era "bambina", come percepiva la realtà? Ma è un tema piuttosto impervio da esplorare. Molto meglio tenersi sul binario del "motore spaziale". Non so se saremo mai in grado di realizzare dei motori a fusione nucleare per andare a spasso nello spazio (o quantomeno nel sistema solare) ma sarebbe interessante valutarne la possibilità. Altrimenti non l'avrei postato il thread nel forum di fisica.

(Lo so che i generatori che si stanno provando sotto forma di centrali sperimentali sono un po' troppo cicciottelli per renderli "mobili" ma non lo considero un limite insuperabile: diamo tempo al tempo, fosse anche un buon mezzo millennio o anche oltre).
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